Il quadro

Spazio, Aschbacher (ESA) al Summit di Parigi: “Servono 10 miliardi per l’indipendenza spaziale della Ue”

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Il direttore generale dell'ESA Josef Aschbacher al summit di Parigi: "Servono 10 miliardi di euro in 10 anni per l'indipendenza spaziale, altrimenti i nostri astronauti saranno passeggeri sulle navi degli altri. Ma anche questo ha un costo". Von del Leyen: "Abbiamo mobilitato 2 miliardi in venture capital per le nostre aziende spaziali". Macron alle telco Ue: "Subito un'alleanza europea per il D2D satellitare".

Fare sistema creare un’orbita comune nello Spazio, per essere artefici del proprio destino nel futuro dell’esplorazione spaziale e della colonizzazione di nuovi pianeti, a partire dalla Luna e da Marte. E’ questo in sintesi il messaggio che arriva dal Summit Internazionale di Parigi, dove il presidente Macron ha chiamato a raccolta l’Europa per fare il punto sulla strategia futura del Vecchio Continente in materia di esplorazione, satelliti, orbita bassa e strategie spaziali comuni in termini di sicurezza.

In assenza dei big americani, SpaceX e Amazon LEO in primis, che hanno dato buca all’ultimo momento su input della Casa Bianca, Macron ha dovuto prendere atto della defezione del cancelliere tedesco Friedrich Merz, scottato dalla debacle elettorale in Sassonia Anhalt.

In compenso, le priorità per mettere in atto una strategia europea indipendente sono presto detti.

Aschbacher (ESA): “Servono 10 miliardi per l’indipendenza spaziale europea”

“Un investimento di un miliardo all’anno per i prossimi dieci anni” è la somma necessaria all’Europa per progettare un’esplorazione spaziale autonoma, a partire dalla Luna e poi da Marte, ma anche per progettare la propria costellazione satellitare in orbita bassa (LEO) in altre parole il programma Iris2, e i propri lanciatori.  

Lo ha detto il Direttore Generale dell’ESA Josef Aschbacher nel suo intervento odierno a Parigi, nel quale ha poi enumerato gli obiettivi di una strategia spaziale comune a livello UE. “in primo luogo, assicurare all’Europa l’accesso e la presenza nel mercato LEO nell’era post ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) per l’esplorazione umana e robotica. Rafforzare la presenza europea sulla Luna e intorno alla Luna, con la prospettiva di arrivare ad un’autonomia europea. Usare l’orbita bassa LEO e la Luna come banchi di prova per tecnologie, capacità e partnership per arrivare alla fine su Marte e anche oltre”.

Gran parte dei fondi potrebbero arrivare dal settore privato del venture capital, auspica il Direttore Generale dell’ESA.

L’alternativa, se l’Europa non dovesse farcela a mettere i fondi sul piatto spaziale, sarà la subalternità e la dipendenza da altre potenze extra Ue, Usa e Cina in prima fila. Ma anche fare i “passeggeri” su altre navicelle spaziali avrà un costo non indifferente per l’Europa, quantificato in almeno 5 miliardi di euro nei prossimi 10 anni per poter partecipare alle missioni organizzate e gestite da altri.

Ne vale la pena?

A questo punto non resta che verificare la volontà politica dei diversi Stati europei, che a loro volta hanno fissato una sorta di agenda in vista della ministeriale del 2028.  

Economia spaziale mercato globale da 500 miliardi di dollari nel 2025

Dietro la battaglia per l’accesso allo spazio sta emergendo un mercato in forte espansione. Secondo uno studio di PwC, l’economia spaziale globale, che ha superato i 500 miliardi di dollari nel 2025, dovrebbe raggiungere 1.100 miliardi di dollari entro il 2035, trainata dalle comunicazioni satellitari, dalla navigazione, dall’osservazione della Terra, dai servizi di lancio e dalle attività lunari.

Pressione dalla Casa Bianca. Il nodo della banda 2 GHz

L’Europa avrà il suo spazio? La questione della condivisione delle frequenze in banda 2 GHz non può essere affrontata in modo adeguato senza i colossi americani SpaceX e Blue Origin, che si sono ritirati tra voci di pressioni da parte della Casa Bianca. Il disimpegno degli Stati Uniti da alcuni programmi congiunti con l’Europa ha spinto gli europei a interrogarsi sulla propria dipendenza da questa potenza e sul proprio ruolo nell’esplorazione lunare.

La sfida del razzo riutilizzabile

Lo sviluppo di capacità di volo con equipaggio è tornato in primo piano. Il capo dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher, ha detto che l’Europa potrebbe sviluppare voli con equipaggio a “un costo ragionevole”. ArianeGroup, l’azienda che ha progettato Ariane 6, ha dichiarato che il lanciatore pesante europeo potrebbe essere adattato per voli con equipaggio. Il vertice si svolge in un momento in cui il presidente Trump ha fissato l’obiettivo di 1.000 lanci all’anno entro il 2030, mentre l’Europa, che attualmente effettua solo poche decine di lanci, rischia una carenza di vettori di lancio entro lo stesso periodo.

Ad agosto, l’azienda cinese LandSpace ha recuperato con successo il primo stadio del lanciatore pesante Zhuque-3, paragonabile al Falcon 9 di SpaceX, mentre l’Europa non ha ancora testato un razzo riutilizzabile.

Sul fronte politico, le divergenze franco-tedesche e l’assenza del cancelliere Friedrich Merz rischiano di offuscare l’importanza del vertice. Berlino rimane molto aperta ai lanciatori americani di SpaceX, mentre Parigi promuove soluzioni europee.

L’appello dei ministri degli Stati membri al Summit di Parigi

Alla luce di tutto questo, i ministri degli Stati membri hanno sottoscritto un appello congiunto all’ESA, per deliberare in merito durante la Riunione Ministeriale Intermedia del dicembre di quest’anno: “È giunto il momento di definire un chiaro indirizzo politico. Pertanto, determinati a: i. ii. iii. iv. rafforzare l’autonomia dell’Europa nell’esplorazione spaziale laddove è fondamentale, approfondendo al contempo la cooperazione internazionale; sviluppare capacità chiave che garantiscano la presenza europea nell’orbita terrestre bassa e potenzino la partecipazione europea sulla Luna e nelle sue vicinanze; promuovere approcci commercialmente validi, competitivi ed economicamente efficienti, che rafforzino la base industriale europea ed espandano le opportunità di innovazione e crescita; e garantire che l’Europa rimanga un partner affidabile e indispensabile nella prossima grande impresa dell’umanità nello spazio, invitiamo l’Agenzia Spaziale Europea a predisporre senza indugio le opzioni necessarie per tradurre questa ambizione in un’azione concreta e duratura, affinché i ministri possano deliberare in merito durante la Riunione Ministeriale Intermedia del dicembre di quest’anno”, si legge nel documento.

Spazio, Von der Leyen: “Servono investimenti su larga scala, stiamo mobilitando 2 miliardi in venture capital per le nostre aziende spaziali”

Dal canto suo, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nel suo intervento ha fissato le priorità. “Innanzitutto, dobbiamo agire come un’unica Europa. La Commissione, l’Agenzia spaziale europea e i governi nazionali devono unire le forze. Le nostre industrie chiedono una domanda chiara e prevedibile, per avere la certezza necessaria a investire e crescere. Ciò è particolarmente evidente nel settore del trasporto spaziale. Con Ariane 6 e Vega-C, l’Europa dispone di proprie capacità di lancio. Inoltre, in tutto il continente sta emergendo una nuova generazione di aziende innovative. Proprio questo fine settimana, una start-up tedesca, sostenuta da un finanziamento di 10 milioni di euro dell’European Innovation Council, ha lanciato in orbita il primo razzo commerciale dall’Europa continentale. Ora dobbiamo sfruttare questo slancio. Ecco perché, insieme all’Agenzia spaziale europea, ci impegniamo a realizzare una nuova visione europea per l’accesso allo spazio: aggregare la domanda europea e agire come clienti di riferimento per i lanciatori europei. È così che manterremo competitiva l’industria europea del trasporto spaziale e garantiremo il nostro accesso autonomo allo spazio.

In secondo luogo, servono investimenti su larga scala. Con il nostro strumento di investimento Cassini, stiamo mobilitando 2 miliardi di euro in capitale di rischio a favore delle aziende spaziali europee. Ciò favorisce l’innovazione qui in Europa, sostenendo realtà che vanno dalle imprese che tracciano le navi sfuggite ai sistemi convenzionali a quelle che sviluppano veicoli spaziali riutilizzabili per trasportare carichi in orbita e, un giorno forse, anche persone. Il nostro nuovo fondo “Scaleup Europe” da 5 miliardi di euro si spinge oltre: investe in tecnologie strategiche – incluso il settore spaziale – per le quali l’Europa ha bisogno di campioni a livello globale. Inoltre, nella nostra proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE, lo spazio è al centro del Fondo europeo per la competitività. Abbiamo proposto uno stanziamento di 131 miliardi di euro per difesa, sicurezza e spazio: una cifra cinque volte superiore ai fondi attualmente disponibili. Dobbiamo mantenere alta l’ambizione e portare a termine questo progetto. Perché, ancora una volta, le tecnologie che finanziamo oggi determineranno la nostra competitività di domani.

Von der Leyen: “Abbiamo proposto un mercato unico delle comunicazioni satellitari con l’assegnazione dello spettro a livello europeo”

In terzo luogo, dobbiamo trasformare la dimensione europea in un vantaggio. Le nostre aziende non competono più principalmente su scala nazionale o europea, ma si confrontano con imprese a livello globale. Le nostre politiche devono rispecchiare questa realtà. Tutto parte dal Mercato unico: abbiamo proposto un “Mercato unico delle comunicazioni satellitari”, con l’assegnazione dello spettro a livello europeo. Il nostro “EU Space Act” sostituisce la frammentazione con un quadro europeo comune per la sicurezza, la resilienza e la sostenibilità. In modo che un imprenditore europeo possa costruire e operare, fin dal primo giorno, in un mercato di 450 milioni di persone”.

Macron alle telco Ue: “Subito un’alleanza europea per il D2D satellitare”

Il presidente francese e padrone di casa Emmanuel Macron, nel suo intervento, ha menzionato l’imminente missione spaziale che porterà tre astronauti europei, tra cui il francese Thomas Pesquet, alla Stazione Spaziale Internazionale nel 2027, in collaborazione con l’azienda americana Vast e la NASA.

“Voglio vedere la prima capsula cargo europea, Nyx, attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale entro due anni; il primo modulo lunare europeo, Argonaut, atterrare sulla Luna entro cinque anni; e il primo lancio di una capsula europea con equipaggio da Kourou entro dieci anni, con a bordo astronauti europei e di altre nazioni“, ha detto il presidente.

Ha inoltre invitato gli operatori di telecomunicazioni, i fornitori di costellazioni satellitari e i produttori a “formare, senza indugio, un’alleanza europea ‘Direct-to-Device’ in grado di fornire, entro il 2030”, una connessione diretta tra satelliti e telefoni cellulari, senza dipendere da un’antenna terrestre.

Gli europei devono avere “una qualità di connessione paragonabile al 5G ovunque” entro “dieci anni”, senza zone d’ombra, ha sottolineato Emmanuel Macron. “È una questione di sovranità e di opportunità economiche”, ha sottolineato.

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