Poteri speciali

Tim, il Tar del Lazio sospende la multa Golden Power da 74,3 milioni

In attesa dell’udienza di merito fissata a maggio 2019, Tim ha versato all’Agcom la cauzione di pari entità rispetto alla sanzione.

di Redazione | @Key4biz |

E’ sospesa l’esecuzione del provvedimento con la quale la Presidenza del Consiglio ha inflitto a Tim una multa dal 74,3 milioni per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali (Golden Power) legata alla mancata comunicazione da parte del socio Vivendi dell’assunzione del controllo di fatto del gruppo. L’ha deciso il Tar del Lazio accogliendo la richiesta della società telefonica e fissando all’8 maggio 2019 l’udienza di merito.

Lo rende noto l’Ansa, aggiungendo che col ricorso in questione Tim chiedeva la sospensione dell’efficacia, e l’annullamento in sede di giudizio di merito, del decreto della Presidenza del Consiglio con il quale l’8 maggio scorso, in seguito alla conclusione dell’istruttoria relativa a un procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di Tim recante “Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni”, è stata imposta alla società una sanzione amministrativa pecuniaria di importo di 74.312.342 euro.

Il Tar, “salva la necessità di approfondire nella successiva fase di merito, la cui udienza pubblica si fissa con la presente ordinanza, tutte le complesse e nuove questioni di diritto dedotte”, ha ritenuto che “l’invocata tutela cautelare di sospensione può essere accordata, in quanto legata alla spontanea prestazione da parte della società ricorrente e in favore dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di una cauzione di importo pari a quello della sanzione irrogata, come risulta dalla documentazione depositata in giudizio, contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente”. Per l’effetto, i giudici amministrativi hanno disposto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento sanzionatorio impugnato, fissando la discussione di merito del ricorso l’8 maggio 2019.

Nel frattempo, oggi su Repubblica si legge che l’amministratore delegato di Tim Amos Genish vorrebbe accelerare sul fronte dello scorporo della rete per dare un segnale ai soci e puntare su una ripresa del titolo in borsa, e che sarebbe stata individuata in Flash Fiber, la joint venture di Tim (80%) e Fastweb (20%) il veicolo cui conferire la rete Telecom, in vista dei diversi step necessari in vista della fusione della rete di accesso Tim con Open Fiber.

Vedremo se sarà effettivamente così, in attesa del prossimo consiglio di amministrazione di Tim per la semestrale fissato il 24 luglio.

Per saperne di più su: TIM

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