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Spot istituzionali, stretta sull’AI. Barachini: “Vietati attori e voci artificiali”

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Una circolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria impone l’uso di interpreti umani e l’obbligo di indicare chiaramente i contenuti realizzati con il contributo dell’intelligenza artificiale

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio introduce una stretta sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella comunicazione istituzionale. Con una circolare emanata su impulso del sottosegretario Alberto Barachini vengono fissati criteri precisi per la realizzazione degli spot destinati alla diffusione sulle reti televisive e radiofoniche.

L’obiettivo si legge nella circolare, è garantire la trasparenza verso i cittadini, preservare l’autenticità e la credibilità della comunicazione pubblica e tutelare l’occupazione nel settore della produzione culturale e audiovisiva.

Solo attori, speaker e doppiatori umani

La principale novità riguarda il divieto di utilizzare attori e voci generati artificialmente. Gli spot istituzionali dovranno essere interpretati esclusivamente da persone reali e la componente audio dovrà essere affidata ad attori, speaker o doppiatori umani. Non sarà quindi consentito impiegare voci sintetiche prodotte attraverso sistemi di intelligenza artificiale, né utilizzare attori virtuali generati dall’IA.

Quando l’intelligenza artificiale è consentita

Gli spot realizzati con l’AI potranno essere diffusi quando vengono prodotti in grafica o animazione, quando utilizzano immagini e filmati di repertorio oppure quando l’intelligenza artificiale viene impiegata esclusivamente nella fase di post-produzione di contenuti girati con attori reali.

La diffusione riguarda in particolare gli spazi messi gratuitamente a disposizione dalla Rai sulle reti televisive e radiofoniche, secondo quanto previsto dalla normativa sulla comunicazione istituzionale.

Obbligatoria la dicitura “Realizzato con contributo IA”

Nei casi in cui venga utilizzata l’intelligenza artificiale, il suo impiego dovrà essere sempre chiaramente riconoscibile dal pubblico. Gli spot dovranno riportare la dicitura “Realizzato con contributo IA”, che dovrà rimanere visibile per almeno sette secondi dall’inizio del messaggio.

L’obbligo viene introdotto in coerenza con quanto previsto dall’articolo 50 dell’AI Act europeo e con i principi contenuti nella normativa italiana sull’intelligenza artificiale, che richiedono la chiara identificazione dei contenuti generati o modificati mediante strumenti di IA generativa.

Deroga temporanea per gli spot già commissionati

La circolare prevede infine una fase transitoria per le amministrazioni che hanno già commissionato spot i cui contratti consentono una realizzazione esclusiva attraverso l’intelligenza artificiale.

Questi contenuti potranno essere diffusi in via eccezionale, a condizione che vengano trasmessi al Dipartimento per l’informazione e l’editoria entro il 31 luglio 2026. La messa in onda dovrà comunque avvenire entro il 30 settembre 2026. Dopo questa data entreranno pienamente in vigore i nuovi criteri, con il divieto di utilizzare voci e attori generati artificialmente negli spot istituzionali.

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