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Starlink, internet satellitare si allarga in Europa. In arrivo anche in Italia

I satelliti a banda ultralarga di SpaceX, l’azienda del miliardario Elon Musk che ha lanciato in orbita un migliaio di satelliti della costellazione Starlink, alla conquista del mondo. Dopo Usa e Canada, la prossima meta è il Regno Unito. Ma anche l’Italia scalda i motori con la fase pre-commerciale del servizio disponibile. L’obiettivo è lanciare in orbita una flotta di 12mila satelliti (investimento stimato 10 miliardi di dollari), per fornire connessioni a bassa latenza nelle aree rurali e più remote del mondo, non raggiungibili da connessioni terrestri in fibra.

Una soluzione non nuova nel nostro paese, dove Open Fiber ha da poco annunciato un servizio analogo in collaborazione con Telespazio nei comuni bianchissimi.

Il progetto Starlink

Il progetto Starlink avanza, con il lancio negli Usa lo scorso mese di ottobre della prima offerta commerciale in fase “beta test” a 99 dollari al mese, più un costo una tantum di 499 dollari per la parabola e i device necessari alla ricezione del segnale. Un’offerta destinata ad una rosa ristretta di circa 643mila clienti rurali negli Stati Uniti, seguita a novembre dai primi clienti anche in Canada.

Entro la fine del 2021, secondo i programmi aziendali, Starlink raggiungerà una copertura quasi globale della popolazione. Per allora il servizio partirà anche nel Regno Unito. Una buona notizia per gli investitori che sperano in una prossima IPO di Starlink, che potrebbe essere scorporata e valorizzata in tempi non troppo lunghi.

Il mese scorso, Ofcom ha fatto sapere di aver concesso una licenza di rete per stazioni terrestri a SpaceX perché possa iniziare a offrire servizi a banda larga satellitare nel Regno Unito. E pochi giorni dopo SpaceX ha iniziato a promuovere il servizio.

Il prezzo mensile del servizio è lo stesso, mentre il costo della parabola di ricezione, del modem e del router è più caro del 20% in Uk rispetto agli Usa e al Canada.

Banda larga satellitare

Ad oggi, la velocità delle connessioni di Starlink è compresa fra 50 Mb/s e 150 Mb/s con l’obiettivo finale di raggiungere il gigabit al secondo (1000 Mb/s).

La velocità media delle connessioni nel Regno Unito è di 81 Mb/s, più bassa rispetto a quella media degli Usa (156 Mb/s) e del Canada (174 Mb/s).

L’obiettivo di Elon Musk è lanciare il servizio satellitare nella Ue tra febbraio e marzo. Insomma, ci siamo quasi e a quanto pare Germania e Grecia hanno già approvato l’uso di Starlink sul loro territorio.

L’Australia ha approvato Starlink e SpaceX ha già registrato i suoi satelliti per intraprendere le attività in Austria, Argentina, Brasile, Francia, Cile, Colombia, Irlanda, Italia, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Filippine, Sud Africa e Spagna. Pare che non abbia ancora registrato le attività in India anche se l’obiettivo dichiarato è partire nel paese asiatico, il secondo mercato internet globale, entro metà 2021.  

Crescono quindi le aspettative su Starlink, a quando la IPO si domandano gli investitori?

E in Italia?

Anche in Italia ci si può prenotare per la fase di “pre order” inserendo mail e indirizzo per verificare al copertura. Il servizio sarà disponibile inizialmente in numero limitato, con la logica del “chi prima arriva”. Prima di inoltrare la richiesta è necessario verificare la futura o attuale copertura della propria zona, inserendo il proprio indirizzo.

Altri player

Un business, quello della banda larga satellitare, che sembra interessare diversi player e a livello globale, fra cui ad esempio Kuiper di Amazon (3 250 satelliti), OneWeb (650 satelliti) e l’operatore canadese Telesat, che ha appena annunciato il progetto Lightspeed, 300 satelliti in orbita bassa entro il 2023 per la fornitura di servizi a Internet che saranno realizzati da Thales Alenia Space.

Il servizio è in concorrenza con servizi satellitari tradizionali, che usano orbite più lontane, come ad esempio quelli di Viasat.

Diversamente dalla concorrenza, Lightspeed non sarà rivolto direttamente al segmento consumer residenziale ma agli operatori fissi e mobili tradizionali, utenti marittimi e aeronautici, aziende e governi.

Questi nuovi progetti satellitari tenteranno di non ripetere la parabola negativa di precedenti analoghi tentativi come ad esempio Teledesic, sostenuto da Bill Gates, e fallito così come Iridium e Globalstar partiti con grandi ambizioni negli anni ’90 ma finiti con un flop.

Lo stesso Elon Musk ne è ben consapevole.

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