Continuano a salire le azioni Tim a Piazza Affari, dove dall’inizio dell’anno hanno guadagnato oltre l’11% e sono salite ai massimi dal novembre del 2019, guadagnando il 200% da quando il governo Meloni è in carica. A dare linfa al titolo dell’azienda guidata da Pietro Labriola dopo lo scorporo della rete ci ha pensato l’ingresso di Poste.
Un passaggio cruciale
on Poste Italiane primo azionista al 27,32% e l’uscita di Vivendi è iniziata una nuova stagione all’insegna della stabilità portata dall’azionista pubblico.
Il calendario del riassetto
Il calendario del riassetto è fissato. Il 28 gennaio 2026 i soci voteranno sulla conversione delle azioni di risparmio: un passaggio tecnico ma centrale per semplificare la struttura del capitale.
Il 24 febbraio 2026 è invece atteso un consiglio di amministrazione sui risultati preliminari e su un aggiornamento del piano, mentre la presentazione completa al mercato è attesa più avanti nel 2026, quando alcuni dossier saranno più definiti.
Quali sinergie industriali con Poste?
Intanto, si attende di capire quali saranno le reali sinergie industriali con Poste Italiane, preannunciate dalla creazione di una joint venture sul Cloud. Ma i dettagli dell’iniziativa saranno importanti per capire la portata di questa operazione, che potrebbe rivelarsi molto importante anche sul fronte dell’a concorrenza. La nascita di un nuovo player del “Cloud sovrano” – ma cosa significa esattamente? – potrebbe modificare non poco gli assetti del mercato sia nel pubblico sia nel privato.
Altri dossier: Sparkle e RAN Sharing 5G
Altri dossier che vanno definiti nel dettaglio sono da un lato l’accordo di RAN Sharing sul 5G nei comuni con meno di 35mila cittadini siglato da Tim con Fastweb+Vodafone.
C’è poi ancora da chiudere la cessione di Sparkle, che inciderà sul perimetro dell’azienda.
Avviata la migrazione di PosteMobile su rete Tim
Intanto, il 23 febbraio è previsto l’avvio della migrazione dei clienti PosteMobile sulla rete Tim.
L’attesa del mercato, tuttavia, è soprattutto legata ai vantaggi economico delle potenziali sinergie industriali con Poste, che secondo diverse voci potrebbero arrivare ad un potenziale compreso fra 1 e 1,3 miliardi di euro nel tempo.
Accordo con Open Fiber
Infine, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore Tim e Open Fiber trattano un accordo per attivare 200mila nuove linee in fibra. Si potrebbe arrivare così a 400mila linee attivabili entro la metà del 2028. La conditio sine qua non comporta, però, la chiusura dell’accordo fra Tim e Open Fiber entro il primo trimestre di quest’anno. Uno speciale focus sarà dedicato alle aree bianche, le più disagiate, ma le nuove linee potranno essere attivate in tutte le altre aree del Paese, facendo leva sulla rete di Open Fiber.
