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Torri di INWIT, il piano a 10 anni per la exit strategy di TIM (che “le sponsorizza al mercato”?)

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Tim presenta un piano a 10 anni per uscire del tutto dalle torri di INWIT nel documento illustrato ieri durante la conference call con gli analisti sul primo trimestre.

Un piano a 10 anni per uscire del tutto dalla dipendenza dalle torri di INWIT. Lo ha presentato Tim nel documento pubblicato ieri durante la conference call con gli analisti sul primo trimestre. Due slide sono dedicate appunto alla strategia di Tim per rendersi autonoma dalle torri della tower company dalla quale ha deciso di divorziare, ricusando di fatto il Master Service Agreement che la legherebbe fino al 2030.

 Il piano “chiaro e realistico” è stato presentato su richiesta di Consob, dopo l’esposto di INWIT sulla disdetta del Master Service Agreement.

La strategia si basa su tre pillars, tre pilastri ben definiti. Il primo, l’’utilizzo di 8.500 torri della concorrenza, pari a poco meno del 30% del parco torri complessivo a livello nazionale, pari a 30mila torri presenti nel nostro paese.

Slide dalla presentazione di Tim del 7 maggio 2026 sui risultati del primo trimestre 2026

Il secondo pillar, è la realizzazione di 6mila nuove torri da parte di terze parti, altre tower company a un ritmo di 500 all’anno, condivise da 2 o 3 operatori.

TIM “mette sul mercato” le torri di INWIT?

“L’80% dei siti di INWIT ospitano già Tim e Fastweb + Vodafone, (l’altro tenant che ha disdetto a sua volta il contratto con INWIT)”, si legge nella slide di Tim. “Si tratta di siti altamente attrattivi per le tower company (ci sono già due tenant)”. Una frase, scritta nero su bianco, con cui Tim sembra suggerire la possibilità che i siti già occupati da Tim e Fastweb + Vodafone potrebbero semplicemente passare di mano, con la vendita da parte di INWIT.

Ma è così?

TIM sta indirettamente suggerendo che i siti di INWIT potrebbero finire sul mercato, con tutto l’appeal di avere già per la maggior parte due tenant presenti?

INWIT ha davvero intenzione di cedere i suoi siti?

Nessuno ne ha mai parlato ufficialmente.

Slide dalla presentazione di Tim del 7 maggio 2026 sui risultati del primo trimestre 2026

Perché Tim ventila questa ipotesi?

E’ una semplice speranza di TIM, un auspicio o un suggerimento al mercato?

Il messaggio sembra questo: Tower company, fatevi avanti e fate le vostre offerte per rilevare gli asset di INWIT, che sono già redditizi vista la nostra presenza e quella di Fastweb + Vodafone come tenant.

E’ anche un messaggio chiaro a INWIT: se venderai i tuoi siti, noi resteremo in presenza di un nuovo proprietario che sia disponibile, ovviamente, a trattare sul prezzo.

Ma a prima vista questa sembra una ipotesi un po’ azzardata, visto che tutto dipenderà dalla volontà di INWIT.

Il terzo pillar della strategia di Tim è la realizzazione di 6mila siti in joint venture con Fastweb + Vodafone.

L’accordo di RAN sharing

L’accordo di RAN sharing, siglato da Tim con Fastweb + Vodafone il primo gennaio 2026, è sottoposto al via libera del Mimit, dell’Agcom e dell’Antitrust. L’accordo di RAN sharing 5G prevede, si legge nella slide di TIM:

▪ lo sviluppo dell’accesso mobile tramite condivisione della RAN su 15.500 siti esistenti

▪ Accelerazione del rollout del 5G, con ampliamento della copertura nelle aree a bassa densità abitativa (<35.000 abitanti)

▪ Modello industriale equilibrato con piena indipendenza commerciale e tecnologica

▪ Evitare la duplicazione delle infrastrutture, con conseguenti risparmi sui costi nel medio termine

La joint venture sulle torri

  • Accordo non vincolante per lo sviluppo e la gestione di circa 6.000 nuove stazioni base mobili (infrastruttura passiva)
  • Joint venture pariteticamente detenuta da TIM e Fastweb + Vodafone, potenziale inclusione di investitori terzi per l’ottimizzazione della struttura finanziaria
  • Modello ad accesso aperto disponibile per altri operatori di telecomunicazioni

Nonostante la disdetta dell’accordo da agosto 2030, la migrazione completa richiederà tempi lunghi anche per i diritti previsti dall’intesa attuale. Una tempistica simile è stata indicata anche da Swisscom.

Resta aperto il fronte legale: Inwit considera illegittime le disdette e ha chiesto in via cautelare di sospenderne gli effetti nei confronti di TIM e Fastweb. Intanto

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