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Spagna, un mese senza Google News

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Possiamo immaginare una vita senza Google? Forse è impossibile per la maggior parte di noi che vive e lavora in un mondo sempre più connesso.

Eppure da un mese a questa parte, esattamente dal 16 dicembre scorso, la Spagna vive senza un ‘pezzetto’ di Google, vale a dire il servizio che aggrega le notizie che, per protesta contro la nuova legge sul diritto d’autore, la compagnia americana ha deciso di oscurare, determinando immediatamente un brusco calo di accessi ai siti dei giornali (Rassegna sulle implicazioni delle norme).

La riforma sulla proprietà intellettuale consente agli editori di riscuotere un equo compenso dagli aggregatori di contenuti come appunto Google News.

Il compenso viene riscosso per il diritto di citazione o di rassegna, anche nel caso si tratti della pubblicazione di meri frammenti “di informazione, opinione o intrattenimento”, i cosiddetti snippets.

La normativa prevede sanzioni fino a 600 mila euro per le pagine web che faciliteranno l’accesso specifico e di massa a contenuti offerti illecitamente, eludendo le richieste di ritiro di quelli che contravvengono la legge.

Míchel Olmedo Cuevas, avvocato esperto di Media e Tecnologie per Ecija, tira le somme di ciò che è avvenuto in queste mese.

Quali le conseguenze per i media?

La riforma è stata accolta da pesanti critiche da parte degli aggregatori di notizie e anche gli editori hanno cercato di fare marcia indietro chiedendo una trattativa con Google, ma non sortendo alcun risultato.

Secondo Cuevas, sebbene il servizio Google News non sia più disponibile, è ugualmente ancora possibile trovare le notizie sul motore di ricerca.

Ciò significa che proprio come è successo in Germania, Google non mostra più gli snippets delle notizie ma non esclude i media spagnoli dai suoi risultati di ricerca.

In altre parole se un utente fa una ricerca per parola chiave può filtrare successivamente la ricerca per Notizie ed avere ugualmente tutti gli articoli correlati.

Qui sotto possiamo vedere i risultati di una ricerca su German News con la parola chiave ‘Bayern Monaco’ effettuata dopo le modifiche alla legge tedesca sul copyright.

I risultati indicati con le frecce rosse sono quelli dei media rappresentati da VG-Media che inizialmente avevano chiesto di non essere più indicizzati da Google e che poi, come Axel Springer, dopo il calo degli accessi hanno chiesto di tornare su Google News, rinunciando ai compensi.

Qui sotto possiamo invece vedere i risultati di una ricerca effettuata su Google.es per ‘podemos españa’ e sempre filtrata per News.

Qui abbiamo lo stesso risultato ma con una ricerca effettuata su Google Italia.

Possiamo notare, osserva Cuevas, una differenza significativa nei risultati specie per quanto riguarda la quantità di traffico che questi siti generano.

Secondo i media stessi l’impatto è stato solo marginale mentre altri fonti parlano di circa il 10-15% di calo degli accessi solo dopo poche ore l’avvenuto oscuramento di Google News.

A febbraio comScore rilascerà i dati ufficiali del traffico relativo a dicembre.

Solo allora potremmo sapere effettivamente in che misura la decisione di Google ha colpito i media spagnoli.

“A prima vista – secondo Cuevas – tutto però ci fa pensare che la Spagna possa seguire ciò che è stato già fatto in altri Paesi e modificare (se non abolire) tali disposizioni nella prossima riforma della legge sulla proprietà intellettuale, prevista per l’inizio del prossimo anno”.

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