Storie. Camminando sulle vie antiche con Laura, medico di famiglia

Nel cammino ci si perde tra le antiche vie del mondo e il viaggio non è soltanto un percorso imprevio ma un'estasi panica. Laura ci racconta come tutto ha avuto inizio.

di Fabienne Pallamidessi |

Una bella giornata, anzi, un grande caldo, una domanda banale: “che cosa farai quest’estate” ed è l’inizio del viaggio…

 

#Storie è una rubrica curata da Fabienne Pallamidessi e dedicata all’“Internet della gente”.

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“… La via Francigena del Sud, l’ho praticamente fatta tutta da Benevento a Roma… a tappe ovviamente, in più anni, mentre invece alcuni miei compagni di cammino l’hanno fatta in 20 giorni, tutte persone più grandi di me, anche ultrasessantenni, fantastici… e anche gente che non stava molto bene di salute ma la meraviglia del cammino insieme è questo qua che conosci…”, mi dice Laura, medico di famiglia, con voce sicura, decisa, piena di calore.

 

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Fabienne: Ma come si comincia? Non si esce di casa una mattinata con lo zaino in spalle o sì?

 

Laura: No, no, ci sono delle organizzazioni, dei gruppi… ma in teoria, anche il cammino di Santiago si può fare anche individualmente, certo… uno piglia, parte, va!

 

Fabienne: Sì, con qualche cartina magari…

Laura: Il cammino di Santiago è segnalato benissimo, sai… Lo farò anch’io un giorno ma siccome sono italiana voglio cominciare da qui perché in Italia abbiamo tantissime ‘miles’ e solo adesso si comincia a parlarne e rappresenta un immenso sviluppo culturale, economico…

 

Fabienne: quindi 4 anni fa, si è messa in cammino…

 

Laura: Sì, degli amici mi hanno coinvolta e ho fatto Sermoneta-Roma, una sessantina di kilometri… in 4 giorni.

 

Fabienne: Oh, cool!

 

Laura: Sì e chiaramente con la bella stagione! A ottobre, facciamo Viterbo-Roma, vieni?

 

Fabienne: Wow!… sì, mi piacerebbe molto, vediamo se riesco a organizzarmi!

 

Laura: Invece a luglio, vado in Germania e faccio un tratto della romea-germanica… da Zelle a Neustadt… non so nemmeno dove sia… parto con due mie amiche, veniamo da tre città diverse…

 

Fabienne: E che cosa ci si porta appresso?

 

Laura: Diciamo che faremo le cose in modo comodo, ci portiamo un piccolo zaino mentre il nostro bagaglio ci sarà recipitato ogni sera nel posto in cui ci fermeremo… anche se di norma non mi porto valigie incredibili… Questo cammino, per esempio, è un progetto molto interessante che è partito a fine aprile dalla Norvegia, si chiama “Picrobo”, (Pilgrims Crossing Borders). Faremo solo un tratto insieme, loro arriveranno a Roma poi a Brindisi e poi, finalemente in Terra Santa.

 

 

 

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Fabienne: Bella esperienza…

 

Laura: Sì, è… nutriente, ti ‘nutre’ in tutti i sensi e ti insegna di nuovo ad essere paziente… perdi la nozione del tempo, ritrovandolo, è fantastico!

 

Fabienne: Sicuramente, poi ti vedo… hai questa luce negli occhi quando ne parli… ma mi avevi anche accennato di una tua nuova attività…

 

Laura: … di una ‘crociata’ in un certo senso!, m’interrompe Laura, ridendo.

 

Fabienne: Un’altra crociata!…

 

Laura: Sì, tanto per riagganciarmi. Sì, perché, dunque… leggendo e studiando un pochino, sai, abbiamo bisogno per far funzionare il servizio sanitario nazionale al quale mi riferisco e a quello sono affezionata, abbiamo bisogno di… è un tavolo che si regge su tre gambe, per reggere un tavolo ha bisogno minimo di tre gambe… in una abbiamo il personale, in un’altra, l’organizzazione del personale, la struttura, i dipartimenti, gli ospedali e quant’altro… e la terza gamba abbiamo i cittadini: se non c’è un’interazione tra questi tre elementi, il tavolo zoppica, cade, crolla e siccome negli anni, stanno andando male tutti e tre, ma sicuramente il cittadino è rimasto abbastanza indietro, è propio ‘ignorante’, ‘ignorante’ nel senso che non sa… non con offesa, ovviamente!… perché la Repubblica italiana ha sempre fatto molto poco per l’educazione, in particolare, sanitaria. Ha speso e sta spendendo niente o poco o male perché è tutto parcellizzato, frammentato, allora mi ha presa la passione di fare un po’ di… e tra l’altro fa parte del mio mestiere come medico di famiglia, è proprio nelle nostre mansioni di occuparci di educazione sanitaria… e allora, penso che di aver davanti a me una persona più responsabile della propria salute e più corettamente informata sia un modo di lavorare meglio, di prevenire meglio insieme.

 

Fabienne: Importantissimo…

 

Laura: Sì, per questo ho scelto di propagandare la ‘corretta alimentazione’, non come dietologo ma proprio dando dei consigli… quindi facendo ‘medicina dei sani’ oppure “medicina degli stili di vita”, due termini che ho letto e che ho fatto miei. Lo faccio già con i miei pazienti ma sono pronta a partecipare a degli incontri insieme a una mia collega pediatra.

 

Fabienne: Pensi quindi a microconferenze?

 

Laura: Sì, a degli incontri… se no come fa la gente a venirne a conoscenza anche se ognuno di noi può essere protagonista. Tieni, ti faccio, un esempio: la fornaia che ho sotto casa alla quale ne ho parlato, anche perché esiste un’iniziativa importante del Ministero della Salute che riguarda la diminuzione del sale nel pane… ma nessuno lo sa!!! Quindi parlando con questa donna molto in gamba, ho aggiunto che se per di più fosse integrale, sarebbe il massimo, risultato abbiamo ‘brevettato’, ‘il pane della salute!’ Se ognuno di noi nel suo piccolo avesse di questi ‘comportamenti virtuosi’, potremo davvero rivoluzionare il mondo!

 

Fabienne: Che bella questa espressione ‘comportamenti virtuosi’, ci piace mi sembra un’ottima chiusura poi alla prima parte di questa intervista e ora, dottoressa: si spogli!

 

 

Laura: Cosa?

 

Fabienne: Vedrà, non sarà doloroso, respiri! (ridiamo)

 

 

Fabienne: Se potesse invitare chiunque al mondo a cena, chi sarebbe il suo ospite?

 

Laura: Ooooh, il genere di domande che ho sempre odiato, (ride)… Barak Obama. E’ mio coetaneo, può essere anche un uomo affascinante, interessante! Chiacchierare con lui delle cose del mondo.

 

Fabienne: Come sarebbe il tuo giorno ‘perfetto’?

 

Laura: Un giorno senza sveglia e non dover andare di corsa.

 

Fabienne: Di quale aspetto della vita ti senti più grata?

 

Laura: Del fatto che finora ho goduto sempre di buona salute, la salute nel senso di benessere in generale e di questo ringrazio anche la mia famiglia, mi ha permesso di essere quella che sono. Il benessere fisico e psichico.

 

Fabienne: Se potessi svegliarti domani con una qualità o una capacità che non hai, quale sarebbe?

 

Laura: Esteticamente anche? Perché vorrei aver dieci chili di meno! Se no… saper più lingue, sì, poter parlare più lingue e… dal punto di vista professionale, poter semplicemente toccare un paziente con il dito e poter fare una dianosi sicura, capire subito di che cosa ha bisogno!

 

Fabienne: C’è qualcosa su cui per te non si può scherzare?

 

Laura: Aaah, sì, non sono molto per le battute, mi danno, diciamo… ci sono argomenti… sì, è vero, non sono il tipo che prende tutto sotto gamba, che può scherzare su tutto quanto, no.

 

Fabienne: Una canzone che ti piace in particolar modo?

 

Laura:

 

Fabienne: Bene, la tua casa prende fuoco… dopo aver salvato i tuoi cari, il tuo gatto, hai il tempo di entrare un’ultima volta, che cosa ti porteresti via? Un oggetto…

 

Laura: Sicuramente, istintivamente, non un oggetto prezioso, mi guarderei intorno e prenderei forse un libro… un oggetto che sul momento mi ricorda un momento tutto mio…

 

Fabienne: Qual è la tua più grande paura?

 

Laura: Di morire di morte violenta o di una malattia degenerativa del cervello… se no, la morte non mi fa paura.

 

Fabienne: Quali sono i tuoi punti di forza?

 

Laura: Fisicamente, i piedi, la bocca e molto dicono anche gli occhi, lo sguardo…

 

Fabienne: E del tuo carattere?

 

Laura: Ah, sono comunicativa, gli amici dicono che potrei parlare anche con i sassi.

 

Fabienne: Qual è la tua occupazione preferita?

 

Laura: Sicuramente non pulire la casa, anche se qualche volta, sì… insomma, parlo della routine, la routine domestica mi uccide… Mi piace andare in giro, scoprire posti nuovi anche nella mia città.

 

Fabienne: La tua parola preferita?

 

Laura: In questo momento, ‘comunicazione’.

 

Fabienne: Una parola che detesti?

 

Laura: Progetto, perché oggi è tutto ‘un progetto’, la uso anch’io ma sembra che tutto vada per progetto, cosa facciamo all’ASL? Ah, è partito questo progetto interessante… la salute può essere un progetto? Sì, un discorso, un percorso, ma dev’essere di più di un progetto!

 

Fabienne: Sì, perché la parola ‘progetto’ non implica per forza la concretezza, la realizzazione, forse è questo che ci disturba, disturba anche me… Un suono che ami?

 

Laura: La risacca del mare

 

Fabienne: Un rumore che detesti?

 

Laura: Amo il silenzio, quindi… detesto tutti i rumori molesti, ovviamente…

 

Fabienne: Un uomo o una donna per una nuova banconota?

 

Laura: Rita Levi di Montalcino.

 

Fabienne: Se potessi rincarnarti in una pianta o un animale quali sarebbero?

 

Laura: Ecco questa storia del rincarnazione mi riesci difficile crederci ma se potessi rincarnarmi in un albero sarebbe in un pino d’aleppo e in un animale… un pesce… perché ho fatto immersioni per anni e che sott’acqua c’è tutto un mondo silenzioso e magnifico dove lasciarsi andare…

 

 

Grazie, Laura e allora, chissà, appuntamento a Viterbo a ottobre… Chi di voi è tentato dall’avventura?

 

http://www.camminafrancigena.it/it/resource/blog/AlbertoConte/francigena-istruzioni-luso-di-conte/

http://it.wikipedia.org/wiki/Cammino_di_Santiago_di_Compostela

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