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#SosTech. Che cosa è lo spettro radio e perché è così importante (Seconda Parte)

Frequenze

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Rubrica settimanale #SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe.
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Nella prima parte de Che cosa è lo spettro radio e perché è così importante, è stata fornita una definizione generale dello spettro radio, sono stati elencati alcuni dei principali servizi che poggiano sul medesimo, e sono stati condivisi dati di mercato collezionati da GSMA (Groupe Speciale Mobile Association) per renderne ben chiara ed evidente l’importanza.

Tra i servizi che muovono dall’impiego delle onde radio, figura la banda larga mobile. Per confrontare tutte le soluzioni confezionate dagli ISP (Internet Service Provider) per l’accesso alla Rete in banda larga mobile, si consiglia di fare riferimento al servizio di comparazione delle offerte Internet Mobile curato dagli esperti di SosTariffe.it.

In questa seconda parte del focus, sempre con l’aiuto di GSMA, si individueranno le frequenze radio che meglio possono supportare le comunicazioni mobili.

L’importanza delle bande e dei canali

Lo spettro radio, si ricorda, è una porzione dello spettro elettromagnetico, suddiviso in bande di frequenza. GSMA colloca le onde radio nelle frequenze comprese tra i 10kHz e i 100GHz. In termini di lunghezza d’onda, le frequenze basse sono lunghe circa 30 km, mentre quelle alte circa 3 mm.

Ciascuna banda di frequenza è assegnata a un determinato servizio. Per esempio, in Europa, Medio Oriente e Africa, la banda radio FM, che opera tra gli 87.5MHz e i 108MHz, è utilizzata per le trasmissioni radiofoniche. Ciascuna banda, inoltre, è a sua volta suddivisa in canali. Nell’esempio in oggetto, ciascun canale permette di trasmettere un determinato servizio radio.

 

Più ampie sono le bande e i canali, maggiori sono le informazioni che possono essere veicolate attraverso gli stessi. Ecco perché si utilizzano espressioni del tipo banda larga e ultralarga. Si pensi, per analogia, alle strade. Più ampia è una strada, più corsie possono essere sfruttate per veicolare il traffico. La banda è la strada, i canali sono le corsie.

Le frequenze radio per le comunicazioni mobili

 

Le frequenze radio differiscono in termini di copertura e capacità trasmissiva. Le frequenze più basse forniscono la copertura più ampia, perché sono in grado di penetrare gli oggetti con efficacia e dunque di superare più ostacoli, compresi i muri esterni e interni degli edifici. Le frequenze più basse sono tuttavia anche quelle con la minore capacità trasmissiva.

Le frequenze più alte deludono invece in termini di copertura, perché non in grado di penetrare gli oggetti con efficacia. I segnali, dunque, degradano di fronte a un muro o a un altro ostacolo. Le frequenze più alte sono però anche quelle con la maggiore capacità trasmissiva.

Le frequenze radio ideali per le comunicazioni mobili sono quelle comprese tra i 300MHz e i 5GHz.

Nelle aree geografiche con minore densità di popolazione, gli ISP ricorrono in via principale alle frequenze radio più basse per garantire la più copertura possibile senza la necessità di installare un elevato numero di stazioni base, spiega GSMA.

Nelle aree geografiche densamente popolate, invece, gli ISP tendono a impiegare le frequenze radio più alte per assicurare la maggiore capacità trasmissiva possibile, ma tale scelta rende necessario installare molteplici stazioni base, per superare i limiti di cui sopra.

Ecco perché, soprattutto nelle aree rurali, e in particolare nei mercati emergenti, gli operatori si danno battaglia per acquisire quanto più spettro possibile nelle frequenze radio più basse (sotto a 1GHz), mentre nelle aree urbane la sfida è ad accaparrarsi le bande di frequenza più alte (2 – 3GHz), evidenzia GSMA.

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