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TIM, la promozione delle agenzie di rating è un assist (o un ostacolo) per l’OPAS di Poste?

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Il risanamento finanziario di TIM accelera e ridisegna gli equilibri del risiko delle telecomunicazioni. Dopo Moody's, anche Fitch alza il rating sull'azienda. In che modo le migliori prospettive impatteranno sull'Opas di Poste?

Il risanamento finanziario di TIM accelera e ridisegna gli equilibri del risiko delle telecomunicazioni. Nel giro di pochi giorni, il gruppo guidato da Pietro Labriola ha incassato una doppia promozione sul debito: prima Moody’s (rating a Ba1 da Ba2) e oggi Fitch, che ha alzato il giudizio di lungo termine a ‘BB+ con outlook stabile. Entrambe le agenzie certificano il successo del deleveraging post-vendita di NetCo e la forte generazione di cassa attesa fino al 2028. In particolare, Fitch sottolinea “l’espansione di TIM Enterprise e la crescita costante in Brasile”, come evidenziato nei conti del primo trimestre. Una settimana d’oro per i conti, che solleva però un interrogativo cruciale: come impatta questo exploit sull’OPAS lanciata da Poste Italiane?

L’assist: un target più solido e meno rischioso

Per Poste Italiane, il doppio upgrade è un indiscutibile assist sul piano della sostenibilità finanziaria. Una TIM strutturalmente più solida e con un merito creditizio vicino all’investment grade riduce drasticamente i rischi legati all’integrazione o al rifinanziamento del debito del target. L’operazione di acquisizione diventa finanziariamente più sicura e difendibile davanti al mercato e agli azionisti del gruppo acquirente.

L’ostacolo: la leva del prezzo e l’appetito del mercato

L’altra faccia della medaglia riguarda la valutazione di TIM. Il combinato disposto dei giudizi di Fitch e Moody’s, unito al sentiment positivo degli analisti (come BofA), funge da propulsore per le quotazioni del titolo. Per Poste, questo successo potrebbe trasformarsi in un ostacolo:

  • Pressione sul concambio: Gli azionisti di TIM, forti di una società risanata e promossa, potrebbero ritenere l’offerta attuale meno generosa.
  • Resistenze sul prezzo: Un titolo TIM rivalutato dal mercato restringe i margini di manovra di Poste, aumentando il rischio di dover ritoccare le condizioni per superare le resistenze del mercato e dei soci chiave.

Il verdetto delle agenzie promuove la strategia industriale di TIM, ma sposta l’asticella dell’OPAS: Poste si trova tra le mani una preda decisamente più sana, ma che potrebbe essere più cara da conquistare.

L’Opas (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) lanciata da Poste Italiane su TIM, annunciata il 22 marzo 2026, valorizza ogni azione TIM 0,635 euro. L’operazione totale ha un valore di circa 10,8 miliardi di euro.

Componente in contanti: 0,167 euro.

Componente in azioni: 0,0218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.

Il prezzo di 0,635 euro per azione rappresenta un premio del 9,01% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura di TIM del 20 marzo 2026. L’obiettivo dell’operazione è la creazione di un polo integrato e il delisting di TIM da Piazza Affari, con il completamento previsto entro la fine del 2026.

Quando arriverà la risposta di TIM?

  • Parere del CdA: Secondo fonti finanziarie diffuse da Reuters, il Consiglio di Amministrazione di TIM dovrebbe pubblicare il proprio comunicato ufficiale con il parere (non vincolante) sul prezzo e sull’offerta intorno al 10 agosto 2026.
  • Apertura del periodo di adesione: L’effettivo lancio dell’Opas sul mercato, con la possibilità per gli azionisti di consegnare le proprie azioni, è programmato per luglio 2026.
  • Decisione degli azionisti: La scelta finale spetterà ai singoli azionisti di TIM durante il periodo di offerta, finalizzato al delisting entro la fine del 2026.

Poste Italiane potrebbe rilanciare il prezzo?

Sì, un rilancio è possibile ed è ipotizzato dal mercato. Molti analisti finanziari e banche d’affari (tra cui Barclays) considerano il premio del 9,01% troppo basso, stimando la necessità di un incremento del prezzo vicino al 10% per convincere i soci.

Tuttavia, la posizione ufficiale delle società coinvolte è di attesa:

  • L’Amministratore Delegato di TIM, Pietro Labriola, ha detto lo scorso 7 maggio che è ancora troppo presto per stabilire se l’offerta debba essere alzata.
  • Eventuali ritocchi al prezzo (in particolare sulla componente in contanti) verranno valutati da Poste Italiane soltanto dopo le reazioni formali del CdA di TIM e l’andamento iniziale delle adesioni in estate.

Oggi il titolo Tim viaggia a 0,71 euro e c’è chi sostiene l’asticella minima per l’Opas sarebbe 0,80 euro.

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