Key4biz

Torino scommette sull’Ftth e annuncia l’ecosistema startup

L’internet superveloce sarà estesa a 355 mila unità abitative di Torino, grazie ad una rete di quasi 200 mila chilometri di fibra ottica. L’annuncio è stato dato ieri a Palazzo Civico dall’amministrazione comunale, Vodafone e Metroweb.

L’infrastruttura Ftth (Fibre to the home), con velocità di navigazione fino a 300 Mbps, arriva oggi a coprire circa 70 mila unità abitative, ma con il nuovo piano per l’estensione della copertura Torino si candida a diventare una delle città più connesse d’Italia e d’Europa.

L’infrastruttura, aperta a tutti gli operatori che intendono investire nel servizio, stabilisce un collegamento in fibra ottica diretto tra la centrale dell’operatore e le abitazioni e uffici dei clienti, garantendone massima affidabilità e velocità. La città in tal modo orienta il proprio sviluppo tecnologico, economico, culturale e sociale verso il modello ‘full connected’.

L’Ftth consentirà infatti lo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto in termini di ecosistema smart city, supportando la crescita e la diffusione dell’Internet of Things, l’affermarsi dell’economia digitale (e dell’app economy), favorendo il realizzarsi dell’Agenda digitale regionale e urbana, migliorando in termini di servizi la qualità della vita dei cittadini.

In tale contesto, è stata presentata lunedì scorso la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale per nascita di un ecosistema startup nella Città di Torino. Un’iniziativa trasversale ai partiti, tesa a favorire la diffusione capillare della cultura digitale e delle start up, creando un panorama urbano in grado di attrarre imprese, investitori e ricercatori, sfruttando in particolare la presenza in città degli incubatori di imprese collegati al Politecnico di Torino e all’Università degli studi di Torino, entrambi partecipati dall’amministrazione comunale.

La mozione in questione, nata in seno alla Commissione smart city, parte dal presupposto che le startup sono l’anima del tessuto economico urbano di inizio millennio, perché permette ai giovani (e meno giovani) di entrare nel mondo del lavoro, di lanciare nuove idee e di contribuire all’innovazione tecnologica, culturale e sociale della città.

Continueremo a seguire lo sviluppo degli incubatori torinesi e lavoreremo per essere una della capitali europee dell’innovazione, creando ulteriori strumenti di accompagnamento – ha dichiarato Enzo Lavolta, assessore alle Politiche per lo sviluppo tecnologico del Comune di Torino – ogni anno all’incubatore del Politecnico arrivano almeno 500 imprese: 50 ne vengono selezionate, solo 15 accedono all’incubazione. La nostra città è attenta a questa realtà: siamo favorevoli a sviluppare un ecosistema ancora più vasto”.

Foto toshare.it

Exit mobile version