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Spagna, mercato tv in fermento in attesa dell’asta per le frequenze DTT

Televisione

Negli ultimi mesi il mercato televisivo spagnolo è stato caratterizzato da alcune operazione che ne hanno modificato gli equilibri. Dal passaggio della pay tv Digital+ nelle mani dell’operatore tlc Telefonica, che ha comprato anche la quota di Mediaset, alla prossima asta per le frequenze del digitale terrestre, tutto è in forte fermento e lascia presagire nuovi e importanti cambiamenti con l’ingresso di operatori stranieri.

Mediaset ha retto bene il colpo e, dopo l’uscita dalla tv a pagamento iberica resta forte sul fronte commerciale.

Oggi il gruppo brilla a Piazza Affari sulla scia dei buoni conti presentati dalla controllata spagnola. In tarda mattinata il titolo registrava una crescita del 7,48% a 3,304 euro al traino di Mediaset Espana che a Madrid segnava un balzo del 7,90% a 8,977 euro grazie alla trimestrale appena pubblicata.

Nel secondo trimestre, la società spagnola ha generato un utile netto di 9 milioni (-50%), su ricavi a 268 milioni (+16%) ed ebitda a 61 milioni (+89%).

Risultati ‘ben superiori alle attese’, secondo gli analisti di Equita sim, che hanno apprezzato in modo particolare ‘i ricavi da film e il controllo dei costi’.

Il Cda ha inoltre designato oggi Paolo Vasile consigliere delegato unico di Mediaset Espana, per cui unirà alle sue competenze anche la gestione della pubblicità del gruppo. Mediaset Espana concentra così in un’unica struttura la gestione dei contenuti e quella commerciale. A Vasile faranno capo i direttori generali di Publiespana, Salvatore Chiaretti, responsabile commerciale, Francisco Alum, responsabile marketing e operazioni di servizio di vendite e Giuseppe Silvestroni, responsabile di iniziative speciali e nuovi prodotti. Giuseppe Tringali, nominato vicepresidente non esecutivo di Mediaset Spagna, sarà interlocutore dei grandi clienti della compagnia.

Nel trimestre Mediaset Espana ha registrato una crescita dell’11% della pubblicità a fronte del +8% del mercato. Il gruppo ha anche confermato il buyback da 500 milioni allo studio, sottolineando che potrebbe anche avvenire in tempi rapidi. Il riacquisto delle azioni sarà finanziato col ricavato della vendita della quota in Digital+, che potrebbe essere utilizzato anche per un dividendo.

A inizio mese Mediaset ha, infatti, ceduto a Telefonica il 22% della pay tv spagnola dopo mesi di trattative. Subito dopo l’operazione, è stato annunciato anche l’ingresso dell’operatore tlc, primo azionista di Telecom Italia, nella tv a pagamento del Biscione, Premium, da tempo in forte difficoltà e alla quale sono interessanti altri grossi broadcaster come Al Jazeera e la francese Canala Plus ma anche altri partner che potranno permettere l’accesso al mercato di lingua inglese.

Negli ultimi mesi le valutazioni di Premium sono salite vertiginosamente. Poco tempo fa lo scetticismo degli analisti valutava la società tra i 200 e i 500 milioni di euro. Mediobanca ha adesso alzato l’asticella dopo l’operazione Digital+ a 900 milioni-1,2 miliardi.

Ma tornando alla Spagna, al momento il mercato televisivo è in forte fermento e non solo quello della tv satellitare.

Dopo la chiusura forzosa di una serie di canali sul digitale terrestre voluta dal governo, potrebbe tornare a scatenarsi l’appetito dei grandi broadcaster internazionali. Nei giorni scorsi il ministero dell’Industria del governo guidato da Mariano Rajoy ha avviato il percorso per il riordino dello spettro radiotelevisivo nazionale anche per superare definitivamente il problema del digital divide dell’intero Paese. Per questa ragione, sulla falsariga di quanto ha fatto il governo italiano dove l’unico partecipante e aggiudicatario per il lotto 3 è stato Urbano Cairo,Rajoy sarebbe intenzionato a indire un’asta pubblica per l’assegnazione di cinque nuove frequenze, quattro delle quali in alta definizione.

L’asta dovrebbe partire nel 2015 e secondo le prime indiscrezioni avrebbero già manifestato il loro interesse alcuni broadcaster internazionali come Discovery, Viacom (Mtv) e l’emittente del Qatar Al Jazeera oltre a network locali come 13Tv.

Insomma, se il governo spagnolo ha sostenuto e favorito l’acquisizione del controllo assoluto di Digital+ da parte di Telefonica, deal superiore al miliardo, ora si appresta ad ampliare la rosa di pretendenti del ricco e nuovamente florido mercato televisivo e pubblicitario iberico.

Nel caso della pay tv però, non è un mistero che l’esecutivo abbia fatto pressioni su Telefonica proprio per sbarrare la strada a grossi gruppi stranieri come Al Jazeera che avevano mostrato il loro interesse.

La tv araba vorrebbe infatti allargare la propria presenza in Europa, essendo al momento presente solo in Francia con BeinSport e sta guardando sia all’Italia che alla Spagna.

Ma come Al Jazeera anche altri broadcaster guardano con interesse al mercato europeo in via di forte consolidamento come dimostra la recente operazione di Sky per la creazione di un super network paneuropeo che dovrebbe essere annunciato domani.

Senza tralasciare un importante segmento che è quello dei contenuti sportivi. L’anno prossimo in Spagna dovrebbero cambiare le regole per l’assegnazione dei diritti tv della Liga e già si preannuncia una grossa battaglia tra i broadcaster e l’arrivo di nuovi attori.

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