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Spot & Social. Il fundraising ritorna alla creatività per catturare l’attenzione

Il fundraising, la cara vecchia raccolta fondi, è uno dei punti saldi quanto dolenti per no profit e volontariato. Chi non ha affrettato il passo davanti ai ragazzi che per strada cercano di attirare la nostra attenzione cartelletta alla mano e pettorina indosso? Quando siamo di fretta, nelle piazze, nelle stazioni o nei centri commerciali, l’ultima cosa che vorremmo fare è fermarci ad ascoltare qualcuno che non conosciamo. C’è però da dire che di passi avanti ne sono stati fatti tanti e chi si occupa di raccogliere fondi ha strumenti sempre più coinvolgenti per farlo.

Da una parte c’è il crowdfunding online, che dà modo di coinvolgere e fidelizzare chi decide di versare anche una piccola quota per una campagna, dall’altra c’è chi reinventa i classici mezzi pubblicitari in modo innovativo.

SMS solidali e vecchia scuola

I primi significativi successi delle campagne di raccolta fondi, nei decenni passati, furono dovuti alla creazione dell’ sms solidale e alla sua diffusione. Pratiche simili, come l’8xmille e il 5xmille, seguirono a ruota entrando nella quotidianità delle persone. Purtroppo, la grande diffusione di messaggi di questo genere non è andata di pari passo con una adeguata creatività: le campagne del 5xmille si assomigliano in gran parte, gli sms solidali sono talmente tanti (con richieste che arrivano a prevedere inoltre contributi mensili per nulla esigui) che la fastidiosa saturazione ha provocato col tempo una evidente riduzione della risposta da parte dei cittadini.

Il ritorno alla creatività 

È interessante, quindi, rilevare come in tempi più recenti un nuovo fenomeno abbia riportato al centro il valore di una creatività capace di sfruttare appieno le opportunità offerta dallo sviluppo tecnologico. Dimostrando, poi, che oggi il fulcro di una campagna non è necessariamente il solito spot, ma può essere costituito da una installazione capace di sorprendere e attirare i cittadini per strada. Questi tre casi, in cui sono coinvolti Misereor, il Melanoma Institute Australia e la Swedish Childhood Cancer Foundation lo dimostrano.

Lo spot del Misereor:

I meccanismi psicologici su cui si basano sono molto intuitivi: curiosità, interazione e riscontro immediato. Più quella componente di ‘gioco’ e gamification tanto cara alla comunicazione attuale. Con un semplicissimo gesto, quello di strisciare la carta, i passanti possono immaginare i benefici delle proprie donazioni grazie al pannello digitale. Una gratificazione moderna e inusuale, che riesce a catturare il difficilissimo pubblico di piazze e strade.

Lo spot del Melanoma Institute Australia:

Lo spot della Swedish Childhood Cancer Foundation:

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