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The Morning View. L’iPhone e la geopolitica delle supply chain

Intelligence is the ability to adapt to change” (Stephen Hawking). Apple ha presentato ieri l’iPhone 15, che segna la transizione della propria supply chain dalla Cina all’India: non è un fatto scontato, perché Apple deve presidiare una catena logistica in grado collocare circa 1 milione di iPhone al giorno, ovvero 36 mila ogni ora, 600 ogni minuto.

Tutto questo non è ne’ semplice, nè scontato ed è in gran parte merito di Tim Cook, l’Amministratore Delegato, che per piu’ di 20, come Chief Operating Officer ha messo a punto una delle supply chain piu’ efficienti di sempre. Ma la data del 12 Settembre segna anche l’irrompere della geo-politica negli assetti dell’economia su scala globale e dimostra che in un mondo che ogni giorno riserva sorprese inattese “decisions don’t wait” come avrebbe detto Andy Grove.

La fase attuale di transizione dei mercati sta producendo una polarizzazione fra due estremi: è il mondo dove Apple può permettersi di introdurre il nuovo iPhone alzando il prezzo base di 100 dollari e Inditex (Zara) presenta i conti migliori di sempre, riducendo i prezzi. Nel dettaglio: Inditex (Zara) ha fatturato quasi 17 miliardi di euro nei sei mesi fra Febbraio e Luglio, ovvero il 13,5% in piu’ dell’anno precedente, con un EBIDTA in crescita del 15,7% a 4,6 miliardi di euro, che dovrebbe portare a fine anno ad un utile netto superiore ai 5 miliardi di euro. Anche in questo caso, come per Apple eccellenza logistica e capacita’ di distribuzione (on-line e off-line) sono al cuore della generazione di valore per gli azionisti.

Anche in questo caso, non è ne’ semplice, ne’ scontato. L’irrompere della geo-politica negli assetti dell’economia globale e’ confermata da due trend che promettono di affermarsi come elementi chiave di scenario: l’ingresso dei Sauditi nel capitale di Telefonica al 9,9% e la notizia che la Cina supererà il Giappone nell’anno in corso, come maggiore esportatore di auto nel mondo. Il mondo corre veloce, nonostante i venti di crisi, ed in una certa misura dimostra che l’economia globale si dimostra piu’ resiliente di quanto ci si poteva attendere: ma per navigare la transizione in corso occorre darsi nuove regole e nuove prospettive.

La capacita’ di creare valore si nasconde anche in opportunità che sfuggono alle valutazioni degli analisti: Birkenstock, la società tedesca che produce i sandali iconici che sono diventati trend-setter, definita “la start-up piu’ antica al mondo” andrà in IPO al New York Stock Exchange (NYSE) e non in Europa il prossimo mese con una valutazione intorno agli 8 miliardi di euro, il doppio del prezzo pagato solo due anni fa quando passo’ di mano la proprietà. In un mondo che corre più veloce, stare fermi significa trovarsi rapidamente ai margini del cambiamento.

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