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Tlc a picco per l’epidemia, ma resilienti: gli investimenti 5G cresceranno dell’8% nel 2021

Gli operatori Tlc soffrono l’emergenza Coronavirus, con nuove stime mondiali di un calo dei ricavi attorno al 3,4% per il 2020. Per il biennio 2020-2021 si è calcolata una perdita complessiva di 80 miliardi di dollari.

Si è passati da una crescita attesa attorno allo +0,7% ad un taglio del 3,4%, secondo lo studio di Analusys Mason, ma con un giudizio non del tutto negativo nell’insieme.

Sembra, infatti, che il settore delle telecomunicazioni si stia dimostrando sufficientemente “resiliente”: il mercato Tlc rimbalzerà nel 2021 con un +0,8%, mentre anche nell’emergenza riuscirà a rappresentare il 2% del PIL mondiale, in crescita rispetto all’1,9% di un anno fa.

Il problema principale si sta registrando nel segmento servizi. I consumatori, che rappresentano i due terzi dei ricavi degli operatori, stanno spendendo meno, riducendo la domanda di servizi a causa dell’emergenza Covid-19.

Il 5G e il rimbalzo del 2021

Grazie agli stimoli di Governi e Istituzioni centrali, questo lato del mercato dovrebbe essere sostanzialmente messo al riparo da ulteriori scossoni, mentre gli investimenti in nuove reti 5G saranno confermati.

Negli Stati Uniti sono stati ribaditi tutti gli investimenti in 5G e Washington ha anzi annunciato la possibilità di un nuovo pacchetto di stimoli.

A livello globale, comunque, il volume degli investimenti in reti 5G crescerà a partire dal 2021, con un aumento di circa il +8% rispetto alle stime precedenti.

Il comparto mobile è quello che più sembra reattivo, anche grazie alla maggiore tendenza dei consumatori a spendere.

In termini di Capex (CAPital EXpenditure), cioè di spese in conto capitale, dopo una fase negativa che attraverserà il secondo e il terzo trimestre 2020, è atteso un rimbalzo nel 2021.

Industria Tlc

Probabilmente, andranno riviste le strategie di approvvigionamento dell’industria per superare i blocchi e ritardi che si sono verificati in queste settimane a causa dell’epidemia (e che in futuro potrebbero anche ripetersi).

Non è da escludere, infine, che Nord America ed Europa rivedano l’intero sistema di forniture, favorendo la tendenza alla frammentazione geopolitica della supply chain che si va delineando secondo alcuni esperti.

Tutti i 32 Paesi presi in esame dallo studio, tra Europa, USA e Asia, potrebbero registrare un crollo del PIL di circa il 6% quest’annno, seguito però da un recupero del 4,6% nel 2021.

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