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Tim, via libera del Cda all’Opas di Poste. Le torri INWIT asset strategico?

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Il Cda di Tim dà il via libera all’Opas di Poste, il prezzo è giusto. Ma per conoscere nel dettaglio le sinergie e i piani industriali della nuova Tim a trazione Poste bisognerà ancora aspettare. Senza torri cosa farebbe TIM? Poste è d’accordo con la rottura dell’MSA?

Il Cda di Tim dà il via libera all’Opas di Poste, il prezzo è giusto ma per conoscere nel dettaglio le sinergie e i piani industriali della nuova Tim a trazione Poste bisognerà ancora aspettare. E così, anche per quanto riguarda lo scontro fra la compagnia Tlc e INWIT sul Master Service Agreement bisognerà ancora attendere. La fine del periodo dell’offerta è fissato per l’11 settembre. Per un chiarimento nero su bianco delle prospettive che riguardano l’asset fondamentale delle torri Tlc. Cambierà qualcosa alla fine dell’Opas, quando Tim sarà delistata per quanto riguarda le torri?

L’offerta avanzata da Poste su Tim è stata in qualche modo condizionata dal contenzioso con INWIT sull’MSA? Se è così in che modo e in che percentuale?

Tim, ‘l’offerta di Poste è congrua, coerente col nostro percorso’. Il via libera del CDA: ok il prezzo è giusto

Il corrispettivo offerto da Poste per acquisire tutte le azioni Tim in circolazione “è congruo” e il futuro che l’ad Matteo Del Fante ha immaginato piace al Cda del gruppo telefonico. Da oggi, fino all’11 settembre porssimo, i soci potranno aderire all’offerta pubblica di acquisto e scambio e per ogni azione che consegneranno riceveranno 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni di Poste Italiane.

La presidente Alberta Figari, l’ad Pietro Labriola e i consiglieri all’unanimità lo ritengono un prezzo “congruo” ma soprattutto “valutano positivamente il razionale e le prospettive industriali dell’operazione”. Il progetto “è coerente con il percorso intrapreso da Tim”. Di quelle che saranno le strategie future si conosce soltanto la cornice perché sia Poste che Tim hanno rinviato all’autunno, quando l’Opas sarà chiusa, la presentazione del piano industriale.

Qual è il peso delle torri cellulari in questa operazione?

Tim, il piano industriale non sarà aggiornato il 29 luglio come previsto ma slitta dopo la fine dell’Opas

Tim ha comunicato, altresì, che “il piano industriale non sarà aggiornato in attesa del completamento dell’Offerta e degli scenari che andranno a delinearsi ad esito della stessa e che pertanto il prossimo 29 luglio saranno comunicati, e poi presentati al mercato nella conference call del 30 luglio, esclusivamente i risultati finanziari consolidati relativi al secondo trimestre e primo semestre 2026”.

In altre parole, slitta ulteriormente la presentazione delle reali e concrete sinergie industriali fra Tim e Poste, dalle quali la società dei pacchi attende risparmi per 700 milioni di euro già dal prossimo anno.

Quello che è noto è che una volta conclusa l’operazione Tim verrebbe delistata e consolidata nel gruppo Poste italiane, per diventare ‘The Connecting Platform’, una rete che offre servizi di pagamento, logistica, telecomunicazioni ed energia. Alla fine della prossima settimana Del Fante presenterà i risultati finanziari del secondo trimestre e del primo semestre 2026, mentre l’aggiornamento strategico separato è stato posticipato; il 30 luglio toccherà a Tim la ‘prova dei conti’ e sul piano ha deciso di allinearsi, lo aggiornerà soltanto quando il nuovo scenario sarà delineato.

Il periodo di negoziazione, come detto, si chiuderà l’11 settembre con regolamento previsto per il 18 settembre, salvo eventuali proroghe. L’obiettivo minimo da raggiungere è il 66,67% delle azioni oggetto di offerta, che in aggiunta al 19,6% del capitale già in portafoglio significa arrivare a una quota del 73% circa, avere il controllo sufficiente a determinare, in un’assemblea straordinaria, una delibera di delisting. E’ presto per fare i conti e si guarda alle decisioni dei grandi fondi internazionali e soprattutto alle mosse dei fondi speculativi che di sicuro aspetteranno l’ultimo minuto per mettere pressione su Poste.

Il ruolo strategico delle torri di INWIT

In tutto questo, è innegabile in ruolo strategico delle torri di INWIT come fattore abilitante della trasformazione digitale del Paese. A sottolinearlo in un post su LinkedIn Michele Gamberini, Chief Technologiy Officer di INWIT, che commentando l’operazione Poste-TIM ha ribadito il ruolo centrale delle torri per l’operatività di TIM.

Senza torri cosa farebbe TIM? Poste è d’accordo con la rottura dell’MSA?

Tutto il contenzioso sull’MSA fra Tim e INWIT assume quindi contorni paradossali alla luce dell’Opas di Poste.

Cosa pensa Poste di questo contenzioso?

In che modo il valore dell’MSA fra Tim e INWIT incide sull’entità dell’offerta di Poste?

La società guidata da Matteo Del Fante avrebbe offerto la stessa cifra per l’Opas senza la cornice dell’MSA fra Tim e INWIT?

Tutti quesiti che restano aperti e che non possono essere esclusi da un’analisi complessiva sull’operazione. Tanto più che la stessa TIM ha presentato un suo piano di exit strategy dalle torri di INWIT a 10 anni. Ma, al netto dell’accordo di RAN sharing per realizzare 6mila torri in joint venture don Fastweb + Vodafone, cosa ne pensa Poste?

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