Finestra sul mondo

Sparatoria alla scuola Douglas High in Florida, Violenze in Colombia, Il presidente della Bundesbank contro il Bitcoin

Poteri, economia, finanza e geopolitica nelle ultime 24 ore.

di Agenzia Nova |

Finestra sul mondo è una rubrica quotidiana con le notizie internazionali di Agenzia Nova pubblicate in collaborazione con Key4biz. Poteri, economia, finanza, lette in chiave di interdipendenza con un occhio alla geopolitica. Per consultare i numeri precedenti, clicca qui.

Usa, 17 le vittime della sparatoria alla scuola Douglas High in Florida

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Sarebbero 17 le vittime della sparatoria alla scuola superiore Douglas High di Parkland, a circa un’ora da Miami, in Florida. Lo riferisce il quotidiano “New York Times” precisando che tra i morti ci sono studenti, ma anche adulti. L’Ufficio dello sceriffo della contea di Broward ha fatto sapere che l’uomo responsabile della sparatoria e’ stato catturato mente fuggiva verso una vicina cittadina e che e’ un ex studente della scuola. Da primissime informazioni l’uomo armato si chiama Nicolas Cruz, ha 19 anni, ed ha fatto fuoco usando un fucile d’assalto semiautomatico (Ar 15) con diverse cartucce a disposizione. La sparatoria e’ avvenuta ieri alla 14.40 (le 20.40 in Italia). Gli studenti e il personale scolastico hanno riferito di aver sentito colpi d’arma da fuoco quando e’ suonata la campanella della fine delle lezioni. Parkland ha circa 30 mila abitanti ed e’ una zona benestante di Fort Lauderdale, conosciuta per l’ottima qualita’ delle sue scuole pubbliche. La Douglas High e’ tra le piu’ grandi scuole del distretto di Broward e conta circa 3 mila studenti. Il presidente Donald Trump su Twitter ha offerto le sue condoglianze alla famiglie delle vittime, oltre a precisare che “nessun giovane, insegnante o altra persona dovrebbe mai sentirsi insicuro in una scuola americana”. Trump e’ in contatto con il governatore della Florida, Rick Scott, che si sta recando sul luogo della strage.

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Colombia, bilancio su mobilitazione armata Eln: in tre giorni otto volte le violenze di una settimana

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Sono 14 le azioni violente compiute dall’Esercito di liberazione nazionale (Eln) nel corso della mobilitazione armata (“paro armado”) indetta da sabato a martedi’ scorso per costringere il governo della Colombia a riprendere i negoziati di pace. Lo riferisce il Centro di ricerche per l’analisi dei conflitti (Cerac) in un rapporto rilanciato dal quotidiano “El Espectador”. Il numero di azioni violente, segnala il Cerac, e’ stato in soli tre giorni otto volte maggiore alla media settimanale che l’Eln ha fatto registrare negli ultimi cinque anni e tre volte maggiore al livello medio mensile. L’istituto di ricerca segnala che nonostante “l’aumento sostanziale” del numero di azioni, l’Eln non si e’ mostrata capace di lanciare un’offensiva a livello nazionale e di operare in zone in cui non aveva gia’ agito in passato. Il rapporto sottolinea anche il fatto che nessuno dei dieci attacchi sferrati contro oleodotti e altre infrastrutture petrolifere – tradizionale bersaglio della guerriglia – abbia effettivamente causato danni. I paramilitari hanno provocato cinque esplosioni contro infrastrutture viarie, dato alle fiamme quattro veicoli, effettuato due blocchi stradali, un attacco con arma da fuoco contro la forza pubblica, un attacco con esplosivi contro una pattuglia della forza pubblica, un’incursione in un centro di salute e un sequestro di un civile. L’iniziativa dei paramilitari era scattata alle 6 di mattina di sabato 10 ed era stata indetta per costringere il governo a tornare al tavolo dei negoziati di pace aperto nei mesi scorsi a Quito, in Ecuador. Gli attacchi sono costati la vita a due guerriglieri, morti mentre tentavano di far esplodere un ordigno piazzato per sabotare un ponte, e a un militare impegnato in un’operazione di contrasto a milizie dell’Eln. Lunedi’, nel pieno della mobilitazione, l’Eln diffondeva un comunicato nel quale ribadiva la propria disponibilita’ a riprendere “formalmente e d’immediato” trattative che permettano di siglare un “nuovo e migliore cessate il fuoco”. La guerriglia, scriveva sul suo profilo twitter il presidente colombiano Juan Manuel Santos alla vigilia del “paro armado”, “non ha capacita’ di sferrare colpi militari, ma solo terroristici”, dice di “volere la pace ma si contraddicono con i fatti e fin quando non ci sara’ una minima coerenza sara’ difficile riprendere il dialogo”. Il “paro armado” e’ un’azione armata contro obiettivi civili e militari, usata nel tempo da diverse organizzazioni ribelli dell’America latina. Come in questo caso, viene annunciata con anticipo per dare modo alla popolazione di conoscere i rischi che si possono correre circolando nelle zone interessate.

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Usa-Pakistan, Washington ipotizza mozione per inserire Islamabad in “lista nera” dei paesi che finanziano il terrorismo

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Gli Stati Uniti vogliono inserire il Pakistan nella “lista nera” dei paesi che non stanno facendo abbastanza per contrastare il finanziamento al terrorismo. L’occasione che si presenta e’ quella di Parigi, dove, la prossima settimana si terra’, ricorda il quotidiano “New York Times”, l’incontro del Gruppo di lavoro per l’azione finanziaria (Financial action task force, Fatf), un organismo creato per contrastare riciclaggio di denaro e il finanziamento di attivita’ terroristiche. Gli Stati Uniti presenteranno, quindi, un mozione in quella sede. Il Pakistan ha gia’ fatto parte della “lista nera” dal 2012 al 2015 e le autorita’ pakistane temono che il reinserimento possa ostacolare le opportunita’ per il paese di accedere ai mercati internazionali in un momento in cui Islamabad si appresta a restituire circa 3 milioni di dollari di debito. Questa settimana, nel tentativo di evitare di far parte di nuovo della lista, il Pakistan ha adottato sanzioni contro due gruppi che gli Stati Uniti accusano di agire come copertura per l’organizzazione terroristica islamica Lashkar-e-Taiba (Let), sequestrando le loro scuole, ambulanze e altri beni. Da anni gli Usa cercano di convincere il governo pakistano ad agire contro Let che l’India accusa di essere responsabile dell’attacco terroristico a Mumbai nel 2008 in cui sono morte oltre 160 persone.

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Bce, Guindos all’esame del Parlamento europeo con il sostegno della Francia

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Primo esame per il ministro spagnolo dell’Economia Luis de Guindos nella corsa alla vicepresidenza della Banca centrale europea (Bce). Il Parlamento europeo si e’ riunito ieri per valutare i due candidati alla successione del portoghese Vitor Constancio: De Guindos, appunto, e il governatore della Banca centrale irlandese Philip Lane. L’audizione pubblica, riferisce il quotidiano spagnolo “El Pais”, e’ prevista per la fine di febbraio, ma il Parlamento europeo ha indetto una sessione informale a porte chiuse in seno alla commissione per l’Economia, cosi’ da consentire ai vari gruppi politici di porre domande ai candidati. I ministri delle Finanze dei paesi aderenti alla moneta unica si incontreranno il prossimo 19 febbraio per chiarire se uno dei due principali candidati abbia la maggioranza di voti necessaria. Il quotidiano spagnolo “El Mundo” riferisce come la Francia avrebbe assicurato, attraverso il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, il proprio voto a favorevole di De Guindos, secondo quanto riferito da un portavoce ufficiale del ministero dell’Economia francese alla testata spagnola. La Francia e’ un paese chiave, dal momento che la vicepresidenza della Bce e’ soggetta principalmente a un accordo tra Parigi e Berlino su chi sara’ il prossimo presidente della Bce nel 2019, in sostituzione dell’italiano Mario Draghi.

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Gran Bretagna, falliscono i negoziati per il governo regionale dell’Ulster

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – E’ un duro colpo per il primo ministro britannico Theresa May, la quale fino all’ultimo aveva sperato di poter sciogliere quei nodi politici dell’Irlanda del Nord che potrebbero avere potenziali effetti negativi sia sulla tenuta della sua maggioranza a Londra che per il proseguimento delle trattative sulla Brexit con l’Unione europea: ieri mercoledi’ 14 febbraio infatti sembrano essere definitivamente falliti i tentativi di restaurare l’alleanza di governo regionale detta di “power sharing” (“spartizione del potere”, ndr) tra gli storici avversari del Partito democratico dell’Ulster (Dup, che rappresenta i protestanti fedeli alla Corona britannica; ndr) ed il Sinn Fein (il partito erede politico dell’Ira, la formazione armata dei repubblicani cattolici indipendentisti; ndr); un governo che da una decina d’anni aveva assicurato la pace alla tormentata regione settentrionale dell’Isola d’Irlanda annessa al Regno Unito dopo decenni di guerra civile. Ieri uno dei leader del Dup, Simon Hamilton, si e’ spinto fino ad accusare del fallimento la stessa premier Theresa May a causa della visita da lei compiuta lunedi’ 12 febbraio nel capoluogo dell’Irlanda del Nord Belfast assieme al primo ministro della Repubblica d’Irlanda, paese co-garante degli accordi di pace e membro dell’Unione europea. Il Dup, e’ importante ricordarlo, dopo le elezioni del giugno 2017 fornisce una stampella essenziale al governo britannico, che si regge appunto sul voto al Parlamento di Westminster solo grazie ai voti di sei deputati unionisti. Dopo il collasso dei negoziati la leader del Dup, Arlene Foster, si e’ persino spinta a evocare la fine dell’autonomia regionale e a invocare il ritorno dell’amministrazione diretta nell’Ulster da parte del governo di Londra. Una possibilita’ che e’ vista come un anatema dai vicini meridionali della Repubblica d’Irlanda. Il laborista “Guardian” sottolinea che la riedizione del governo regionale di spartizione del potere tra i protestanti unionisti filo-britannici e i cattolici repubblicani filo-Ue e’ assolutamente propedeutico ed e’ una condizione essenziale per il proseguimento delle trattative sul divorzio della Gran Bretagna dall’Unione europea: uno dei punti di maggior frizione infatti e’ proprio il futuro status dopo la Brexit della frontiera che divide la travagliata isola.

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Francia, il ministro dell’Istruzione presenta la riforma del baccalaureato

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Il ministro dell’Istruzione francese, Jean-Michel Blanquer, ha presentato ieri la nuova riforma del baccalaureato, l’esame che gli studenti devono sostenere al termine del liceo. Ne parla la stampa francese, ricordando che il nuovo esame entrera’ in vigore nel 2021. Il ministro ha parlato di una riforma che portera’ a “piu’ eguaglianza”, “piu’ liberta'” e “piu’ semplicita'”. Il progetto avra’ poi l’obiettivo di “decongestionare la societa’ francese e la vita delle imprese”. Come promesso dal presidente Emmanuel Macron in campagna elettorale, l’esame rappresentera’ il 60 per cento del voto finale con quattro prove che si aggiungeranno a quella di francese. Il restante 40 per cento verra’ attribuito attraverso un “controllo continuo”. L’esame orale, incluso in una delle quattro prove, durera’ venti minuti. “Libe’ration” definisce Blanquer come “la quintessenza del macronismo”: un ministro competente, riformatore, con un forte senso politico delle sue azioni. Qualita’ apprezzate anche tra i ranghi dei Repubblicani. “Le Figaro” ricorda che questa sera il ministro sara’ ospite alla trasmissione L’Emission politique su France 2. Una “prova temuta” da molti secondo il quotidiano.

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Francia, la trasformazione del Front National

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali, la presidente del Front National Marine Le Pen ha lanciato un processo di ricomposizione politica del partito in vista delle prossime elezioni europee del 2019 e delle municipali del 2020. Lo spiega “Le Figaro”, che indica tre assi sulle quali avverra’ la ricostruzione dell’estrema destra francese: “impiantarsi, allearsi e governare”. Restano dei dubbi sulla portata di questi cambiamenti, che verranno resi pubblici solamente il prossimo 10 e 11 marzo in occasione del Congresso nazionale di Lille. Il progetto di legge sul diritto all’asilo e sull’immigrazione sara’ uno de principali terreni di sfida con il suo avversario diretto, il presidente Emmanuel Macron. In questa futura strategia saranno fondamentali le alleanze con altri partiti. Per questo Le Pen vede di buon occhio la disponibilita’ data da Debout la France e il Parti chretien-democrate per un “programma comune della destra”. “Gran parte dei quadri dei Repubblicani ha cambiato atteggiamento nei nostri confronti. C’e’ una cortesia che non esisteva negli ultimi mandati” ha affermato Marine Le Pen. Secondo il quotidiano la presidente del Front National affronta l’opera “con pazienza” e “punta sulle sue forze per resistere e avanzare”.

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Jens Weidmann, “Bitcoin inefficiente dal punto di vista economico ed ecologico”

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e’ impegnato per la regolamentazione globale delle criptovalute, come il Bitcoin. “Dato che si tratta di un ecosistema globale, e’ chiaro che la regolamentazione nazionale o europea puo’ avere solo effetti limitati”, ha detto Weidmann mercoledi’ all’apertura di un simposio della Bundesbank a Francoforte. In primo luogo e’ importante applicare le norme antiriciclaggio esistenti e impedire che le criptovalute siano scambiate su piattaforme Internet per finanziare il terrorismo, ha detto Weidmann. “Il ragionamento sull’intervento normativo potrebbe anche offrire potenziali rischi di stabilita’ finanziaria, motivo per cui dobbiamo tenere d’occhio l’uso delle criptovalute nel settore finanziario”, ha affermato il banchiere centrale. “Il Bitcoin e’ inefficiente dal punto di vista economico ed ecologico”, ha affermato Weidmann. “Eventuali perdite di valore da sole non giustificano alcun divieto. Tuttavia, nell’interesse di una migliore protezione del consumatore, un’informazione piu’ ampia e’ importante per gli investitori “. Il capo della Bundesbank s’e’ detto contrario all’introduzione della moneta digitale nella banca centrale, anche perche’ potrebbe competere direttamente con i depositi bancari. Nell’attivita’ creditizia delle banche, i margini continuerebbero a diminuire, il che potrebbe essere problematico dal punto di vista della stabilita’ finanziaria. Recentemente scetticismo sull’introduzione delle valute digitali era stato espresso anche dal direttore della Bce Yves Mersch. Questo mercoledi’ il ministro per il Coordinamento delle politiche governative sudcoreano Hong Nam-Ki ha annunciato che il suo paese vuole intensificare la lotta contro il trading illegale delle criptovalute. Allo stesso tempo, tuttavia, vorrebbe promuovere la tecnologia blockchain, su cui si basano Bitcoin & Co. Il procuratore generale della Corea del Sud aveva inizialmente minacciato di bandire tutti gli scambi in criptovalute nel paese, innescando un diverbio interno al governo di Seul.

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La Nato programma due nuovi centri di comando

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, la Nato sta rafforzando la sua struttura di comando. I ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica hanno concordato mercoledi’ di creare due nuovi centri di comando, che dovrebbero sorgere in Germania e negli Stati Uniti. Inoltre, verra’ costruito un nuovo centro per le operazioni informatiche. Si tratta di rafforzare la “deterrenza collettiva e la difesa”, ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Alla fine della Guerra Fredda, la Nato contava 33 strutture di comando con un personale complessivo di 22.000 uomini. Attualmente ci sono 7 sedi con un totale di 6.800 addetti. L’Alleanza ha rafforzato al propria presenza nell’Europa Orientale con una serie di schieramenti ciclici, tuttavia i comandanti militari hanno lamentato le difficolta’ logistiche e burocratiche. Un nuovo centro di comando coordinera’ quindi in futuro il trasporto di materiale e personale. La Germania ha proposto di istituire questo comando nella parte occidentale della Repubblica federale. “La Germania si e’ offerta di essere una nazione-quadro, e per questo gli altri sono molto grati”, ha detto il ministro della Difesa federale, la cristiano democratica Ursula von der Leyen (Cdu). Si prevede che verra’ istituito un comando negli Stati Uniti, che sara’ responsabile della sicurezza per la rotta marittima per il trasporto di truppe e materiali tra Stati Uniti ed Europa. I siti non sono stati ancora formalmente decisi. Le decisioni finali saranno adottate al vertice Nato di luglio a Bruxelles. L’incontro ha inoltre confermato l’obiettivo di aumentare la spesa per la Difesa.

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Italia, i Cinquestelle cacciano i deputati “mele marce” dopo lo scandalo dei contributi mancanti

15 feb 10:54 – (Agenzia Nova) – Il Movimento 5 stelle (M5s), il partito italiano anti-corruzione, ha cacciato due deputati a poche settimane da elezioni dall’esito icncerto, dopo lo scandalo che ha rivelato come una decina di suoi esponenti si sono intascati un totale di 1 milione e 400 mila euro: lo riporta il quotidiano britannico “The Times”. Nell’articolo, il suo corrispondente da Roma Tom Kigton ricorda che movimento e’ stato fondato dal comico anarchico Beppe Grillo per “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno” e cacciare i politici ladri: i suoi aderenti alle manifestazioni gridano lo slogan “Onesta’! Onesta'”. Ciononostante Luigi Di Maio, il candidato 31enne del partito alla carica di primo ministro, e’ stato costretto a cacciare due deputati, Carlo Martelli ed Andrea Cecconi, definendoli “mele marce”: “E’ un tradimento dei nostri principi e della lealta’ dovuta ai nostri elettori”, ha detto Di Maio. Il programma televisivo “Le Iene” tuttavia ha dimostrato che lo scandalo delle note spese gonfiate e dei falsi contributi versati coinvolge anche altri parlamentari M5s e Matteo Renzi, leader del Partito democratico di centro-sinistra (Pd) ed ex primo ministro, e’ stato lesto a sfruttarlo ai fini della propaganda pre-elettorale: “Altro che poche mele marce, e’ un intero negozio di frutta e verdura”, ha ironizzato; per poi rincarare la dose affermando che “il Movimento 5 stelle e’ diventato l’Arca di Noe’ per truffatori, scrocconi, riciclati e massoni”. Di passaggio, il giornalista inglese ricorda anche che il populista M5s attualmente e’ in testa ai sondaggi, benche’ sia sopravanzato dalla coalizione tripartita di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi; il Pd di Renzi e’ molto distante nelle intenzioni di voto, anche se con i suoi alleati sarebbe testa a testa con il M5s.

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