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Starace (Enel): “All’Ue serve mercato energetico a lungo termine. Il futuro è nelle rinnovabili”

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Non solo una questione si sostenibilità ambientale, ma anche economica e soprattutto di sovranità energetica. Per il CEO del Gruppo Enel è fondamentale investire nelle rinnovabili, ma L’Unione si deve dotare di un mercato energetico più solido e affidabile.

Rinnovabili unica via

La crisi energetica non è solamente legata al rincaro esagerato dei prezzi, che di per sé ha un impatto devastante sul Paese, sulle famiglie come sulle imprese, e alla guerra della Russia all’Ucraina, ma anche alla mancanza (quasi cronica) di una politica di settore lungimirante, che sappia anticipare le emergenze e poi affrontarle senza mai perdere la bussola.

Ma una bussola ce l’abbiamo? Al momento non pare. Qualcuno negli anni passati ha puntato tutto sul gas e per di più su un solo fornitore, Mosca, pur sapendo che i combustibili fossili erano un problema, sia ambientale, sia politico, che la Russia non era un partner affidabile e che la vera strada da battere erano le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica.

La novità sarebbe se l’Europa finalmente si dotasse di un mercato a lungo termine, in modo che un’azienda possa comprare energia per i prossimi 10-20 anni”, ha dichiarato Francesco Starace, amministratore delegato del Gruppo Enel, in occasione di un convegno sulla transizione energetica organizzato dai Cavalieri del Lavoro a Roma.

Cresce la domanda di rinnovabili in Italia

Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, nel suo intervento, Starace ha ribadito la necessità di accelerare la diffusione delle fonti energetiche pulite in Italia ed in Europa: “Le rinnovabili rappresentano la soluzione che ci porterà più in là nel futuro. Nel primo semestre 2022 sono triplicate le domande di connessione alle reti di media e bassa tensione per impianti piccoli e medi, da parte di aziende e privati”.

Tuttavia, ha aggiunto il Ceo del Gruppo, “il nostro compito è migliorare la capacità delle reti, mentre se ci saranno autorizzazione più veloci si avrà anche una transizione più rapida”.

All’evento ha partecipato anche l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, che ha confermato la bontà della strategia di Enel: “A fine agosto le richieste di connessione alla rete di Terna sono pari a 280GW, circa 4 volte gli obiettivi che l’Italia si è data al 2030: realizzare i 70GW previsti dal piano europeo Fit for 55 porterebbe a un risparmio di oltre 26 miliardi di metri cubi di gas, valore sostanzialmente pari alle quantità che il nostro Paese ha importato dalla Russia negli ultimi dodici mesi“.

A livello mondiale, secondo dati diffusi da BloombergNEF, sono le rinnovabili ad aver registrato il maggiore aumento di capacità installata nel 2021: +50% il fotovoltaico, +25% l’eolico, +7% l’idroelettrico, contro il +11% del gas.

Il gas “utilizzato in maniera stupida”

In un’intervista rilasciata a Cnbc, sempre Starace ha insistito sul problema del gas, “Troppo gas veniva usato in maniera stupida, perché veniva bruciato per generare energia elettrica, quando avevamo alternative migliori”.

Il gas è una fonte di energia da impiegare dove è necessario, cioè a livello di industrie energivore, ma per il resto basta l’energia elettrica ottenuta dal sole e il vento”, ha precisato Starace.

Il Gruppo Enel, secondo quanto riportato dal giornale online, abbandonerà la produzione di gas entro il 2040 e anche il mercato al dettaglio.

Ci potrebbero volere due o tre anni ancora, “ma presto assisteremo ad una riduzione consistente dei consumi di gas”. Il tutto a favore delle rinnovabili, che oltre alla sostenibilità ambientale garantiscono sicurezza negli approvvigionamenti e costi molto più bassi.

Italia indietro rispetto agli obiettivi energetici del 2030

Il problema, è che l’Italia, sulla base delle tendenze attuali, “è ancora lontana dal raggiungere l’obiettivo del 30% di rinnovabili al 2030, con un divario di quasi otto punti percentuali. La situazione è ancora peggiore guardando al 2050, dove c’è il divario 60,7 punti percentuali”, si legge nello Studio pubblicato da Fondazione Enel e The European House – Ambrosetti.

Dal punto di vista dell’efficienza energetica, invece, l’attuale divario rispetto agli obiettivi è di 35,1 Megatep nel 2050; in termini di riduzioni dei gas serra, nel periodo 2021-2030 l’Italia mostra un andamento più lento rispetto a quello necessario per raggiungere il target fissato.