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TLC, Relazione Agcom, Lasorella: “Mercato a due velocità: Fisso (+20%) Mobile (-0,6%)” 

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Oggi la presentazione della relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in Parlamento. Equo compenso, Lasorella: “Domani prima riunione tavolo Agcom editori-piattaforme”.

Siamo immersi in uno straordinario processo di innovazione tecnologica che sta rivoluzionando non soltanto il mondo delle comunicazioni elettroniche ma anche l’economia e la società. Una trasformazione che non è soltanto digitale, ma anche e soprattutto “antropologica”, Questo l’incipit dell’intervento del presidente Agcom Giacomo Lasorella, che oggi ha illustrato in Parlamento la relazione annuale dell’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni citando l’ultima enciclica di Papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale a proposito del fatto che la tecnologia non è neutrale. Affermazione su cui Lasorella concorda ricordando come l’Autorità sia chiamata appunto a regolare una tecnologia che è sempre più pervasiva. “Il ruolo di Agcom è contribuire a rendere l’innovazione compatibile con il diritto preservando qualità dei servizi e trasparenza”, ha detto il presidente.  

Cambio di paradigma, sorpasso informazione online su quella tradizionale

Già l’anno scorso Lasorella aveva segnalato un cambio di paradigma, con il consumo di informazioni più online che sui media tradizionali. Questo trend alimentato soprattutto dai giovani. L’ecosistema dell’informazione è radicalmente mutato grazie a internet, ma c’è una crisi conclamata di qualità dei contenuti e in questo contesto è fondamentale la salvaguardia del pluralismo. “Anche alla luce della sempre più pervasiva affermazione dell’intelligenza artificiale generativa, una delle questioni più rilevanti è quella della salvaguardia del pluralismo informativo in rete, come premessa indispensabile per la tenuta della sfera pubblica e del confronto democratico”, ha detto il presidente, che è poi entrato nel merito del mercato delle telecomunicazioni.

Nel settore dei media tradizionali, invece, la televisione resta il gigante indiscusso con 9 miliardi di ricavi, mentre prosegue il crollo dell’editoria soprattutto quotidiana con la diffusione di copie cartacee nel 2025 crollate di quasi il 10%.

Agcom, valore comparto comunicazioni elettroniche 2025 a 29,5 miliardi (+4,5%)

Il valore complessivo del comparto delle comunicazioni elettroniche è stimato, alla fine del 2025, in 29,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 28,2 miliardi del 2024, con un incremento pari al 4,5%, mentre il peso sul Pil sale lievemente all’1,31%.

“L’analisi dei singoli segmenti di mercato – ha evidenziato Lasorella – mostra un andamento a due velocità: la crescita costante delle risorse generate dalla rete fissa (cresciute del 20% rispetto al 2021) e la contrazione, sia pure più contenuta rispetto agli anni precedenti (i ricavi scendono dello 0,6%, poco sotto gli 11 miliardi), di quelle derivanti dalla rete mobile”.

“La crescita della rete fissa è trainata dagli investimenti in fibra, dalla domanda di connettività ultraveloce e dallo sviluppo di servizi digitali integrati, soprattutto per la clientela affari”.

Per quanto riguarda la rete mobile, “a favorire questa parziale stabilizzazione – ha detto Lasorella – contribuisce anche la crescente difficoltà degli operatori nel comprimere i margini di profitto, dopo una lunga fase di forte pressione competitiva sui prezzi”.

“Viceversa, i ricavi da rete fissa, pur continuando a risentire anch’essi di una forte pressione sui prezzi, iniziano a beneficiare – soprattutto nel segmento della clientela affaridegli effetti derivanti dalla commercializzazione di pacchetti integrati, includono, accanto ai servizi ‘tradizionali’ (voce e dati), anche servizi Ict ad alto valore aggiunto, tra cui Cloud Computing, intelligenza artificiale, loT (Internet of Things) e soluzioni di sicurezza informatica”.

“La sfida decisiva per gli operatori di comunicazioni elettroniche sarà quindi quella di trasformarsi in veri e propri hub di servizi digitali, superando il ruolo di semplici fornitori di connettività”.

Agcom: copertura rete Fibra Ftth in 2025 per 77,6% famiglie (+6,9%)

A fine dicembre 2025 la copertura della rete in fibra fino a casa, Fiber to the home (Ftth), “ha raggiunto il 77,6% delle famiglie italiane, con un incremento di 6,9 punti percentuali rispetto al 2024”.

“Dal punto di vista del territorio, la copertura è pari al 50,2% nelle aree nere, al 14,2% nelle aree grigie e al 13,2% nelle aree bianche. Quasi metà dell’incremento annuo si concentra nelle aree grigie, mentre nelle aree bianche il processo appare più vicino alla saturazione”, ha aggiunto.

Tlc, Lasorella: in valutazione applicazione nuova disciplina mercati accesso fisso

 “L’Autorità sta valutando in questi giorni la prima applicazione” della nuova disciplina sui mercati dell’accesso fisso, ha detto Lasorella.

“A livello nazionale, nel periodo di riferimento, l’Autorità ha aggiornato il quadro regolamentare dell’accesso alla rete fissa, tenendo conto della separazione strutturale della rete Tim, operativa dal 1º luglio 2024, e del nuovo ruolo assunto da FiberCop”, ha spiegato. “Con la delibera n. 58/26/Cons è stata conclusa l’analisi dei mercati dell’accesso fisso. FiberCop è stata qualificata come operatore attivo esclusivamente all’ingrosso (wholesale only), titolare dell’infrastruttura di accesso in rame e fibra. L’analisi ha confermato una maggiore estensione delle aree pienamente concorrenziali, nelle quali non è più necessario applicare regole preventive. Nelle restanti aree, FiberCop è stata confermata come operatore con significativo potere di mercato, ma gli obblighi sono stati rimodulati prevedendo, conformemente alle prescrizioni europee, obblighi di accesso, non discriminazione e prezzi equi e ragionevoli”, ha aggiunto.

Equo compenso, Lasorella: domani prima riunione tavolo Agcom editori-piattaforme

Domani si terrà la sua prima riunione del tavolo di consultazione tra piattaforme ed editori istituito dall’Agcom sui temi “dell’impiego dei contenuti giornalistici da parte delle piattaforme digitali, anche eventualmente con riferimento alle applicazioni di intelligenza artificiale generativa, nella prospettiva di individuare soluzioni condivise in termini di trasparenza e di equa remunerazione”. Lo ha annunciato il presidente Giacomo Lasorella, aggiungendo che “Si tratta di un approccio pragmatico che mira ad individuare soluzioni, anche parziali, attraverso il dialogo, senza tuttavia derogare ai principi essenziali, tenendo conto dei passi molto importanti già compiuti in tema di misurazione dell’audience e di lotta alla pirateria”, ha aggiunto il presidente.

Lasorella: “AI rischia di impoverire la pluralità delle voci”

Il tavolo un luogo di confronto per discutere in primo luogo di Google Overviews e AI Mode.

“Com’è noto – ha proseguito Lasorella – la progressiva affermazione di answer engines, che prendono il posto degli ormai tradizionali search engines e di modalità di ricerca conversazionale, sposta le interazioni dall’apertura del link alla fruizione di risposte sintetiche generate da IA. Ciò senza tacere del fatto che la fornitura di una risposta fondata sull’intelligenza artificiale, in luogo di un rinvio ad una pluralità di fonti rischia di per sé di impoverire la pluralità delle voci del dibattito pubblico”.

“In relazione a tali questioni, l’Autorità, su richiesta della Fieg, ha inviato alla Commissione europea una segnalazione ai sensi dell’art. 65 del Dsa volta a porre in evidenza come l’utilizzo di strumenti di sintesi dei contenuti giornalistici, attraverso modelli di IA generativa, in assenza di un adeguato consenso e di una corrispondente remunerazione, con conseguente calo del traffico sui siti dei giornali, possa configurare un rischio sistemico di lesione del principio del pluralismo”, ha ricordato.

Le risposte sintetiche fornite dall’AI non evidenziano più i link originari dai quali l’AI ha pescato per rispondere, a tutto detrimento delle fonti giornalistiche. In questo modo, si impoverisce una pluralità di fonti finita sotto la lente dell’Autorità.

Le piattaforme sono un quarto del mercato televisivo

“I primi tre operatori detengono ancora il 67% del mercato dei media con Rai al 26,6%, Comcast/Sky al 22% e Fininvest/Mediaset al 18,5%, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+, che ormai pesano per il 23,3% delle risorse totali grazie ai loro contenuti premium”. Lo ha detto il presidente Agcom, Giacomo Lasorella, nel corso della Relazione Annuale al Parlamento.

“La nota più dolente dal sistema dei media arriva dall’editoria quotidiana, che nel 2025 ha visto la diffusione delle copie cartacee crollare a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva all’inizio del secolo“, ha proseguito Lasorella. “Il calo è stato del 9,3% rispetto all’anno precedente – ha aggiunto -. I ricavi delle aziende editoriali sono in netta flessione (-7,9%), rendendo i fondi pubblici un sostegno vitale che ormai pesa per quasi il 10% del totale del comparto”.

Bloccate oltre 90 milioni chiamate estere con numero italiano

“Oltre ad approvare un aggiornamento del Piano nazionale di numerazione, con l’obiettivo di rendere più trasparenti le comunicazioni e contrastare pratiche commerciali aggressive, l’Autorità ha introdotto specifiche misure tecniche per bloccare le chiamate provenienti dall’estero che mostrano in modo illecito un numero italiano”. Lo ha affermato il presidente Lasorella. Tra il 19 novembre e il 31 dicembre 2025 sono state bloccate oltre 90 milioni di chiamate dall’estero con numero mobile italiano e più di 30 milioni di chiamate con numero fisso italiano o comunque anomalo.

“A seguito di questa intensa attività – ha continuato Lasorella – e grazie alla collaborazione degli operatori, tale fastidioso fenomeno è circoscritto e le segnalazioni riguardano oggi soprattutto chiamate originate dal territorio nazionale, circostanza che consente di ricostruirne il percorso e individuare più facilmente sia gli operatori inadempienti, sia eventuali call center irregolari”.

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