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Tlc: ricavi ancora in stallo, ma c’è qualche segnale positivo

Quello della telefonia mobile è un vero paradosso: mai come ora è presente nelle nostre vite (guardatevi intorno per strada o nei mezzi pubblici: c’è qualcuno che non abbia uno smartphone in mano?) eppure mai come ora le aziende del settore, soprattutto in Europa,  patiscono una crisi dei ricavi da cui nessuno ancora sa bene come uscire.

Nel 2015, dice l’Istituto Idate nel suo rapporto annuale Digiworld, il numero di utenti 4G ha superato quota 1 miliardo, la metà dei quali in Cina. Da qui al 2019 saranno più di 3 miliardi gli utenti 4G, che sarà la tecnologia a più veloce tasso di crescita nella storia delle comunicazioni mobili.

Eppure, per il terzo anno consecutivo, la crescita del mercato globale delle telecomunicazioni mobili viaggia intorno a un risicato 1%, a fronte di un più consistente +3,9% registrato dal mercato ICT nel suo complesso. E anche per il 2016 si prevede una crescita fiacca, dell’1,7%.

Una stagnazione partita nel 2012, da quando la crescita annuale è stata più o meno sempre stabile intorno al 2%.

Negli ultimi 5 anni, calcola Idate, i ricavi mobili sono scesi del 20%, a fronte di una crescita del 20% segnata invece dai servizi OTT, i quali nel 2020, varranno la metà del mercato telecom, dal 10% del 2010.

E se, a livello globale le cose vanno, è in Europa che si è assistito a un vero e proprio tracollo, dice l’Istituto francese, per il quale, tuttavia, cominciano a intravedersi timidi segnali di un cambiamento di tendenza: il 2016 dovrebbe chiudersi con una leggera crescita (+0,6%) dopo che tra il 2008 e il 2015 i ricavi sono scesi del 28% e i margini del 33%.

Una timida crescita che Idate attribuisce a diversi fattori – dal 4G alle strategie di riduzione dei costi – che stanno producendo un miglioramento dei margini.

Resta tuttavia il problema legato alle difficoltà degli operatori a trasformare i loro modelli di business così da monetizzare le nuove tecnologie. nuove tecnologie che necessitano di investimenti consistenti per adeguare la capacità delle reti alla forte crescita della domanda.

Trainato dal video on demand, il traffico dati dovrebbe raddoppiare da qui al 2019 e c’è da ricordare che entro il 2020 dovrebbe arrivare nella fase commerciale anche il 5G, con il suo carico di oggetti e sensori connessi.

Per il presidente di Idate, Yves Gassot, dopo la bocciatura da parte dell’Europa del consolidamento a livello nazionale, potrebbe ora aprirsi una nuova ondata di fusioni e acquisizioni a livello transfrontaliero che permetterebbe di creare campioni europei dalle dimensioni adeguate per fronteggiare i giganti Usa e asiatici. E, come ben sappiamo, Telecom Italia sarebbe di sicuro una delle prede più ambite di questo risiko.

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