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Telecom Argentina: Fintech non lascia ma raddoppia

Telecom Argentina

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Nonostante lo stop, a ottobre 2015, all’acquisizione della quota di Telecom Italia nella holding Sophora, che a sua volta controlla Telecom Argentina, la Fintech, fondo d’investimento dell’investitore messicano David Martinez, non ha mollato la presa sull’operazione. Anzi, ha rilanciato.

Fintech, che ha già in mano il 17% di Sophora (di cui Telecom Italia ha il 51%, il gruppo Werthein il 32%) ha depositato la documentazione per l’Opa sul 45% di Telecom Argentina quotato in Borsa.

L’acquisto di Sophora, avviato nel 2013, era stato bloccato dall’Authority argentina del mercato delle telecomunicazioni (Aftic) secondo la quale Fintech non sarebbe stata “in grado di operare e prendere il controllo dei servizi e delle infrastrutture di Telecom Argentina”, non avendo dimostrato “esperienza e capacità” adeguate.

Il Consiglio di Aftic decise pertanto all’unanimità di non autorizzare l’acquisto della partecipazione di controllo in Telecom Argentina anche per via del fatto che Fintech era “stata costituita nello Stato del Delaware il 18 ottobre 2013, meno di un mese prima che il Gruppo Telecom Italia accettasse l’offerta per avviare la cessione”.

Fintech aveva immediatamente impugnato la decisione e a quanto pare l’Authority dovrebbe a breve dare il suo via libera alla vendita del pacchetto del gruppo italiano alla società di Martinez.

L’accordo tra le due parti e che prevede un esborso da parte di Fintech di 960 milioni di dollari scade il 29 aprile del 2017.

Anche se oltre quella data non si concretizzasse l’affare, potrà o riacquistare la partecipazione di minoranza del 17% di capitale Sofora già ceduta a Fintech, oppure potrà procedere con la vendita del 51% del capitale di Sophora a un terzo acquirente, con garanzia Fintech di un corrispettivo minimo di almeno 630,6 milioni di dollari.

Telecom, insomma, si era cautelata abbastanza bene, ma Fintech vuole in ogni caso chiudere la partita e su un doppio binario. L’acquisizione della quota Telecom e l’Opa sul 45% quotato in Borsa.

Nel dettaglio, l’Opa verrà lanciata a 46 pesos argentini e riguarderà le azioni di classe B, mentre sono escluse quelle di tipo C in mano ai principali azionisti.

Così facendo, Martinez diverrà il maggiore azionista dell’operatore, che con quasi 20 milioni di clienti controlla 32% del mercato mobile argentino, dietro Claro di Carlos Slim ma davanti a Movistar (Telefonica). Nel 2015, la società ha registrato ricavi consolidati in crescita del 21,5% con ricavi da servizi mobili (internet e dati) in aumento del 21,9%.

Il quarto operatore sul mercato, Nextel Argentina, è stato acquistato da Clarin che a sua volta controlla Cablevision, principale operatore via cavo del Paese e presente anche in Uruguay, di cui Fintech controlla il 40% in seguito alla contestata fusione tra Multicanal del gruppo Clarín e Cablevision di Martinez, approvata nel 2007 in extremis l’ultimo giorno del governo di Nestor Kirchner. Un incrocio di interessi che dovrà essere valutato dalle Autorità antitrust. A suo tempo, in verità, Martinez si era detto pronto a uscire da Cablevision e al momento dell’acquisizione di Nextel era stato forte lo scontro tra i due soci, tanto che Fintech si era ufficialmente opposto all’operazione che secondo Martinez avrebbe potuto essere condotta da Clarin con fondi propri e non attraverso Cablevision.

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