Piazza Affari premia la trimestrale di Tim, che in apertura guadagna il 3%. L’operatore controllato da Poste ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi a 3,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% trainato in primo luogo dal Brasile (+6,4%) e da Tim Enterprise (+3,2%).
In calo del 2,7% anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, pari a 0,8 miliardi di euro (-8,2% nel domestico a 0,4 miliardi di euro, +4,3% in Brasile a 0,4 miliardi di euro).
Le perdite nette sono aumentate a 292 milioni di euro, più che raddoppiate rispetto ai 124 milioni dell’anno precedente.
L’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease di Gruppo al 31 marzo è inferiore a 7,3 miliardi di euro, a fronte dei 7,5 miliardi dell’anno precedente, con una leva inferiore a 2x.
Pesa nel contempo la causa da 1,9 miliardi intentata da Sky sull’intesa fra DAZN e Tim sui diritti del calcio nel periodo 2021-2024 per restrizione del mercato, accusa rispedita al mittente dall’ad di Tim Pietro Labriola.
Tim Consumer compensato da Tim Enterprise e Brasile
- Tim Consumer ha registrato una flessione del 3% dei ricavi a 1,4 miliardi in primo luogo a causa un calo del business MVNO, dopo lo spostamento di Fastweb sulla rete Vodafone dopo la fusione e in attesa dei nuovi clienti di Poste Mobile, che hanno da poco avviato la migrazione sulla rete Tim.
- TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 0,8 miliardi di euro (+3,2% anno su anno) e ricavi da servizi pari a 0,7 miliardi di euro (+4,2% anno su anno), con un trend di crescita tendenziale che ha raggiunto il quindicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la principale linea di business e quella a maggior crescita, con un aumento dei ricavi da servizi del 14,5% anno su anno, anche grazie al Polo Strategico Nazionale, il cui contributo aumenta del 50% anno su anno, con oltre 650 pubbliche amministrazioni servite. In crescita IoT e Security, stabile la connettività grazie anche al contributo one-off delle attività legate agli eventi olimpici di Milano-Cortina. Sale al 65% (+1 punto percentuale anno su anno) la percentuale di ricavi da servizi legata all’ICT. Il valore del portafoglio ordini è atteso in crescita a oltre 4,2 miliardi di euro nel 2026. TIM Enterprise conferma il proprio posizionamento come principale operatore italiano di sovranità digitale, attraverso tre direttrici: lo sviluppo di infrastrutture, cloud e di rete, proprietarie e sicure, il posizionamento come piattaforma sovrana per carichi di lavoro AI e il ruolo di trusted partner per l’adozione di soluzioni hyperscaler da parte delle imprese italiane. A supporto di questa strategia, TIM, nel quadro del proprio piano di investimenti, prevede di dedicare circa 500 milioni di euro nel triennio 2026–2028 a infrastrutture e asset legati alla sovranità digitale.
- La Guidance 2026 è confermata.
“I primi tre mesi del 2026 sono in linea con le previsioni del Gruppo e con la guidance fornita al mercato per l’intero esercizio. Il riposizionamento delle diverse attività, avviato negli scorsi anni, continua a dare buoni risultati, con TIM Consumer che mostra una top line resiliente, TIM Enterprise che prosegue nel proprio percorso di crescita e TIM Brasil che si conferma fra i migliori operatori mondiali di TLC. Nel corso dell’esercizio continueremo a posizionarci come i protagonisti del panorama italiano sul fronte della sovranità digitale e dell’intelligenza artificiale, e a semplificare la struttura societaria del Gruppo, con la conversione delle azioni di risparmio, che si chiuderà entro fine maggio, e il successivo raggruppamento azionario. La generazione di cassa attesa porterà nel 2026 a un’ulteriore significativa riduzione del debito e della leva finanziaria di Gruppo”, ha detto l’amministratore delegato Pietro Labriola.
Causa contro Tim-DAZN da 1,9 miliardi di Sky per i diritti del calcio
Ma a rovinare almeno in parte la festa è arrivata la denuncia di Sky sull’accordo per i diritti Tv con DAZN nel periodo 2021-2024, con una richiesta di risarcimento danni da 1,9 miliardi di euro. E così sul futuro di Tim, che entro fine anno sarà incorporata da Poste (che a luglio lancerà un’Opas da 10,8 miliardi di euro), torna l’incertezza. Ieri Sky, dopo la conferma dell’Antitrust di una “grave intesa restrittiva della concorrenza”, ha chiesto fino a 1,9 miliardi di danni a Tim e Dazn per i diritti sulle partite di calcio di Serie A per il 2021-2024. Intesa – per cui le due società erano state già multate dall’Antitrust (di cui Tim per solo 800mila euro e DAZN 7 milioni), che secondo Sky si è protratta per un anno e sette mesi, ed è stata “denunciata” dal provvedimento dell’Autorità pubblicato lo scorso 12 gennaio.
Su richiesta di Consob, Tim ha rivelato che nell’ambito della joint venture con Fastweb+Vodafone conta di realizzare 6mila nuove torri in 12 anni con una piena uscita dal contratto con Inwit raggiungibile in 10 anni.
Labriola: richieste Sky? In accordo con Dazn non chiusi al mercato
“Scherzo: ho visto una pubblicità su Sky in cui Sky in Italia ha rinnovato il copyright per la Formula uno con Kimi Antonelli fino al 2032. Quindi, avranno bisogno di soldi per finanziare questo! Ma per darvi qualche dettaglio, qualcuno di voi sta pensando che allora abbiamo avuto un problema rispetto a un approccio anticoncorrenziale. L’accordo con Dazn ci ha dato l’esclusiva del bundle e per prima cosa se voi foste stati clienti di Wind, Vodafone, Fastweb, avreste potuto comprare in ogni caso l’offerta di Dazn sul digitale e quindi noi non eravamo chiusi al mercato”. Lo ha detto l’ad di Tim, Pietro Labriola, in call con gli analisti rispondendo a una domanda sulle rivendicazioni di Sky rispetto all’accordo tra Tim e Dazn.
“Secondo cosa – ha spiegato Labriola – pur avendo l’esclusiva per il bundle devo ricordare a tutti che nel 2021 questa societa’ era verticalmente integrata e a livello regolatorio eravamo obbligati ad una analisi dei prezzi ex ante che non ci consentiva di fare dumping. Non eravamo in grado di sussidiare la connettivita’ con i contenuti e viceversa. Cosi’ e’ molto difficile capire le ragioni” delle richieste di Sky.
“Ci piace parlare di queste cose nei posti giusti perche’ non ci piace vivere in un costante Grande fratello”, ha aggiunto.
Labriola, finita l’era del M&A ora si cresce con sovranità digitale
Non c’è solo l’M&A per crescere, per le tlc è il momento di crescere costruendo qualcosa di nuovo. “Per anni, le fusioni e acquisizioni sono state considerate la leva principale per le aziende di telecomunicazioni. Era importante, ma non era sufficiente. Oggi, il quadro delle opportunità sta cambiando. Il cloud e la sovranità digitale stanno passando dall’essere considerati auspicabili a indispensabili. È qui che le aziende di telecomunicazioni possono tornare a essere centrali, non parlandone, ma costruendo: reti progettate per le prestazioni, piattaforme create per la fiducia e capacità che rendano l’IA utilizzabile su larga scala”. Lo ha sottolineato l’ad di Tim Pietro Labriola chiudendo la presentazione dei conti del primo trimestre 2026.
Tim: Labriola, trimestre in linea con stime, target confermati
I risultati del primo trimestre di Tim “sono pienamente in linea con le nostre aspettative”, con la performance sul mercato interno che “riflette la transizione verso il modello Mvno, un impatto previsto e gia’ integrato nei nostri obiettivi per il 2026”. Lo ha detto, durante la call con gli analisti, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, per il quale “la traiettoria di fondo rimane invariata”. “Siamo in linea con il percorso che ci siamo prefissati, le previsioni sono confermate e la nostra attenzione è interamente rivolta all’attuazione”, ha aggiunto Labriola.
Tim: Labriola, su Opas processo rigoroso, scelta a tempo debito
In merito all’Offerta pubblica di acquisto e di scambio volontaria e integrale di Poste Italiane, “il Consiglio di amministrazione di Tim ha nominato dei consulenti finanziari e legali: il Cda ha avviato un processo strutturato e rigorosamente regolamentato per valutare l’offerta nel migliore interesse della società e di tutti gli azionisti”. Lo ha detto, durante la call con gli analisti, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, per il quale “la ‘fairness opinion’ sarà resa nota a tempo debito, sulla base di informazioni complete e di un’analisi rigorosa, in linea con la prassi di mercato”.
Tim: Labriola, su torri se non c’è accordo con Inwit abbiamo strategia
“Abbiamo definito una nuova strategia per la torre, chiara e realistica” che “ci garantisce flessibilità e controllo, preservando al contempo il valore, e prevede notevoli risparmi in termini di opex e capex, qualora non si dovesse raggiungere un accordo soddisfacente con Inwit”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, durante la call con gli analisti sui conti.
La strategia, ha spiegato il ceo, si basa su tre pilastri complementari. Il primo è “lo sfruttamento delle torri di terzi esistenti. Il mercato offre attualmente circa 30 mila torri, esclusa Inwit, e prevediamo di utilizzare circa 8.500 di questi siti, meno del 30% del totale disponibile. Ciò garantisce una notevole flessibilità ed evita la necessità di un impiego incrementale di capitale”. Secondo: “Le nuove torri costruite da terzi. Stiamo già riscontrando un forte interesse del mercato nello sviluppo di circa 6.000 torri, con un’implementazione fattibile di circa 500 siti all’anno condivisi tra gli operatori. È importante sottolineare che circa l’80% dei siti Inwit esistenti ospita già sia Tim che Fastweb, rendendo questi nuovi siti altamente attraenti per le società di torri, data la doppia locazione integrata”. Infine, “le torri sviluppate attraverso la nuova joint venture. Ciò aggiunge ulteriori 6.000 siti nei prossimi 12 anni, con piena flessibilità per adeguare il ritmo di implementazione a seconda delle condizioni di mercato”.
Rispetto poi all’accordo quadro, “abbiamo notificato la risoluzione con effetto ad agosto 2030. Tuttavia, a seguito della notifica di risoluzione da parte di Fastweb, la risoluzione da parte di Tim avrebbe effetto alla data di scadenza originaria del 31 marzo 2028, qualora venisse accertato – sia con sentenza del tribunale sia con accordo tra le parti – che il cambio di controllo sia avvenuto nel dicembre 2020”, ha aggiunto Labriola.
Tim: Labriola, ‘Tim Premium passo fondamentale in nostra strategia’
“Stiamo lanciando Tim Premium proprio ora perché siamo finalmente in grado di combinare rete, piattaforme e Ia per offrire un’esperienza nettamente migliore”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, durante la call con gli analisti sui conti, sottolineando che non si tratta di “un semplice rebranding” ma di “maggiore qualità, più servizi e maggiore semplicità, con una politica dei prezzi allineata al valore che offriamo”.
Tim Premium “rappresenta un passo fondamentale nella nostra strategia volta a salire ulteriormente nella catena del valore nel segmento consumer, a monetizzare la superiorità della rete e a rispondere all’evoluzione degli stili di vita digitali dei nostri clienti”, ha proseguito il ceo, ribadendo che gli operatori di telecomunicazioni devono “anche assumere un ruolo guida nell’educare il mercato sul fatto che livelli più elevati di qualità del servizio e di prestazioni debbano avere un prezzo adeguato, a maggior ragione in un mercato altamente competitivo come quello italiano”. E Tim Premium “è un passo concreto in questa direzione”. Secondo il ceo, stiamo assistendo “a un aumento senza precedenti della domanda di larghezza di banda”, guidato da tre tendenze strutturali: “La rapida adozione di applicazioni di Ia generativa; l’accelerazione del consumo di video di alta qualità, con lo streaming in 4k e 8k che sta diventando sempre più mainstream; un crescente bisogno di connettività multi-dispositivo senza soluzione di continuità”. Insieme, “queste tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei clienti e richiedono un cambiamento radicale nelle prestazioni di rete, nell’affidabilità e nella qualità del servizio”.
In questo contesto, la telco “si trova in una posizione unica per guidare la transizione” grazie all’infrastruttura in fibra ottica, combinata con la nostra rete 5G nazionale che consente “di offrire una connettività superiore e posiziona Tim come l’operatore più adatto in Italia per intercettare questa domanda in continua evoluzione”. Per questo, “lanciamo Tim Premium, una nuova offerta di connettività ad alte prestazioni pensata per soddisfare i segmenti di clientela più esigenti e i casi d’uso digitali più complessi”.
Sono cinque i gruppi target chiave individuati dalla telco: appassionati di sport ed eventi dal vivo, gli influencer e i creatori di contenuti, le famiglie appassionate di streaming e gaming, gli studenti e gli utenti esperti di Ia e, infine, gli smart worker. Tim Premium “è progettato per soddisfare queste esigenze attraverso una combinazione di prestazioni di rete ai vertici della categoria, servizi a valore aggiunto e funzionalità di sicurezza potenziate”, ha evidenziato Labriola.
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