L'intervista

Storie. Enzo e Claudia: un ‘pas de deux’ lungo una vita!

Enzo e Claudia, ex ballerini del corpo di balletto dell’opera di Roma, due ragazzi del ‘56 che sono riusciti a trasformare la loro passione in un percorso professionale

di Fabienne Pallamidessi |
Balletto

Enzo e Claudia, ex ballerini del corpo di balletto dell’Opera di Roma, due ragazzi del ‘56 che sono riusciti a trasformare la loro passione in un percorso professionale e in una vita ‘insieme’ ci portano dietro le quinte de l’Opéra!

Appena sfumata l’immagine di una minuta adolescente in tutù e quella del salto possente di Billy Elliot diventato cigno, la danza classica ci fa pensare a delle parole come disciplina, sacrificio, sudore… è così, vero?

#Storie è una rubrica curata da Fabienne Pallamidessi e dedicata all’“Internet della gente”.

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Claudia: Certo!

Enzo: La danza è… è una passione! La passione è indispensabile… Per me, è stata una folgorazione. Non avrei mai creduto mi potesse piacere e invece… Ho cominciato perché avevo voglia di muovermi e pensa che ero anche cicciottello quindi, l’opposto della danza!

 

 

Fabienne. Wow! E quanti anni avevi?

 

Enzo: 15 anni. Ho conosciuto una ragazza in piscina, abbiamo cominciato a chiacchierare e lei mi ha detto: “Perché non vieni da noi? A scuola non ci sono ragazzi.”…  Vero, all’epoca ero l’unico maschio di tutta la scuola ed ero alquanto buffo perché sono andato lì con un paio di pantaloncini e una maglietta…

Claudia: (ride) Come Billy Eliot!

 

 

Enzo: … Tutto timidone… però dopo è stata una vera folgorazione. Ho detto a mia madre “Mamma, io voglio fare questo nella vita”… lei voleva che diventassi professore di lettere, ma da lì ho cominciato a studiare un po’ meno a scuola… (ride)

 

 

Fabienne. Perché, una volta deciso che si vuole tentare la carriera professionale, quanto tempo si deve dedicare alla danza?

 

Claudia: Devi lavorare tutti i giorni… io ho cominciato a 9 anni con la scuola dell’Opera di Roma: all’inizio si va due volte a settimana, dopo di più.

Enzo: Io, il percorso professionale l’ho iniziato a vent’anni. Da Brescia sono venuto a Roma, all’accademia. Ho superato l’esame per entrare direttamente al quarto anno, poi ho bruciato le tappe e ho fatto tre anni in uno. Il corso professionale dura otto anni, gli altri finiscono a 17-18, io ho finito a 20. La mia maestra quando ha visto la mia passione, mi ha molto incoraggiato perché voleva che mi sentissi soddisfatto, non mi esortava a tentare la carriera artistica, ma io alla fine sono venuto a Roma e basta! Il percorso di Claudia è stato più classico…

Claudia: Praticamente vengo da Cecchetti che è stato l’iniziatore della danza in Italia…

Enzo: La danza classica nasce in Italia con questo maestro Cecchetti che poi è andato in Russia a San Pietroburgo e ha fondato la scuola russa.

Claudia: … e Olga Amati, una grande artista che si occupava dei più piccoli… Quando ci ripenso, mi commuovo…

 

 

Fabienne. E questo famoso spirito di competizione che c’è tra i ballerini? E’ proprio vero che l’ambiente della danza è tremendo?

 

Claudia: Ricordi “Il cigno nero”

 

 

è un film, ma diciamo che purtroppo sì… Bisogna aver un carattere forte.

 

Claudia Raymonda 

Fabienne. Ma c’è anche amicizia?

 

Claudia: Diciamo che si riesce a trovare un… un qualcosa del genere. Difficilmente, ma si riesce. (si guardano e ridono)

Enzo: Ci siamo sposati!

Claudia: Tra maschi e femmine si può fare.

Enzo: Io penso una cosa: è un’arte per chi è artista e quindi ti dà tutto quello che c’è nell’arte, la creatività, la passionalità, la fantasia, l’emozione… poi è un lavoro e come in tutti i lavori, c’è competizione. Si odiano tra sarti, impiegati, tra manager… La guerra è guerra e la guerra è forte, cioè si può arrivare a degli episodi brutti come quello che è successo a una nostra amica: la odiavano tutti perché era giovane, brava e faceva le scarpe alla prime ballerine vecchie, così le hanno fatto sparire le scarpette di punta il giorno della prima…

Claudia: Io me le portavo sempre a casa perché alcuni mettevano la colla nelle scarpe!

Enzo: E tu sai che non è che compri le scarpette e te le metti, le scarpette vanno preparate, ammorbidite. Sono il nostro strumento fondamentale, allora, alla prima ballerina, le scarpette sbagliate, le fanno rovinare un balletto… Quindi si è trovata senza le scarpette cinque minuti prima di andare in scena. Ecco uno degli episodi di guerra sporca!

Claudia: Io mi sono trovata una spilla nel costume… ma siccome io penso sempre, lui dice a “queste cose”, prima di sedermi mi sono controllata lo slip e ho notato che se mi fossi seduta, mi sarei fatta proprio male.

Enzo: Questi sono proprio episodi di cattiveria spicciola, poi ce ne sono altri di problemi: ci sono relazioni improprie, c’è la politica, ci sono scorciatoie che a volte cambiano la carriera di una persona. In questo modo, anche se sei un bravo ballerino, ma non hai la maniera di muoverti, rischi di rimanere indietro.

Claudia: E’ un percorso minato.

Enzo: Io penso di appartenere a questa categoria. Ho sempre pensato al lavoro in sala, a tenermi in forma, altri preferivano avere delle relazioni e… ma non mi pento, per me, alla fine, è stato prevalentemente un bellissimo lavoro.

 

 Enzo insegnante

 

Fabienne. Ma tu hai cominciato a 15 anni, oggi, sarebbe ancora possibile?

 

Enzo: No, uno come me adesso, no! Ora gli standard sono molto più alti, c’è una selezione fisica pazzesca, certe estensioni che prima si chiedevano solo alle donne ora si chiedono anche ai maschi, il salto alto, la muscolatura… Non è più come 40 anni fa, tra l’altro, se guardi dei passaggi dei balletti di Nureyev su Youtube

 

 

oggi persino Nureyev sarebbe un ballerino normalissimo, a parte il suo strabiliante talento e il suo carisma, ovviamente!

 

Fabienne. Qual è il balletto in cui avete debuttato?

 

Claudia: Per me è stato “Giselle” ed è stato anche l’ultimo quando sono andata in pensione, pensa! Comunque la mia “prima volta” è stata una sostituzione. A scuola imparavamo i balletti del repertorio, il mio maestro aveva fiducia in me, avevo 14 anni e ho fatto Giselle, primo e secondo atto… mi preoccupava e mi ha sempre preoccupato il secondo atto perché c’è una precisione, l’equilibrio, gli arabesque, insomma, tutto insieme… a me tremava anche il tutù si può dire! Entro in scena, primo atto, danza dei contadini, in coppia con un ballerino, credendo di sapere tutto, non avendo mai provato, perché la prima opportunità ce l’hai entrando in scena. Morale della favola: non mi ricordavo più dove dovevo andare, però mi muovevo e non si vedeva niente da fuori, fu così che capii che cosa fosse “l’effetto scena”, anche se sai tutto in sala, in scena è un’altra cosa e fu la stessa cosa nel secondo atto… tanto che il mio maestro mi disse: “E tu dicevi di sapere la parte!” ma me lo disse scherzoso e tanto tant’affetto…

 

 

Fabienne. E tu Enzo? 

 

Enzo: Io… diciamo che il mio debutto al Teatro dell’Opera è stato giusto con Nureyev ma in una situazione meno gratificante: facevo parte di un gruppetto di banditelli, complici di Nureyev che era un ladro, il balletto era di Marco Spada, quindi lo aiutavamo e a un certo punto venivamo presi a calci da Nureyev, ecco il mio debutto: il mio primo impatto con la scena! Da lì è iniziata con il Teatro dell’Opera una buona serie d’ingaggi ma il mio primo choc è stato di dover sostituire sempre in un balletto francese, “Les biches”, uno dei tre ballerini maschi che danzavano con Nureyev, una vera parte!

 

 

Fabienne. Ma come siete entrati a fare parte del corpo di ballo dell’Opera di Roma?

 

Enzo: …Come stagionali, poi dopo tanti anni siamo entrati nell’organico stabile. Poi io, lei, tutti noi abbiamo anche lavorato un po’ dappertutto in Italia.

 

 

Fabienne. Ma avevate un agente?

 

Claudia: No, no, no, ci sono le audizioni e tu ti presenti, ecco!

 

 

Fabienne. La cosa che mi ha un po’ sorpresa è che… in fondo la vostra è stata una lunga carriera!

 

Claudia: Eh, fino a 52 anni è stato consentito, prima era 40, poi 45, poi 52…

Enzo: E’ stato un bene e un male, noi ce la siamo cavata bene, ci siamo tenuti attivi fino all’ultimo, per molti altri è stato troppo lungo, un po’ per gli acciacchi perché spesso ci si usura, ci si fa male…

Claudia: Adesso hanno riportato a 45…

Enzo: Gli ultimi anni, non andavo in scena se non con una parrucca o un cappello, (ride), per nascondere i capelli grigi!

Claudia: Fosse solo per questo! (ride) Comunque dai, ce la facevamo in modo più che onorevole, avevamo una grande preparazione fisica… eravamo belli!

 

 

Fabienne. E lo siete ancora… E avete smesso del tutto di ballare?

 

Insieme: Noooooooo!

Enzo: Ora insegniamo!

 

 

Fabienne. Il cerchio quindi si è chiuso con successo, un enorme applauso a voi e procediamo con une arabesque alla seconda parte dell’intervista. Se potesse invitare chiunque al mondo a cena, chi sarebbe il suo ospite?

 

Enzo: hmmm, non lo so… nel mondo del nostro lavoro?

Claudia: Anche un divo?

 

 

Fabienne. Certo!

 

Enzo: Antonio Albanese, mi fa troppo ridere!

Claudia: Esito… non so…

 

 

Fabienne. Com’è per te la giornata ideale?

 

Enzo: Per me, una giornata in barca… in buona compagnia ma anche da solo.

Claudia: Sì, una giornata al sole… in una situazione tranquilla ma magari non da sola, non per forza, o su una spiaggetta, sotto l’ombrellone dove posso leggere.

 

 

Fabienne. Se potessi svegliarti domani con una qualità o una capacità che non hai, quale sarebbe?

 

Enzo: Aver una forza di volontà superiore!

Claudia: Poter leggere nel pensiero… (ride)

 

 

Fabienne. Una canzone che ti piace in particolar modo?

 

Enzo: La ballata di Geordie di De Andrè

 

 

Claudia: Emozioni di Lucio Battisti

 

 

 

Fabienne. Bene, la tua casa prende fuoco… dopo aver salvato i tuoi cari, il tuo gatto, hai il tempo di entrare un’ultima volta, che cosa ti porteresti via? Un oggetto…

 

Enzo: Forse i miei libri…

Claudia: Ho salvato persone e animali… allora, il cellulare per comunicare con qualcuno! (ride)

 

 

Fabienne. Qual è la tua più grande paura?

 

Enzo: Siamo in una età in cui il tempo che passa, passa in fretta…

Claudia: Perdere l’autonomia.

 

 

Fabienne. Che cosa ti piace meno di te?

 

Enzo: La mia indecisione.

Claudia: Forse il mio essere pignola… perché mi frena molto nelle cose.

 

 

Fabienne. La vostra parola preferita?

 

Enzo: Non mi viene niente…

Claudia: E’ l’espressione ‘Non ti preoccupare!’

 

 

Fabienne. Una parola che detesti?

Enzo: Ah, questo lo so, detesto quando qualcuno ti dice: Te l’avevo detto!

Claudia: E io detesto la gente che ti tratta da “stupida” quando non capisci qualcosa, perché si può anche non capire… o peggio quando si è semplicemente di un altro parere.

 

 

Fabienne. Che cosa ti piace di più di te?

 

Claudia: Che mi butto nell’avventura! Mi piace saper fare tante cose… la mia curiosità!

Enzo: Il fatto che quando c’è un problema, spesso trovo una soluzione. Per le cose o le persone che amo, cerco e poi risolvo i problemi.

 

 

Fabienne. Un suono che ami?

 

Claudia: La risacca del mare

 

 

Fabienne. Un rumore che detesti?

 

 

Claudia: Amo il silenzio, quindi… detesto tutti i rumori molesti, ovviamente…

 

 

Fabienne. Se potessi rincarnarti in una pianta o un animale quali sarebbero?

 

Enzo: (ride) Un delfino … un olivo perché dura tanto ed è contorto…

Claudia: Io in un cavallo! E per la pianta, anch’io in un albero, un mandorlo!

 

Benissimo, so che il dovere vi chiama, quindi grazie delle vostre confidenze e della vostra arte!

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