le indagini

Truffa del fotovoltaico. Sequestrate in Italia criptovalute per 7,5 milioni di dollari, coinvolti 6mila risparmiatori

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Proseguono le indagini e le operazioni di Polizia e Guardia di Finanza legate alla truffa internazionale del fotovoltaico che ha già portato al sequestro di criptovalute, 95 conti correnti, beni di lusso, lingotti d’oro per 80 milioni di euro.

Operazione “Cagliostro” (nuovo atto), sequestrato bottino in criptovalute per la truffa del fotovoltaico

È solo l’ultima puntata dell’operazione “Cagliostro” portata avanti da mesi dalla Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Bologna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica della Città di Bologna, che ha consentito di individuare e congelare oltre 7,5 milioni di dollari in criptovalute (uno dei sequestri più ingenti sul territorio italiano).

Il sequestro di criptovalute è solo una parte del bottino che il gruppo criminale a carattere transnazionale ha nel tempo incrementato grazie ai proventi illeciti provenienti dalla maxi truffa del fotovoltaico scoperta a ottobre 2025 che aveva già portato al sequestro preventivo d’urgenza del portale voltaiko.com, di 95 conti correnti, un primo pacchetto di criptovalute, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini (del valore di quasi 2 milioni di euro sul mercato immobiliare), per un totale di 80 milioni di euro.

Secondo quanto emerso dalle ultime indagini, gli investitori venivano indotti a versare denaro con la promessa di rendimenti derivanti da presunti investimenti green in impianti fotovoltaici all’estero, risultati in realtà inesistenti. Per ostacolare la tracciabilità delle somme sottratte e favorirne il successivo riciclaggio, i fondi sarebbero stati trasferiti su piattaforme di scambio e convertiti in criptovalute.

L’ufficio italiano ad Eurojust, attivato dalla Procura della Repubblica di Bologna, in collaborazione con gli esperti del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna e i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, ha assicurato il coordinamento sovranazionale nell’esecuzione degli ordini di congelamento delle cryptovalute, e ha tenuto intensi contatti con le autorità francesi competenti, consentendo di arrivare al tempestivo blocco dei portafogli digitali.

6.000 risparmiatori truffati con il solito “Schema Ponzi”, stavolta applicato al marketing criminale del settore energetico

Come spiegato in un comunicato del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e del Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Emilia Romagna, “si stima che il sistema, sostenuto da una reta di procacciatori, abbia coinvolto su tutto il territorio nazionale oltre 6.000 investitori, tra i quali anche persone in stato di minorata difesa, una peculiare situazione di debolezza o inferiorità della parte lesa”.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nel caso “Voltaiko”, il gruppo criminale composto da almeno dieci persone aveva ideato un sistema di tipo multilevel marketing, riconducibile allo “Schema Ponzi”, un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni ai primi investitori, anche loro vittime della truffa, a discapito dei nuovi.

Attraverso un articolato sistema di promozione online, infatti, gli indagati proponevano agli utenti investimenti nel settore del fotovoltaico virtuale, senza l’installazione di veri pannelli solari, ma il noleggio di impianti situati in Paesi ad alta produttività energetica.

Impianti che ovviamente non esistevano, ma gli investitori venivano attratti da allettanti rendimenti mensili o trimestrali in “energy point”. Le somme investite erano inoltre vincolate per tre anni, permettendo al gruppo di ampliare rapidamente la leva finanziaria e continuare a reclutare nuovi partecipanti.

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