Le proposte di riforma sulla gestione dello spettro radio contenute nel Digtal Networks Act (DNA) possono migliorare la certezza nel momento in cui più di 500 licenze d’uso scadranno nel prossimo decennio, dando agli operatori più fiducia e certezza per investire nel futuro digitale dell’Europa. E’ questo il messaggio che emerge dall’ultimo report della GSMA “Spectrum pricing and renewal in Europe” (scarica il PDF) che tratta appunto delle proposte del DNA in materia di frequenze radio.
Tuttavia, il periodo di transizione proposto lascerebbe oltre il 50% delle licenze in scadenza al di fuori dell’ambito di applicazione dei principi di rinnovo automatico, prolungando l’incertezza e compromettendo l’efficacia della riforma, aggiunge l’associazione.

Il commento al DNA
In un post, Manuel R. Marti Director, Spectrum Policy, Europe della GSMA riflette sulle opportunità offerte dal DNA per la gestione dello spettro in Europa.
Quarantaquattro anni fa, l’Europa si unì per sviluppare la prima rete cellulare digitale standardizzata al mondo, in seguito nota come GSM. Da allora molto è cambiato e ora l’attenzione è rivolta all’estensione del 5G, al soddisfacimento della crescente domanda di dati e al supporto di nuovi servizi digitali.
Oggi, l’Europa ha un’altra opportunità per dimostrare la propria leadership nella gestione dello spettro mobile. Il Digital Networks Act (DNA) proposto dalla Commissione europea, pubblicato nel gennaio 2026, è una profonda revisione normativa volta a modernizzare e armonizzare il diritto delle telecomunicazioni dell’UE. Sebbene gran parte del quadro normativo non raggiunga l’obiettivo di innovare il settore, le sue disposizioni in materia di spettro rappresentano un passo nella giusta direzione.
L’offerta
La connettività mobile è alla base delle ambizioni digitali dell’Europa e gli investimenti cresceranno laddove la regolamentazione sarà favorevole. La proposta DNA dimostra una certa comprensione di questo aspetto nelle sue misure relative allo spettro, che includono:
• Licenze di spettro a tempo indeterminato e rinnovi automatici
• Strategie e piani d’azione a lungo termine per la gestione dello spettro
• Una metodologia comune di determinazione dei prezzi dello spettro, incentrata sugli investimenti
• Revisione anticipata da parte della Commissione europea delle assegnazioni e dei rinnovi
• Maggiore enfasi sulla condivisione dello spettro
Oggi, l’UE è in ritardo rispetto ai leader globali nel 5G di alta qualità (standalone), il che limita la sua competitività digitale. Le ragioni sono molteplici, tra cui condizioni di assegnazione dello spettro frammentate, aste mal progettate e costose e brevi durate delle licenze, che fanno lievitare i costi dello spettro e limitano la diffusione. Licenze a tempo indeterminato, rinnovi automatici e pianificazione a lungo termine favoriscono una diffusione della rete più prevedibile in tutti gli Stati membri.
Le riforme proposte nel DNA possono migliorare la certezza in un momento in cui oltre 500 licenze scadranno nel prossimo decennio, dando agli operatori la fiducia necessaria per investire nel futuro digitale dell’Europa. Tuttavia, il periodo di transizione proposto lascerebbe oltre il 50% delle licenze in scadenza al di fuori dell’ambito di applicazione dei principi di rinnovo automatico, prolungando l’incertezza e compromettendo l’efficacia della riforma. L’applicazione delle regole fin dal primo giorno di attuazione garantirebbe che i benefici si manifestino senza indugio.
Rinnovi automatici dello spettro, i vantaggi secondo la GSMA
I rinnovi automatici a basso costo potrebbero aumentare la velocità di rete fino al 23% e generare fino a 75 miliardi di euro di PIL europeo entro il 2035. Una maggiore certezza nel DNA rafforza anche il mercato secondario, consentendo lo scambio di spettro a condizioni commerciali e promuovendo un uso efficiente, la concorrenza e l’innovazione.
Negli ultimi 10 anni prezzi dello spettro triplicati, ma i ricavi per Mhz sono dimezzati
Negli ultimi dieci anni, i prezzi dello spettro sono triplicati, mentre i ricavi per MHz si sono dimezzati in Europa, spesso a causa di fattori non di mercato. Riconoscendo l’onere degli elevati costi dello spettro e il rischio di cronici sottoinvestimenti, il DNA adotta un approccio che privilegia gli investimenti in materia di licenze e assegnazioni.
Un approccio tariffario più coerente, unitamente alla raccomandazione della Commissione su una metodologia di prezzo comune e alla priorità data alla realizzazione della rete e agli impegni di qualità rispetto alle tariffe, potrebbe contribuire ad allineare gli incentivi con gli investimenti a lungo termine. Potrebbe inoltre garantire che i quadri tariffari rimangano sostenibili senza compromettere la sovranità nazionale.
Vantaggi anche per servizi terrestri e satellitari
La proposta del DNA di standardizzare le condizioni di licenza e gli obiettivi di assegnazione in tutta l’UE può favorire una diffusione più coerente e tempestiva delle reti avanzate negli Stati membri.
Le proposte prevedono una procedura obbligatoria per lo spettro del mercato unico europeo, in sostituzione della revisione tra pari volontaria. Questo cambiamento dovrebbe promuovere la cooperazione senza centralizzare l’autorità, consentendo agli Stati membri di mantenere la gestione a livello nazionale. Trovare questo equilibrio garantirà che le decisioni sullo spettro riflettano le esigenze locali degli Stati membri. Queste modifiche potrebbero anche consentire l’assegnazione e l’autorizzazione dello spettro a livello europeo per i servizi terrestri e satellitari.
Obbligo di condivisione dello spettro se sottoutilizzato
Il DNA esamina anche la condivisione dello spettro e la rende obbligatoria qualora sia sottoutilizzato. Prende inoltre in considerazione la condivisione dello spettro tramite una “banca dati dinamica” dello spettro a livello europeo. Sebbene la condivisione possa promuovere una maggiore efficienza dello spettro, esiste il rischio che possa ledere i diritti dei titolari di licenze primarie e occorre un’attenta gestione per proteggere questi utenti dalle interferenze.
La proposta di un’autorizzazione armonizzata e centralizzata delle reti satellitari e dello spettro può contribuire a ridurre la frammentazione e a semplificare la regolamentazione satellitare. Le disposizioni includono salvaguardie per proteggere le reti mobili dalle interferenze causate dalla connettività satellitare D2D, aspetto fondamentale in quanto gli Stati membri stanno valutando l’autorizzazione dei servizi D2D.
La strada da percorrere
L’Europa ha una nuova opportunità per dimostrare la leadership che ha esercitato nell’era GSM, migliorando la gestione dello spettro. Mentre il DNA avanza nell’iter legislativo, i responsabili politici dovrebbero adoperarsi per preservare e, ove possibile, rafforzare le proposte relative allo spettro, passando da licenze a tempo indeterminato a strutture tariffarie più prevedibili. In questo modo si contribuirà a realizzare la connettività, l’innovazione e la competitività richieste dalle ambizioni digitali dell’Europa.

Le raccomandazioni ai policy maker sullo spettro
Questo studio ha dimostrato che nei prossimi 10 anni in Europa sono previsti oltre 500 rinnovi di licenze per lo spettro, offrendo così alle autorità di regolamentazione l’opportunità di allentare la pressione finanziaria sugli operatori e di stimolare maggiori investimenti nel settore. Ciò consentirà ai Paesi di raggiungere più facilmente gli obiettivi del Decennio Digitale e permetterà a consumatori e imprese di accedere a reti mobili paragonabili a quelle delle principali regioni 5G, tra cui l’Asia-Pacifico, i Paesi del CCG, la Grande Cina e il Nord America. Le evidenze empiriche hanno chiaramente dimostrato che gli elevati costi dello spettro riducono la capacità degli operatori di investire nelle proprie reti, con conseguente riduzione della copertura e della qualità della rete. Applicando queste evidenze in Europa, dove i costi dello spettro rappresentano attualmente l’8% dei ricavi ricorrenti degli operatori, le autorità di regolamentazione hanno l’opportunità di ridurre i costi dello spettro nei prossimi 10 anni e potenzialmente sbloccare 24 miliardi di euro di nuovi investimenti, che potrebbero migliorare la qualità della rete fino al 23% e generare ulteriori 75 miliardi di euro di PIL.
Le raccomandazioni della GSMA ai policy makers
Alla luce di queste evidenze, si possono trarre diverse implicazioni politiche. In particolare, le autorità di regolamentazione europee dovrebbero prendere in considerazione le seguenti azioni:
• Dare priorità al miglioramento della certezza e degli incentivi agli investimenti nelle valutazioni di rinnovo. Le autorità di regolamentazione dovrebbero garantire che i rinnovi dello spettro creino le condizioni affinché il settore investa nelle reti, assicurando la certezza e la redditività a lungo termine delle operazioni.
• Semplificare e ottimizzare il processo di rinnovo applicando proroghe amministrative. Sebbene le aste ben progettate rappresentino uno strumento importante per assegnare lo spettro quando la domanda è superiore all’offerta, in particolare per le nuove bande, le bande esistenti sono già state assegnate attraverso un processo competitivo. Un’ulteriore asta creerebbe incertezza,
che può essere evitata tramite un rinnovo amministrativo,
e qualsiasi modifica alla distribuzione ottimale
delle bande esistenti può essere ottenuta tramite la compravendita dello spettro.
• Rinnovare automaticamente le licenze a tempo indeterminato. Una durata indeterminata offre agli operatori la certezza normativa di investire nell’espansione della rete e nella modernizzazione delle bande esistenti, eliminando il rischio che le loro disponibilità di spettro cambino in modo significativo, e consente inoltre di ammortizzare gli investimenti relativi allo spettro su un periodo di tempo più lungo, quando la vita utile dell’asset è superiore alla durata della licenza.
Come minimo, le licenze dovrebbero avere una durata di almeno 40 anni. Per garantire che lo spettro venga assegnato agli utenti più efficienti nel tempo, le autorità di regolamentazione dovrebbero agevolare la compravendita e il leasing dello spettro, che sarebbero incentivati dall’implementazione di licenze a tempo indeterminato.
• Non riservare spettro a un nuovo operatore o per un uso localizzato. Le autorità di regolamentazione dovrebbero essere molto caute nell’utilizzare i rinnovi (e le aste di nuove bande) per promuovere un nuovo operatore nel mercato della telefonia mobile. L’esperienza passata dell’Europa ha evidenziato il rischio che un nuovo operatore non sia sostenibile a lungo termine, unitamente alla probabilità di gonfiare artificialmente i costi dello spettro (riducendo così gli investimenti). Allo stesso modo, riservare spettro per uso locale non ha dimostrato di produrre benefici in termini di digitalizzazione aziendale, ma ha ridotto la qualità delle reti mobili pubbliche. A meno che le autorità di regolamentazione non siano in grado di produrre nuove e solide prove del contrario, dovrebbero evitare di riservare o assegnare spettro nelle bande IMT. Le riserve di spettro ridurrebbero artificialmente lo spettro disponibile per le reti mobili, aumentando quindi i prezzi dello spettro nelle aste, riducendo l’efficienza delle implementazioni di rete e compromettendone la copertura e la qualità.
• Rinnovare le licenze con largo anticipo rispetto alla data di scadenza. È importante che le autorità di regolamentazione forniscano agli operatori una certezza normativa a lungo termine per i rinnovi delle licenze.
Senza questa chiarezza, sussiste il rischio che gli operatori perdano l’accesso a parte del loro spettro esistente.
Ciò richiederebbe una significativa riconfigurazione delle reti e potrebbe comportare una perdita di clienti e di ricavi, con conseguenti ripercussioni sugli incentivi agli investimenti.
Inoltre, se esiste il rischio che un operatore debba pagare un prezzo elevato per il rinnovo dello spettro (o in un’asta), dovrà accantonare fondi che potrebbero essere investiti nella rete. Considerato che il 2030 rappresenta un punto chiave entro il quale la Commissione europea spera di raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale, nonché la data in cui si prevede l’inizio delle implementazioni del 6G, qualsiasi incertezza relativa al rinnovo delle licenze nel periodo 2025-2035 potrebbe comportare un ulteriore arretramento dell’Europa rispetto ai paesi che hanno garantito agli operatori una certezza a lungo termine in materia di spettro.
• Collaborare con il settore della telefonia mobile per definire obiettivi di connettività ben precisi e raggiungibili laddove necessario.
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