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Sviluppo urbano sostenibile: il 22 marzo si celebra il World Water Day 2015

Il 22 marzo 2015 si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day). La manifestazione, che si tiene ogni anno dal 1992, è stata istituita dalle Nazioni unite (ONU) per sensibilizzare cittadini, Istituzioni e mondo delle imprese sul tema dell’acqua bene comune, fonte di vita e risorsa da tutelare.

Il tema centrale scelto dall’ONU per questa 22. Edizione del World Water Day è “Acqua e sviluppo sostenibile”, con riferimento particolare alla crescita urbana, demografica, industriale ed economica dei Paesi emergenti, che al pari di quelli più maturi (USA, Europa) consumano troppo e in fretta le proprie risorse naturali, tra cui l’acqua.

Acqua risorsa da gestire meglio e da ottimizzare, per evitare sprechi e disequilibri nella sua distribuzione. Acqua come diritto universale, come bene comune, da dividere tra tutti, perché l’acqua è vita, alimento per la terra coltivata e per l’agricoltura, risorsa fondamentale per l’industria di ogni Paese, per generare energia elettrica e per l’approvvigionamento giornaliero delle città in cui viviamo.

Water is health, nature, urbanization, industry, energy, food, equality” è lo slogan che accompagna la campagna internazionale del WWD 2015 dell’ONU. Nel proporre un modello di sviluppo innovativo, smart e sostenibile, le Nazioni Unite hanno messo al centro del confronto pubblico l’acqua, tema su cui ragionare assieme relativamente al suo utilizzo giornaliero, alla necessità di un cambiamento culturale collettivo, allo spreco eccessivo.

Solo per fare alcuni esempi, 750 milioni di persone al mondo attualmente non hanno accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi di persone non godono di infrastrutture idriche efficienti tali da garantire servizi igienico-sanitari adeguati.

Oggi, 3,9 miliardi di persone vivono in città e nel 2050, sempre secondo l’ONU, si arriverà ad una popolazione urbana di sei miliardi di persone. Questo significa che servirà una grande quantità di acqua potabile, per bere, cucinare, lavarsi, curarsi, mantenere pulito l’ambiente in cui si vive.  Nei programmi smart city delle principali metropoli occidentali ed asiatiche si trovano diversi esempi di progetti per l’utilizzo di “smart water system” per ridurre sprechi, consumi e costi.

La città di Hong Kong comincia già a fronteggiare il problema della scarsità idrica. La forte crescita demografica e l’alta densità abitativa (tra le più alte al mondo) hanno spinto il Governo dell’isola ad annunciare un piano di investimenti di 1,1 miliardi di dollari per desalinizzare l’acqua del mare per usi industriali e urbani (tutelando le riserve di acqua potabile).

Di pari passo cresce anche la produzione industriale in tutti i settori per far fronte all’aumento della domanda globale di beni e servizi. Secondo gli ultimi dati in possesso delle Nazioni Unite, la domanda di risorse idriche da parte dell’industria a livello globale dovrebbe aumentare del 400% entro il 2050 (basti pensare che per generare 500 grammi di plastica servono 100 litri di acqua).

Anche da un punto di vista energetico, bisogna ricordare che l’acqua è una delle fonti energetiche rinnovabili più importanti, il 16% dell’energia elettrica generata è di origine idrica, con sempre l’acqua alla base del funzionamento anche delle centrali termo-elettriche (che forniscono l’80% dell’energia elettrica nel mondo).

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