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Tim e FdI sui licenziamenti. L’azienda smentisce. Ma FdI replica: ‘Vale anche per la ServCo?’

Botta e risposta fra Tim e Fratelli d’Italia (FdI) sul numero di persone che nei prossimi mesi lasceranno l’azienda. Dopo una nota di FdI, che in un comunicato parlava “di 12mila licenziamenti che vanno scongiurati”, è arrivata la precisazione di Tim, che in una nota ha puntualizzato altri numeri, precisando che non sono previsti licenziamenti, ma soltanto uscite volontarie “e ammontano, nel biennio 2022-2023, potenzialmente a 2.200 colleghi. A questi si aggiungono circa 1.200 pre-pensionamenti”.

Tim, nessun licenziamento soltanto uscite volontarie

Con riferimento all’accordo siglato con le organizzazioni sindacali giovedì scorso, TIM precisa che il Gruppo non ha previsto alcun licenziamento e che le uscite saranno tutte volontarie e ammontano, nel biennio 2022-2023, potenzialmente a 2.200 colleghi. A questi si aggiungono circa 1.200 pre-pensionamenti volontari previsti nell’accordo firmato a giugno che regola le uscite per anzianità anagrafica.

L’Azienda ribadisce, infine, che non è previsto l’avvio di alcuna procedura di riduzione del personale e che ogni uscita concordata sarà esclusivamente volontaria”. 

Una precisazione che tuttavia, lungi dal rasserenare gli animi, ha ulteriormente riscaldato l’ambiente. Il tutto in concomitanza con il cda odierno in vista della semestrale e di nuove comunicazioni sulla rinuncia all’accordo in esclusiva con Dazn per la Serie A.

Tim: Butti e Mollicone (FdI) ‘Smentisce licenziamenti? Ce ne ricorderemo’

A stretto giro, è giunta la contro replica di Fdi per bocca sempre di Alessio Butti e Federico Mollicone, rispettivamente responsabile TLC e responsabile Innovazione di FdI:

“Prendiamo atto del comunicato stampa odierno di TIM nel quale si puntualizza che l’azienda non ha previsto alcun licenziamento e che le uscite saranno tutte volontarie ed ammonteranno nel biennio 2022/23 a 2.200 persone, oltre ai 1.200 pre-pensionamenti, per un totale di 3.400 persone. Un numero di dipendenti che comunque equivale all’8% degli attuali occupati in Italia da TIM.

Sarebbe tra l’altro interessante capire come l’azienda convincerà i suoi dipendenti a farsi mettere alla porta. Siamo pertanto lieti che TIM smentisca i numeri di licenziamenti che sono ampiamente circolati in questi giorni sulla stampa italiana. Per noi questo impegno dell’azienda rimane scolpito nella pietra. Ce ne ricorderemo. Il management di TIM non ci venga a dire però, tra qualche mese, che sono necessari nuovi sacrifici e nuovi licenziamenti dovuti al piano-spezzatino che è stato elaborato in accordo con CDP.

Quello che temiamo invece è che le brutte notizie siano date a singhiozzo. Speriamo di non scoprire che la ServCo, la newco società dei servizi, o le altre società che saranno create non sono in condizione di stare in piedi e che saranno necessari nuovi tagli, come invece può purtroppo accadere. Noi avremo memoria lunga.” Così i deputati di Fratelli d’Italia, Alessio Butti e Federico Mollicone, rispettivamente responsabile TLC e responsabile Innovazione di FdI.

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