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Telecom-Metroweb. Cattaneo: ‘Ok solo al prezzo giusto. Su fibra avanti anche da soli’

“Abbiamo tutto il potenziale per portare avanti il nostro piano nella fibra anche senza Metroweb”. Così  Flavio Cattaneo ha ribadito stamani durante la conference call per la presentazione dei risultati del primo trimestre che Telecom può raggiungere anche senza Metroweb il suo obiettivo di portare la fibra all’84% del paese entro il 2018.

Punti  cardine del nuovo corso di Telecom Italia, inaugurato con l’arrivo al timone di Cattaneo: incremento dell’efficacia degli investimenti – con particolare riguardo all’ultrabroadband – e severo controllo dei costi ma senza tagliare un euro dei soldi destinati al core business.

Il nuovo piano presentato venerdì prevede efficienze per 1,6 miliardi al 2018 (ben 1 miliardo in più di quanto previsto dal precedente piano firmato dall’ex ad Marco Patuano). I risparmi, ha assicurato Cattaneo verranno perseguiti mantenendo i medesimi “livelli di copertura e qualità”.

Quanto alle ‘incombenze’ strategiche, Cattaneo ha spiegato di non poter fare commenti sui dettagli delle trattative con Metroweb vista la confidenzialità del dossier. “Conosciamo Metroweb molto bene, lavoriamo con loro da molti anni. Usiamo la loro fibra dovunque sia dispiegata”, procederemo però con l’acquisizione solo al “prezzo giusto”, ha precisato il Ceo.

Telecom Italia ha presentato un’offerta da 820 milioni di euro per il 100% di Metroweb. Un multiplo pari a 15 volte l’Ebitda della società della fibra.

Secco ‘No comment’, invece, sui piani di Enel nella fibra ottica. Se ne sa ancora troppo poco secondo Cattaneo, per poter commentare in maniera opportuna.

Riguardo la cessione della società delle torri – in lizza Cellnex-F2i ed Ei Towers – la decisione arriverà nei prossimi mesi.

“Inwit – ha detto Cattaneo – è una buona storia che crea valore ed extra valore. Al momento siamo in fase di analisi. Nei mesi a venire prenderemo una decisione. Resta l’obiettivo di creare valore per gli azionisti”.

Nel corso della conference call, Cattaneo ha quindi dato qualche indizio su quali saranno gli obiettivi della sua mission in Telecom partendo da una promessa: lui e il suo team faranno il possibile per concretizzare le grandi opportunità di Telecom Italia, senza fare promesse che non possano essere mantenute.

“Telecom metterà i risultati prima di tutto, avviando un processo di controllo dei costi ordinato e progressivo e affrontando le circostanze esterne verranno in maniera proattiva”, ha detto ancora Cattaneo per poi aggiungere che il suo obiettivo è anche quello di “ricostruire valore, senza compromessi sulla qualità e sull’innovazione, e con una rigorosa disciplina finanziaria”.

Telecom è un grande gruppo di riferimento per il mercato italiano, ha ricordato Cattaneo, con 5 mila negozi sparsi per il paese, 42 milioni di clienti retail, più di 8 milioni di clienti wholesale.

“Il piano ultrabroadband è un punto di svolta ed è sulla buona strada”, ha detto Cattaneo all’inizio del suo intervento, per poi aggiungere che Telecom è “completamente dedicata al suo core business, senza distrazioni”.

Quanto all’offerta, l’obiettivo è quello di  “diversificare ulteriormente le nostre offerte alle famiglie, di portare la fibra superfast alle PMI, accelerare l’innovazione per le aziende ed estendersi oltre l’Italia, unendo le soluzioni cloud e ICT all’infrastruttura globale Sparkle”, ha aggiunto.

Venerdì Telecom ha presentato i risultati del primo trimestre, chiuso con ricavi per 4,4 miliardi di euro milioni in calo del 12,1% rispetto al primo trimestre 2015 (5,05 miliardi di euro). In crescita l’utile che si attesta a 433 milioni contro gli 82 milioni di euro nel primo trimestre 2015, mentre l’Ebitda è pari a 1,7 miliardi di euro in calo di 321 milioni di euro (-15,8%) rispetto a un anno fa, con un’incidenza sui ricavi del 38,6% (40,2% nel primo trimestre 2015).

Ma il dato più significativo dell’inversione di rotta impressa da Vivendi e dal nuovo Ad Flavio Cattaneo è senza dubbio l’aggiornamento del piano di efficienze da 0,6 a 1,6 miliardi al 2018, mantenendo – ha assicurato Cattaneo – “i livelli di copertura e qualità”.

L’obiettivo sarà raggiunto grazie ad azioni mirate pari a circa 800 milioni sugli Opex (contro i 400 milioni previsti dal precedente piano elaborato da Marco Patuano) e circa 800 milioni sui Capex (dai 200 milioni previsti in precedenza).

Telecom, ha aggiunto stamani Cattaneo, “non taglierà un euro destinato agli investimenti nel core business”. Oltre alla fetta di risparmi che arriverà dalla riduzione degli Opex che “vanno ridotti” e dalle spese immobiliari: “…Non siamo una società immobiliare”, ha detto.

Anche per il Brasile è previsto per i prossimi mesi un rafforzamento dei piani di efficientamento finora previsti pur mantenendo un forte sviluppo sia nel 3G che nel 4G.

Cattaneo ha definito “molto complicata” la situazione del Brasile, dove si recherà a fine mese anche per seguire il processo di assestamento della società dopo i cambiamenti nel management.

La società ha infine comunicato che Flavio Cattaneo, ha comprato un milione di azioni del gruppo per 879.810 euro mentre il presidente, Giuseppe Recchi, ha acquistato 120mila azioni per un controvalore di 104mila e 400 euro.

La revisione al rialzo degli obiettivi di risparmio è evidentemente piaciuta al mercato, con il titolo che a metà pomeriggio cresceva del 3,7%.

Chi ben comincia, dice il proverbio, è già a metà dell’opera…

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