Key4biz

Telecom Italia: cresce l’attesa su Metroweb e le prossime mosse di Niel

Il +22% nei ricavi trimestrali registrato da BT traina tutto il settore europeo delle telecomunicazioni.

Nel 2015, l’ex monopolista britannico ha registrato ricavi complessivi in crescita del 2%  (miglior performance negli ultimi sette anni), Ebitda pari a 6,58 miliardi di sterline (+5%) e profitti prima delle tasse per 3,03 miliardi di sterline (+9%  rispetto all’anno precedente). Nonostante i non pochi contrasti con l’Ofcom, BT sta cominciando a raccogliere i frutti di una strategia incentrata sulla convergenza. Quattro anni dopo aver lanciato la sfida a Sky, pagando 700 milioni di sterline per i diritti della Premier League (cifra considerata uno sproposito all’epoca), l’offerta BT Sport conta più di 5 milioni di abbonati 66 mila dei quali conquistati nell’ultimo trimestre. Il gruppo ha quindi annunciato l’intenzione di investire 6 miliardi di sterline nei prossimi tre anni principalmente nella fibra ottica.

Una scommessa vinta, insomma, basata sulla differenziazione dell’offerta e la fidelizzazione dei clienti. E’ questa la via da seguire per gli ex incumbent?

Di certo, sulla scia dei risultati di BT, anche il titolo Telecom Italia segna un rialzo di oltre il 3%, mentre l’indice europeo ha registrato rialzi superiori all’1% nonostante le voci sempre più insistenti del possibile stop Ue alla fusione tra 3Uk e O2 (Telefonica).

In attesa del cda del prossimo 13 maggio, il titolo Telecom risente positivamente dell’attenzione della stampa sul dossier Metroweb e della notizia, confermata ieri anche dalla Consob della decisione di Xavier Niel di far slittare al 2017 le scadenze delle opzioni call sul 4,889% di Telecom Italia in scadenza a giugno 2016.

Niel, titolare nel complesso tramite Rock investment di una partecipazione potenziale sul 10,033% del capitale, ha inoltre aggiornato la ripartizione delle partecipazioni e le date di regolamento degli ulteriori contratti di opzione rappresentanti il 5,144% del capitale tra il 27 gennaio 2017 e il 24 novembre 2017.

Anche se questi aggiustamenti non cambiano la sostanza dell’investimento di Niel, cresce la curiosità sulle sue prossime mosse.

Per quanto riguarda Metroweb, secondo ricostruzioni non confermate i negoziati con la Cassa Depositi e Prestiti starebbero accelerando. Mentre sarebbe attesa per oggi una proposta da Enel, Telecom potrebbe far arrivare la sua offerta sul tavolo della CDP già domani. Resta il nodo delle valutazioni: non è certo nelle intenzioni dell’ad Flavio Cattaneo svendere Sparkle e così avverrebbe se fossero mantenuti i multipli di cui si parla in questi giorni. Mentre infatti Telecom pare sia orientata a pagare Metroweb 15 volte il MOL (820 milioni), la sua controllata sarebbe valutata 8 volte il MOL (1,6 miliardi). Una discrepanza che sarebbe difficile da spiegare agli azionisti.

In attesa del cda del prossimo 13 maggio e della call del 16 maggio, oggi Telecom ha reso disponibili i dati sul consensus relativo al primo trimestre 2016. Gli analisti attendono ricavi in calo del 3,7% per la rete fissa e una crescita del 2,1% per la rete mobile. L’Ebitda domestico dovrebbe attestarsi a 1,5 miliardi (-6,6%) e il margine Ebitda al 42,2% (-2,1%).

Il debito netto dovrebbe scendere di 129 milioni a 27,3 miliardi.

Intanto la società ha comunicato ieri le dimissioni di Mario Di Loreto, Responsabile di People Value (risorse umane e Organizzazione). Dimissioni legate al sopravvenire di “una nuova sfida professionale con un grande gruppo internazionale”, spiega una nota Telecom.

Fatto sta che il nuovo ad sta mettendo mano alla struttura organizzativa del gruppo. Da pochi giorni ha fatto il suo ingresso Francesco Micheli, ex capo del personale di Intesa Sanpaolo e con alle spalle i lunghi negoziati dell’Abi con i sindacati. Cattaneo ha anche chiamato nella sua squadra Massimo Arciulo (da Vimpelcom, casa madre di Wind) affidandogli la poltrona di chief pricing officer. Da Italo è arrivato invece  Antonio Caccavale mentre l’attuale direttore comsumer Stefano De Angelis potrebbe assumere a breve il ruolo di ad di Tim Brasil.

Di fronte a questo rimescolamento sale ovviamente l’attenzione verso quanto sarà comunicato in occasione del prossimo cda anche in merito all’annunciato piano di razionalizzazione dei costi da 1,1-1,4 miliardi che secondo quanto assicurato dal presidente Giuseppe Recchi non influirà sugli investimenti e sulla forza lavoro.

Exit mobile version