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Ursula von der Leyen: “Un ‘GDPR’ con gli Usa per porre fine alla razzia dei dati dei big tech nel mondo”

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“Il lato oscuro della digitalizzazione” e “il capitalismo della sorveglianza” preoccupano la Commissione europea, che è pronta a far valere “quello che è illegale offline è illegale anche online”. Parola di Ursula von der Leyen

La proposta di un “GDPR” Ue-Usa

Il dito è puntato contro le big tech e per porre fine alla loro razzia dei dati degli utenti per fini commerciali, anche politici, la presidente della Commissione Ue propone un regolamento digitale da creare insieme agli Stati Uniti, che avrebbe effetti in tutto il mondo”.

“Questo regolamento”, ha spiegato, “potrebbe regolamentare la protezione dei dati e della privacy alla sicurezza dell’infrastruttura tecnica. Sarebbe un regolamento basato sui nostri valori: diritti umani e pluralismo, inclusione e tutela della privacy”.

L’idea dell’accordo, una sorta di GDPR Ue-Usa, è stata annunciata da von der Leyen nella lettera di risposta a Mathias Döpfner, l’AD di Axel Springer, che ha chiesto l’approvazione di leggi in Europa per “togliere i dati privati dalle mani dei monopoli informatici per restituirli alle persone”.

Le tre azioni per proteggere meglio i dati degli utenti

Infine, Ursula von der Leyen ha indicato tre esempi “di ciò che intendiamo fare per proteggere ancora meglio i nostri consumatori e i loro dati in futuro”.

Impedire la raccomandazione di ulteriori contenuti basati sulla profilazione

Primo: in base alla nostra legge sui servizi digitali, le grandi piattaforme Internet, in altre parole quelle con più di 45 milioni di utenti nell’UE, hanno obblighi specifici. Ad esempio, in futuro dovranno dare ai propri utenti la possibilità di impedire la raccomandazione di ulteriori contenuti basati sulla profilazione, ovvero l’analisi sistematica dei propri dati da parte di programmi informatici”.

“Stiamo rafforzando il GDPR, modello nel mondo”

In secondo luogo, stiamo rafforzando le disposizioni del nostro regolamento generale sulla protezione dei dati. Nonostante sia entrato in vigore solo nel 2018, in pochissimo tempo il GDPR è diventato un modello per gran parte del mondo. Ciò smentisce anche la sua affermazione secondo cui l’Europa reagisce quasi sempre troppo tardi. Al contrario, siamo stati noi a stabilire gli standard in anticipo con il GDPR. In futuro, vogliamo utilizzare il nostro Digital Markets Act per vietare alle grandi piattaforme Internet di combinare automaticamente in un unico profilo i dati personali dei loro utenti raccolti dalla loro piattaforma principale con dati aggiuntivi da altri servizi. Garantirà inoltre che la concorrenza rimanga equa.”

Un’identità europea sicura

In terzo luogo, in consultazione con i nostri Stati membri, quest’anno proporremo anche un’identità europea sicura, fornendo così ai nostri cittadini un modo alternativo di navigare in Internet senza riserve, sia che si tratti di pagare le tasse, iscriversi all’università o noleggiare un’auto elettrica”.

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