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Trump: “Per votare serve un documento di identificazione”. Prime nubi sulle elezioni USA di novembre

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Nei giorni scorsi il Presidente americano Trump ha chiesto ai deputati repubblicani di impegnarsi ad approvare i SAVE Act, mettendo anche in dubbio che le elezioni di medio termine. Provocazione o minaccia?

Trump spinge sull’identificazione degli elettori e chiede l’attuazione del SAVE Act

Identificare gli elettori prima delle elezioni di medio termine del 2026. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che su questo ci sarà una nuova legge nazionale.

La richiesta è stata fatta ai membri repubblicani della Camera ad inizio anno, esortandoli ad approvare la proposta prima delle elezioni di medio termine di novembre 2026.

All we want is voter ID”, ha detto Trump.
L’obiettivo è dotare ogni elettore di un documento d’identità, “vogliamo insistere su questo”, ha precisato il Presidente americano. Il riferimento è al SAVE Act, già approvato alla Camera, ma fermo al Senato.

Che cos’è il SAVE Act

Il SAVE Act (Safeguard American Voter Eligibility Act) è una proposta di legge che renderebbe più difficile la registrazione al voto richiedendo ai cittadini di presentare prove documentali di cittadinanza (come passaporto o certificato di nascita) di persona, creando ostacoli per molti, specialmente alle persone a basso reddito, permettendo azioni legali private contro i funzionari elettorali che registrano erroneamente richieste e certificati.

Sebbene i sostenitori della legge affermino che si tratti di una misura “a rafforzamento della sicurezza elettorale”, i critici ritengono che sia invece una forma di soppressione del voto che non farà altro che creare problemi inesistenti, poiché già esistono leggi per prevenire il voto di chi non è in possesso della cittadinanza americana. 

L’unica ragione per cui qualcuno non lo vuole è perché vuole barare. Le nostre elezioni sono completamente corrotte“, ha dichiarato Trump, aggiungendo anche la volontà di cambiare il nome della legge, forse in “Save America Act”.

Scontro con i democratici e la paura di Trump per l’impeachment

Ci sono state diverse dichiarazioni da parte dei deputati repubblicani, che sembrano già allineati alla volontà del Presidente. Come ha detto il deputato repubblicano della Florida Byron Donalds: “Il SAVE Act garantisce che SOLO i cittadini statunitensi possano votare alle elezioni americane“.

Secondo numerosi commentatori, il discorso è soprattutto un attacco agli Stati americani governati dai democratici, tra cui ovviamente la California, con il governatore Gavin Newsom che ha già contestato il SAVE Act: “Quali prove sostanziali ci sono che suggeriscano che tu abbia delle prove a sostegno del fatto che tutte queste persone stiano o meno votando illegalmente?”.

Trump, come lui stesso ha detto, si vede costretto a vincere le elezioni di midterm, perché al contrario “se non le vinciamo”, rivolto ai repubblicani, “troveranno sicuramente un pretesto per mettermi sotto accusa”.

L’idea di un documento di identificazione per recarsi a votare era già stata avanzata dallo stesso Trump durante la sua prima amministrazione: “Se esci e vuoi comprare qualsiasi cosa, ti serve un documento d’identità e una foto”, disse ad un raduno “Make America Great Again” nell’estate del 2018.
In questo Paese, l’unica volta in cui non ne hai bisogno è quando vuoi votare per un presidente, quando vuoi votare per un senatore, quando vuoi votare per un governatore o un membro del Congresso. È pazzesco. Ma stiamo cambiando la situazione”.

Si vogliono davvero mettere in discussione le elezioni di novembre?

Viene da chiedersi se il Presidente non stia cercando, con il Save Act, di rendere più difficile ai cittadini americani la partecipazione alle elezioni di novembre.
Se passasse la legge sull’identificazione dei votanti si potrebbe generare un imbuto amministrativo legato alle certificazioni, che potrebbero non arrivare a tutti in tempo per le elezioni.

Ci potrebbe essere all’orizzonte una valanga di ricorsi, senza considerare che, come già spiegato dal Governatore della California, non si capisce esattamente quali siano queste “prove” da fornire per dimostrare di essere in possesso del diritto di voto

Un altro dubbio che aleggia negli Stati Uniti e che lo stesso Trump ha alimentato è il tentativo di “annullare” o sospendere le elezioni di midterm.
Non ho mai detto di volerle annullare”, ha detto ai suoi al Kennedy Center ad inizio anno, “dovrebbero annullarle loro, perché le fake news direbbero: ‘Vuole che le elezioni vengano annullate. È un dittatore’. Mi chiamano sempre dittatore”.

La CNN, però, sostiene che Trump ha parlato di annullare le elezioni in un’intervista rilasciata a Reuters proprio in questi giorni. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, si è subito affrettata ad affermare che il presidente stava “scherzando”.
Anche riguardo alla Groenlandia, fino a qualche tempo fa, sembrava tutto uno scherzo e oggi come Europa siamo costretti ad affrontare questo tema con una certa apprensione.

Al momento Trump non può sospendere le elezioni federali, ma in caso di emergenza nazionale?

La legge non lo pormette, ma è anche vero che in caso di una guerra o di situazione di emergenza nazionale è difficile dire fin dove si può spingere ad esercitare i propri poteri un Presidente degli Stati Uniti.

In un incontro ad agosto con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, Trump è sembrato favorevolmente colpito dal divieto di elezioni in Ucraina in regime di legge marziale, suscitando risate in sala, ma anche allarme tra i suoi critici.

Quindi dici che durante la guerra non si possono tenere elezioni“, disse Trump a Zelensky in quell’occasione, “Quindi intendi dire che, se dovessimo trovarci in guerra con qualcuno, niente più elezioni? Oh, bene”.

La menta vola subito alla minaccia del Presidente Trump di appellarsi al temuto “Insurrection Act“, la legge di emergenza che consente il dispiegamento dell’esercito sul territorio nazionale, a seguito delle diffuse proteste di piazza contro le violenze dell’ICE nel Minnesota (e non solo).

Cosa dice la legge

Va ricordato che la data delle elezioni federali è stabilita dal Congresso e la loro gestione è affidata ai singoli Stati, sotto la supervisione del Congresso e dei tribunali. Anche in caso di emergenze, come guerre o calamità naturali, non esiste un chiaro meccanismo legale che consenta a un presidente di sospendere unilateralmente le elezioni nazionali.

La Costituzione richiede che un nuovo Congresso presti giuramento il 3 gennaio 2027. Sappiamo bene, però, che è nelle lacune della legge, proprio le più piccole, che si annida il grimaldello per far saltare anche un appuntamento istituzionale così importante, come lo sono le elezioni federali.
Elezioni che si sono tenute regolarmente durante la Guerra Civile, la Prima e la Seconda guerra mondiale, senza sospensioni generali del processo democratico a livello nazionale.
Qualsiasi mossa contraria aprirebbe ad una crisi istituzionale senza precedenti.

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