Il programma spaziale dell’Esa per il 2026
La corsa allo Spazio è risultato di una rinnovata rivalità multipolare tra USA, Cina, Russia e attori privati per controllo di orbite, satelliti e risorse lunari, con implicazioni su sicurezza, economia e geopolitica. Per l’Europa, la Space Economy rappresenta l’opportunità di ridurre dipendenze tecnologiche, promuovere autonomia strategica e garantire crescita economica.
Tutti temi a cui direttamente o indirettamente ha fatto cenno il Direttore Generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Josef Aschbacher, in occasione della conferenza stampa di inizio anno presso la sede dell’Esa a Parigi.
Dopo aver ricordato il nuovo di budget per l’Agenzia di 22,3 miliardi di euro (per il triennio 2026-2028), stanziato all’ultima ministeriale Esa di novembre a Brema, in aumento del 31% rispetto all’anno scorso, Aschbacher ha annunciato per il 2026 il lancio di 65 nuovi satelliti contro i 46 del 2025: “un record assoluto rispetto agli anni precedenti”.
Secondo i programmi presentati a Parigi, l’Esa lavorerà a cinque obiettivi cruciali per l’anno in corso e riguardano: la protezione della Terra e lo studio del clima, con ben 48 satelliti per l’osservazione della Terra contro i 22 del 2025, e poi l’esplorazione con 12 nuove missioni, il rafforzamento dell’autonomia europea nell’accesso allo spazio con il debutto del nuovo lanciatore Ariane 64, all’accelerazione della crescita e della competitività in Europa e la capacità di ispirare le giovani generazioni.
Riguardo al settore Earth Observation, come ci ha ricordato l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti intervenuta alla seconda edizione della conferenza internazionale “Space & Underwater 2026“ di Roma, promossa dalla testata Cybersecurity Italia del nostro Gruppo editoriale, questo è uno dei pochi ambiti in cui l’Europa non deve inseguire i grandi player globali, ma può partire da una posizione di forza: “Abbiamo una flotta di satelliti per l’osservazione della Terra che sicuramente è world class e continueremo a migliorare, perché l’osservazione della Terra ha avuto diversi miliardi di budget”.
Il programma spaziale europeo per il 2026
Centrale l’autonomia strategica per l’accesso europeo allo Spazio
Per l’anno in corso, Aschbacher ha dichiarato che l’Agenzia potrà contare su un budget di 8,26 miliardi di euro: circa il 30%, pari a 2,4 miliardi di euro, sarà destinato ai programmi di osservazione della Terra, in particolare attraverso il lancio di 48 nuovi satelliti; oltre 1,2 mld di euro saranno dedicati alla navigazione; 996 mln alle comunicazioni e 818 milioni di euro ai programmi di esplorazione umana e robotica.
Per quanto riguarda i lanciatori e quindi parliamo di autonomia strategica di accesso dell’Europa allo Spazio: “siamo sulla buona strada per accelerare ulteriormente i lanci di Ariane 6 e Vega-C” e per “raggiungere la cadenza prevista nei prossimi anni“, ha detto Aschbacher.
Sul fronte dei programmi di esplorazione e di scienza spaziale, sono attualmente in corso 15 missioni e 12 in fase di preparazione, ha ricordato il direttore generale.
Verso la Luna e la ISS
Ad aprire gli avvenimenti spaziali europei del nuovo anno ci sarà la missione dell’astronauta Sophie Adenot, che fa parte dell’equipaggio della missione Crew 12, il cui lancio è in programma non prima del 15 febbraio e porterà quattro nuovi membri di equipaggio verso la Stazione spaziale internazionale (ISS).
A riguardo, nelle ultime ore e per la prima volta in 25 anni, la NASA ha annunciato che riporterà a casa in anticipo gli astronauti che si trovano a bordo della ISS, dopo che uno dei membri dell’equipaggio della missione Crew-11 è stato interessato da un serio problema di salute.
La Luna, infine, è sempre in primo piano per l’Esa, con la partecipazione alla missione Artemis 2 diretta all’orbita lunare all’insegna di una solida collaborazione con la Nasa, definita “positiva” da Aschbacher: “Lavoriamo quotidianamente sulla Stazione Spaziale Internazionale – ha aggiunto – e poi sull’osservazione della Terra, sulla scienza, sull’esplorazione: abbiamo molti ambiti in cui collaboriamo”.
In programma anche il lancio della missione Smile, che offrirà all’umanità la prima visione completa di come la Terra reagisce ai flussi di particelle e alle esplosioni di radiazioni provenienti dal Sole. Durante il 2026 è atteso infine l’arrivo di BepiColombo in orbita attorno a Mercurio dopo un viaggio di otto anni, dove raccoglierà dati per rispondere a molte domande complesse sul pianeta meno esplorato del Sistema Solare interno.
