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Stipendi nel mondo della finanza: chi guadagna di più

Borsa italiana

A Milano si prende di più, gli Head of Credit quelli meglio pagati (156.450 euro)

Ottenere un prestito oggi è più difficile rispetto a qualche mese fa. Secondo la Banca Centrale Europea le banche dell’area euro hanno reso più rigidi i criteri di concessione: sono diventate più selettive e più caute nell’assumere rischi. Per imprese e famiglie questo si traduce in condizioni più severe e in un accesso ai finanziamenti meno immediato. In questo contesto il ruolo dell’Head of Credit diventa centrale: è la figura che stabilisce quanto rischio la banca può sostenere, decide a chi concedere i fondi e a quali condizioni, e controlla l’esposizione complessiva dell’istituto per garantirne la stabilità. Una responsabilità che pesa, perché ogni scelta incide sui conti della banca. Ma proprio per questo si tratta anche di uno dei ruoli più riconosciuti e meglio remunerati nell’area credito: più oneri, dunque, ma anche più ritorni in busta paga.

Evidentemente anche per tutti questi motivi nel 2025, secondo la Hays Italy Salary Guide 2025 – il report annuale che analizza retribuzioni e mercato del lavoro in Italia – proprio l’Head of Credit è stata la figura che ha incassato la Ral più alta tra le professioni finanziarie censite: 156.450 euro lordi annui. Su base mensile significa 13.037,50 euro lordi, senza bonus e senza componente variabile. Onori e oneri visto che dalle sue valutazioni dipendono milioni di euro di credito e capitale impegnato.

Quanto si guadagna a fare il trader

Se l’Head of Credit è il “freno” della banca, l’Investment Banking è il motore. È il reparto che opera sui mercati finanziari e gestisce le grandi operazioni: fusioni tra aziende, emissioni di obbligazioni, quotazioni in Borsa. È qui che lavorano anche i trader, cioè i professionisti che comprano e vendono strumenti finanziari per conto della banca o dei clienti istituzionali, cercando di generare rendimento all’interno dei limiti di rischio stabiliti. Accanto a loro operano figure come Analyst, Associate e Vice President, che analizzano bilanci, strutturano operazioni e coordinano le strategie. In sintesi, se il credito definisce quanto si può rischiare, l’investment banking – trader compresi – decide come utilizzare quel rischio per far girare il capitale.

Il vantaggio di essere trader a Milano

Milano, nel Corporate & Investment Banking, un Analyst con 1–3 anni di esperienza è a 52.150 euro di Ral lorda annua. Il livello successivo, Associate (4–6 anni), vale 83.440 euro. Oltre i 6 anni si entra nella fascia Vice President, e si torna al numero che fa girare la testa: 135.590 euro. È una progressione che assomiglia a una carriera “a scatti”: il salto tra Analyst e Associate è di 31.290 euro, quello tra Associate e Vice President è di 52.150 euro: due gradini, due accelerazioni nette, perché cambiano responsabilità, complessità delle operazioni e pressione sui risultati.

E poi c’è l’Italia delle piazze finanziarie: stesso ruolo, città diversa, stipendio diverso. Anche nella busta paga Milano è la capitale finanziaria d’Italia: a parità di seniority, il mercato premia di più dove si concentra la maggior parte delle operazioni, dei clienti e dei team specializzati. Per l’Analyst, Roma è a 46.935 euro e Torino a 41.720 euro; per l’Associate, Roma sale a 78.225 euro e Torino a 73.010 euro; per il Vice President, Roma arriva a 125.160 euro e Torino a 114.730 euro.

Ma Milano paga meno del resto d’Europa

Se Milano è la capitale finanziaria italiana, il confronto europeo ridimensiona subito le proporzioni. Secondo i dati  di un’altra piataforma (Glassdoor) sulle retribuzioni medie base nel settore finanziario, un trader – o una figura equivalente nell’investment banking – guadagna 85.000 euro a Londra, 72.000 euro a Francoforte, 120.000 euro a Zurigo. La distanza riflette il peso dei diversi ecosistemi finanziari: Zurigo è un hub centrale per private banking e investment banking internazionale, Francoforte ospita la Banca Centrale Europea ed è il cuore del corporate banking tedesco, Londra resta il principale mercato europeo per volumi e capitali movimentati. Milano opera in un sistema più contenuto.

Carriera e stipendi nell’Asset Management

Non solo trader. Nella finanza c’è anche chi non compra e vende in prima persona, ma gestisce patrimoni e fondi per conto di clienti e istituzioni. Nell’Asset Management, secondo la Hays Italy Salary Guide 2025, a Milano un Investment Analyst con 2–3 anni di esperienza guadagna 52.150 euro di Ral lorda annua. È la figura che studia mercati, bilanci e scenari economici: in pratica prepara le mappe prima che qualcuno parta per il viaggio.

Il passo successivo è il Portfolio Manager (5–6 anni), a 73.010 euro: qui non si analizza soltanto, si decide come distribuire i soldi tra azioni, obbligazioni e altri strumenti. Oltre i 6 anni si arriva all’Investment Manager, che tocca 125.160 euro: è il responsabile delle scelte strategiche sui capitali, spesso su masse che valgono milioni. Più cresce il livello, più aumenta il peso delle decisioni: se l’analista suggerisce, il manager firma.

Ancora una volta è Milano a pagare meglio

Anche qui la geografia conta. È la stessa logica vista nell’investment banking: dove si concentra il mercato del risparmio gestito, gli stipendi salgono. Per l’Investment Analyst, la Ral è di 41.720 euro sia a Torino sia a Bologna, mentre a Milano sale a 52.150 euro. Il Portfolio Manager raggiunge 62.580 euro a Torino contro 73.010 euro nel capoluogo lombardo. Oltre i sei anni di esperienza, l’Investment Manager è a 114.730 euro sotto la Mole e a 125.160 euro in piazza Affari. La distanza tra Milano e Torino, al livello più alto, è di 10.430 euro.

Carriera nel Private Banking: quanto paga

Non solo mercati e operazioni da milioni: c’è una finanza che vive di relazioni personali e patrimoni privati. Qui il lavoro non è “comprare e vendere” come nel trading, ma gestire patrimoni di clienti ad alta disponibilità economica, spesso imprenditori o famiglie con grandi capitali. Se l’analista studia i numeri, il private banker studia le persone: la relazione pesa quasi quanto il rendimento. Più cresce l’esperienza, più aumenta la fiducia del cliente – e con essa la responsabilità su capitali che possono valere intere aziende. Nel Private Banking, secondo la Hays Italy Salary Guide 2025, un PB Role con 2–5 anni di esperienza vale 52.150 euro di Ral lorda annua. Con 5–10 anni si sale a 78.225 euro, mentre oltre i 10 anni si arriva a 104.300 euro.

Nel Private Banking, la fascia oltre i 10 anni di esperienza è allineata: 104.300 euro a Milano, 104.300 euro a Roma e 104.300 euro a Torino. Le differenze emergono invece nei livelli inferiori (2–5 anni e 5–10 anni), dove le retribuzioni si collocano sotto i valori milanesi. In ogni caso, il tetto resta più basso rispetto all’Investment Banking: a Milano un Vice President arriva a 135.590 euro, contro i 104.300 euro del Private Banking oltre i 10 anni. La distanza riflette il diverso peso delle funzioni: operazioni finanziarie complesse da una parte, gestione di relazioni patrimoniali dall’altra.

Quanto si guadagna nel Credit e Risk

Non fanno notizia come i trader, ma senza di loro le banche si fermano. Nell’area Credit e Risk si controlla chi può ricevere un finanziamento, quanto è solido un bilancio, dove si nasconde il rischio. Un Credit Analysis Role con 2–5 anni di esperienza vale 31.290 euro di RAL lorda annua; con 5–10 anni si sale a 41.720 euro; oltre i 10 anni si arriva a 52.150 euro. Sono cifre più basse rispetto all’investment banking, ma il lavoro è centrale: è come il sistema di sicurezza di un edificio, invisibile finché tutto funziona. Al vertice c’è l’Head of Credit, che a Milano supera i dieci anni di esperienza e arriva a 156.450 euro: è la cifra più alta dell’intera area creditizia. Qui non si analizza solo un dossier, si decide l’esposizione complessiva della banca al rischio.

Finanza d’impresa quanto paga il CFO

Non è in sala trading e non gestisce fondi: il CFO è il vertice della finanza d’impresa, il direttore finanziario che coordina bilanci, debito, investimenti e strategie industriali. E il settore in cui opera fa la differenza. Secondo la Hays Italy Salary Guide 2025, per un CFO con oltre 10 anni di esperienza le RAL lorde annue sono pari a 99.085 euro nel settore Energy, 93.870 euro nell’Engineering, 119.945 euro nella GDO/Retail, 88.655 euro nell’Industry, 76.139 euro nel Metalmeccanico e 102.214 euro nel comparto Financial Services.

Fonte: Hays Italy Salary Guide 2025, Glassdoor

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