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Tim, Ugliarolo (UilFpc) “Chiusa l’Opas di Poste, servirà un vero rilancio industriale”

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Salvo Ugliarolo, segretario generale Uil Fpc: "Una volta conclusa l’OPAS, sarà fondamentale avviare un confronto con il management di Poste Italiane per entrare nel merito del progetto industriale e conoscerne obiettivi, tempi e prospettive di sviluppo".

“In queste ora, con il lancio dell’OPAS di Poste Italiane, leggiamo dichiarazioni che parlano del “grande progetto” nato dalla separazione dell’ex monopolista. La realtà, però, è ben diversa da quella che qualcuno continua a raccontare. Siamo arrivati a questo punto perché quel progetto si è rilevato un fallimento: un’operazione che non aveva una vera visione industriale e che non ha prodotto i risultati promessi”. Così il segretario generale della UilFpc (Unione Italiana Lavoratori Federazione Poste e Comunicazioni) Salvo Ugliarolo, commentando l’avvio ufficiale dell’Opas di Poste su Tim.

“Per anni la separazione della rete è stata raccontata come la soluzione ai problemi di TIM: l’operazione capace di rilanciare l’azienda, rafforzarne la competitività e aprire nuove prospettive di sviluppo. Oggi è evidente che quelle promesse non si sono tradotte in risultati concreti. La separazione non ha risolto le criticità strutturali dell’azienda né ha prodotto i benefici annunciati”, prosegue.

Iniziativa di Poste opportunità per un progetto industriale

“Accogliamo con favore l’iniziativa di Poste Italiane perché riteniamo possa rappresentare la prima concreta opportunità per costruire un autentico progetto industriale, capace di garantire stabilità, sviluppo e prospettive sia all’azienda sia alle sue lavoratrici e ai suoi lavoratori.

Negli ultimi due anni, infatti, il prezzo più alto lo hanno pagato proprio le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo TIM e quelli delle aziende in appalto, a partire da chi opera nel settore dei call center. Due anni nei quali non si sono visti investimenti sulle persone né un reale miglioramento delle condizioni di lavoro, ma soltanto continue richieste di sacrifici, mentre il management ha continuato a beneficiare delle proprie retribuzioni e dei propri incentivi”.

Le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo TIM hanno dimostrato ancora una volta professionalità, responsabilità e un forte senso di appartenenza, garantendo la continuità operativa dell’azienda anche nei momenti più complessi. Non possono essere loro a continuare a pagare il prezzo di scelte manageriali che i fatti hanno dimostrato essere sbagliate”, continua.

È arrivato il momento di chiudere definitivamente una stagione fatta di annunci e slogan e di aprirne una nuova, fondata su una reale visione industriale, su investimenti, innovazione e valorizzazione del capitale umano.

Il futuro di TIM non può essere costruito chiedendo ancora sacrifici alle lavoratrici e ai lavoratori. Serve una strategia credibile che rimetta al centro l’impresa, il lavoro, le competenze e le persone che, nonostante tutto, hanno continuato a garantirne il funzionamento e la qualità dei servizi”.

“Per questo, una volta conclusa l’OPAS, sarà fondamentale avviare un confronto con il management di Poste Italiane per entrare nel merito del progetto industriale e conoscerne obiettivi, tempi e prospettive di sviluppo. Solo attraverso un dialogo serio, trasparente e partecipato sarà possibile costruire un percorso capace di fare davvero la differenza per TIM, per le sue lavoratrici e i suoi lavoratori e per il progetto industriale che Poste Italiane intende realizzare” chiude Ugliarolo.

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