scenari

TLC, Turrisi (Sielte): “Il post-Pnrr richiede una visione. La connettività non è una commodity”

di |

“Il PNRR ha rappresentato un acceleratore straordinario per la digitalizzazione del Paese e per tutta la filiera delle telecomunicazioni, ma ora entriamo in una nuova fase”, ha detto Salvatore Turrisi, Presidente di Sielte, all’evento ANIE SIT.

“Il PNRR ha rappresentato un acceleratore straordinario per la digitalizzazione del Paese e per tutta la filiera delle telecomunicazioni”, ha detto Salvatore Turrisi, Presidente di Sielte, all’evento ANIE SIT “Reti e servizi: leve per la competitività”. “Oggi però – ha aggiunto – entriamo in una fase più matura, in cui la vera sfida è non disperdere il valore industriale costruito in questi anni: competenze, capacità produttiva, organizzazione e affidabilità operativa. Il post-PNRR non va letto come un arretramento, ma come una transizione industriale che richiede visione, adattamento e capacità di trasformazione”.

Turrisi (Sielte) “Quadro geopolitico incide su costi energia e investimenti”

Dopo l’iniezione di liquidità senza precedenti dovuta al PNRR, le aziende devono tornare ad un contesto di “normalità” finanziaria, su cui peraltro pesa il quadro geopolitico che getta ombre sul futuro.  

E’ per questo che il Presidente di Sielte ha richiamato l’attenzione anche sul quadro internazionale, che continua a pesare sulle prospettive di investimento del settore: “Dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni commerciali e al tema dei dazi, tutte le crisi degli ultimi anni stanno influendo direttamente sui costi dell’energia, del carburante (che secondo le prime stime, al netto degli interventi del governo, dovrebbe incidere sulle  nostre attività per oltre il 19%) e sulla capacità di investimento delle imprese” ha osservato Turrisi.

Industry Tlc in crisi da tempo

Insomma, il quadro non è roseo e la industry delle telecomunicazioni è investita in pieno dalle problematiche legate alle tensioni internazionali in atto. “Ma queste tensioni – ha aggiunto Turrisi – si innestano su difficoltà che il settore delle telecomunicazioni in Europa vive già da tempo: frammentazione del mercato, margini ridotti e insufficiente ritorno sui capitali investiti nelle infrastrutture di rete”.

In altre parole piove sul bagnato per la industry delle Tlc che ormai da tempo denuncia diverse difficoltà a far quadrare i conti anche per la persistente mancanza di un quadro normativo che agevoli gli investimenti e le fusioni in ottica di consolidamento.

Turrisi: “Connettività non più una commodity”

Per Turrisi, proprio questo scenario complicato rende ancora più urgente un cambio di approccio sul piano politico, normativo e regolamentare: “La connettività non può più essere considerata una commodity. È un’infrastruttura strategica per il Paese, al pari di quelle energetiche. Per questo serve una maggiore riconoscibilità dell’intera filiera delle telecomunicazioni, con interventi che tengano conto anche della sua intensità energetica e che incidano su oneri, fiscalità e meccanismi di accesso premiale all’energia da fonti rinnovabili”. “Senza questo salto di consapevolezza – ha concluso – il rischio è rallentare proprio quegli investimenti indispensabili per la competitività del sistema Paese”.

Il futuro delle telecomunicazioni italiane, la transizione dopo il PNRR e la necessità di rafforzare la competitività della filiera sono stati al centro dell’evento ANIE SIT “Reti e servizi: leve per la competitività”, che si è svolto ieri, giovedì 19 marzo, a Roma.

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz