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Tech trend 2015. OTT vs Ue, cinque nodi da sciogliere

Le grandi compagnie tech Americane come Google e Facebook sono in aperta battaglia contro gli stati sovrani europei. La posta in gioco è molto alta, dal momento che il rischio maggiore per l’Europa è di frammentarsi a costo di difendere a spada tratta la protezione dati dei suoi cittadini.

Nello specifico, la battaglia tra gli OTT e l’Europa si estende su diversi fronti.

1. Quello monetario è il primo. Infatti, la crescita economica Europea è debole come lo sono, del resto, le sue entrate pubbliche. Questo è in parte dovuto al fatto che la maggior parte dei profitti conseguiti dagli OTT nel continente Europeo sono direttamente trasferiti nella Silicon Valley e, tramite un ‘escamotage’ legale-geografico, esenti da qualsivoglia tassa. Attualmente, Amazon e Apple sono coinvolte in un’indagine fiscale condotta dall’Unione Europea mentre il Regno Unito è già pronto ad alzare l’aliquota fiscale al 25% per le compagnie multinazionali. La situazione, quindi, non sembra delle migliori per gli OTT.

2. Sul fronte della protezione dati, l’Europa è chiaramente in apprensione dopo aver assistito allo scandalo Datagate rivelato dall’americano Edward Snowden. La paura è affidare agli Stati Uniti il controllo dati del continente Europeo che sarebbe chiaramente troppo influenzato da Washington. Infatti, le compagnie del vecchio continente si stanno mobilitando nella creazione di sistemi cloud che possano sia competere sia rimpiazzare quelli dei ‘cugini’ americani.

3. Un altro problema è il copyright. Google gestisce oltre il 90% delle ricerche sul Web in Europa. Questo monopolio assoluto genera non pochi problemi legati all’antitrust e il Parlamento Europeo ha già sollevato il problema che potrebbe portare a una possibile rottura degli OTT con il continente Europeo. In Spagna, ad esempio, Google News è stato ritirato a causa di una nuova legge nazionale che richiede alla società di pagare gli editori per la visualizzazione del loro lavoro. Altri paesi in Europa, avevano pero risolto in maniera meno drastica il problema.

4. La recente approvazione del diritto all’oblio, approvato dalla Corte Europea di Giustizia, ha inasprito la battaglia anche perché i regolatori Europei hanno fatto sapere di voler estendere questo diritto su scala globale. Questo implicherebbe per gli OTT una restrizione notevole sulla privacy dei dati. Restrizione che limiterebbe le big americane a rinunciare a dati importanti per le loro analisi di mercato e di consumi.

5. L’ultimo fronte è rappresentato dalla lotta all’internet libero, o per meglio dire, net neutrality. Da una parte, il presidente Obama invoca più regolamentazioni per garantire un internet unico. Dall’altra, Angela Merkel che ha recentemente detto di volere un web a due velocità così favorendo il settore delle telecomunicazioni e garantendo più qualità di streaming ai cittadini.

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