Bambini protagonisti

Spot & Social, Quando il sociale ha il volto dei più piccoli     

Nel caso delle campagne sociali che vedono protagonisti i bambini, si sta assistendo ad un cambiamento del modo di affrontare le situazioni più difficili, dove oggi, si prova a “sdrammatizzare” su infanzie bisognose e negate.

di Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso |
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La rubrica Spot&Social ha lo scopo di illustrare ogni settimana una o più campagne pubblicitarie di particolare interesse sociale. Rubrica a cura di Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità ProgressoPer consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

In passato le immagini che venivano mostrate nel caso delle campagne sociali che vedono protagonisti i bambini erano soprattutto di volti sofferenti ai quali era stata negata un’infanzia felice. Adesso si sta provando a cambiare registro, sdrammatizzando il concetto di infanzie rubate e  rinnegate.

 

Avviene così che le tematiche vengano affrontate con lo scopo di creare un maggiore engagement, capace di a dare risultati migliori di quelli portati da semplici campagne di raccolta fondi.

 

È il caso dell’associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus, organizzazione internazionale che pone al centro del suo intervento il bambino, i suoi bisogni, i suoi diritti e la sua famiglia, e parte dal principio secondo cui un sano sviluppo si realizza al meglio in un ambiente famigliare accogliente.

 

Lo spot “Sorridi sei su una SOS camera” costituisce un interessante tentativo: nonostante una tematica sensibile come quella dell’adozione dei più piccoli, la candid camera all’interno di un supermercato vede tra i protagonisti dei bambini che fermano gli adulti e li salutano con un “Ciao Mamma, Ciao Papà” per far capire come le donazioni li abbiano aiutati ad avere una adolescenza degna di questo nome grazie all’intervento e alla generosità dei più grandi.

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Rimanendo sulla tematica degli esperimenti sociali, è il caso di citare lo spot dell’Associazione L’Albero della Vita intitolato  “E se Stefano ti chiedesse aiuto, tu che faresti?”.

 

La campagna #iodonofiducia intende sostenere i 30.000 minori che in Italia sono stati allontanati dalle famiglie di origine a causa di situazioni di abbandono, incuria, violenza, abusi, maltrattamenti e grave disagio del nucleo familiare. Lo spot ripercorre l’intera giornata di Stefano, un bambino italiano che si siede in stazione con un cartello: ciò che chiede non è denaro, chiede solo che qualcuno possa dare fiducia al proprio papà che ha perso il lavoro.

 

Da qui, le reazioni dei passanti che alla vista del bambino cercano il modo di poterlo aiutare. Lo slogan “Vuoi essere anche tu parte di questo cambiamento?” racchiude il messaggio centrale dello spot: a volte si pensa di aiutare soltanto con un’elemosina, quando sarebbe necessario invece tentare di sradicare alcuni preconcetti della nostra società. Dare fiducia, ad esempio, non soltanto perché a chiederla è un bambino.

 

 

Una delle modalità più utili per sensibilizzare il pubblico è quello dell’engagement che tende a creare ad un tempo un sentimento di emozione e commozione. Questo il caso dell’Associazione Until The Last Child (fino all’ultimo figlio) che utilizzando la famosa canzone “Use somebody” dei King of Leon cantata da un coro di bambini canadesi, racconta una situazione a dir poco spaventosa: ci sono migliaia di bambini in Canada che hanno bisogno di essere adottati, migliaia, esattamente come i posti vuoti dello stadio all’interno del quale la bambina che intona “ Sai, serve qualcuno, qualcuno esattamente come te” si trova per lanciare un messaggio di speranza e di aiuto allo spettatore.

 

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