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Stato dell’Unione, Von der Leyen: “Gateway globale, la nostra nuova strategia di connettività”

Unione europea

L’Europa vuole diventare un vero attore a livello mondiale e lo vuole fare con una voce sola, o almeno attraverso un coro che va a tempo, per affrontare situazioni sempre più critiche, spesso molto vicine ai nostri confini.

Il ruolo dell’Unione va rivisto, quindi, e deve tendere a un maggiore multilateralismo, fondamentale per approfondire i legami commerciali, rafforzare le catene di approvvigionamento globali e sviluppare nuovi progetti di investimento sulle tecnologie verde e digitale su diversi teatri internazionali, molti dei quali in Asia e soprattutto nella regione Indopacifica.

Il nuovo strumento del “Global Gateway”

Per questo oggi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione all’Europarlamento, ha dichiarato che a breve sarà presentata: “La nuova strategia in materia di connettività denominata Gateway globale”.

Il Gateway globale deve diventare un marchio conosciuto in tutto il mondo”, ha insistito la Presidente della Commissione.

Una connettività multipla, per così dire, che va dalla fibra ottica, con un nuovo cavo sottomarino che collegherà il Portogallo al Brasile, all’idrogeno verde, con un primo mercato euro-africano che colleghi le due sponde del Mediterraneo.

Come mai prima d’ora investiremo nel 5G e nella fibra. Ma altrettanto importante è l’investimento nelle competenze digitali”, ha aggiunto la von der Leyen.

La Von der Leyen punta sul “Team Europa”

Per realizzare il Gateway globale abbiamo bisogno di un approccio “Team Europa“. Collegheremo le istituzioni e gli investimenti, le banche e la comunità imprenditoriale. E faremo in modo che questa diventi una priorità dei vertici regionali, a cominciare dal prossimo vertice UE-Africa di febbraio”, ha infine specificato la von der Leyen.

Uno strumento più geopolitico che prettamente economico-infrastrutturale. L’Asia si erge a nuovo palcoscenico globale in cui si muovono i motori dell’innovazione, in cui sono dispiegate strategie pluriennali, dove si giocheranno le partite più rilevanti dei prossimi decenni.

L’Europa lo sa e vuole esserci, cercando di ricavarsi uno spazio d’azione, molto probabilmente al fianco degli Stati Uniti e degli altri alleati, senza esacerbare i rapporti con Pechino, e cercando di far pesare i propri interessi e i propri valori costituzionali, anche con strumenti come il Global Gaeway, che va immaginato come alternativa politico-economica e geografica alla Nuova Via della seta (o Belt & Road Initiative, BRI).

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