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SosTech. Smartphone premium, abbiamo raggiunto la saturazione?

Il prezzo degli smartphone continuerà a lievitare oppure stiamo raggiungendo il limite massimo?

di Giordano Rodda |

Rubrica settimanale SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Gli smartphone continueranno a diventare sempre più cari o ci sarà una fine alla tendenza che ormai vede il cartellino del prezzo dei telefonini ancora più esoso di quello dei personal computer? Forse il segmento “smartphone premium”, che include i top di gamma (anche, e anzi soprattutto, dal punto di vista dei costi), sta per andare incontro a momenti difficili, o semplicemente con tassi di crescita meno vertiginosi rispetto a quelli a cui siamo abituati.

Il paradosso è che mentre i telefonini diventano più costosi, ormai la telefonia mobile ha dei canoni decisamente abbordabili (ed è probabile che ci siano ulteriori ribassi in questo senso con l’imminente arrivo in Italia, prima dell’estate 2018, di Iliad, che ha rivoluzionato il mercato francese: su SosTariffe.it è comunque sempre possibile confrontare tra di loro le diverse promozioni degli operatori del settore). In più, è arcinoto che gli smartphone stanno diventando sempre di più il dispositivo preferito dei giovani e non solo, mentre i tablet segnano il passo e i personal computer, indispensabili per alcuni programmi di notevole complessità, vengono utilizzati molto meno di un tempo per navigare, chattare, controllare la posta elettronica.

 

Le nuove politiche di prezzo

Il paradosso apparente hardware costoso – tariffe convenienti ha inoltre permesso la nascita di quei bundle che consentono di acquistare un telefonino premium pagandolo a rate insieme a un abbonamento, accettando però di vincolarsi all’offerta dell’operatore per un certo numero di mesi. Ma quanto può durare un equilibrio del genere? Qual è la soglia psicologica che ci fa dire “questo cellulare è troppo costoso, ne scelgo uno meno caro ma con più o meno le stesse funzioni”?

A osservare le strategie dei grandi produttori, questi problemi sembrano ignorati: Apple ha appena sfondato – e non di poco – la barriera dei 1000 dollari per il suo ultimo smartphone, l’iPhone X, e secondo recenti rumors la situazione non cambierà: il suo successore potrebbe partire da 1100 dollari, anche se non manca chi, come Digitimes, sostiene che il prezzo scenderà, perché Cupertino sarà stata in grado di ottimizzare i costi di produzione e pertanto potrà offrire un discreto taglio del prezzo per gli utenti. Resta il fatto che la stessa Apple è riuscita, con il passare degli anni, ad alzare la soglia della spesa media per un telefonino della mela da 600 a 800 dollari: un aumento non da poco. Ma questa strategia sta pagando?

 

Un mercato arrivato al culmine

Negli ultimi mesi si è parlato spesso di un iPhone X dalle vendite deludenti, gravato da un prezzo veramente troppo esoso e non in grado di convincere né gli scettici né chi non può fare a meno, ogni anno, di cambiare smartphone per acquistare l’ultimo telefono Apple. La realtà però potrebbe essere un po’ diversa, almeno secondo un report appena pubblicato da Counterpoint Research: i dati dicono infatti che da solo l’iPhone X ha generato il 35% circa degli interi profitti dell’industria smartphone nell’ultimo quarto del 2017.

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La stessa ricerca dimostra che rispetto all’anno precedente i profitti totali del settore smartphone premium hanno registrato una lieve flessione, pari all’1%. Secondo gli analisti di Counterpoint, “il mercato globale degli smartphone ha già raggiunto il suo culmine, con più lunghi cicli di rimpiazzo dei dispositivi e le industrie che producono i componenti dei più importanti smartphone sono sotto pressione”.

Per qualcuno, però, sembra andare un po’ meglio: proprio Apple, malgrado abbia appena dato vita al telefonino più costoso della sua storia.

Karn Chauhan, analista di Counterpoint, ha infatti dichiarato che a fronte della diminuzione dell’1% del mercato globale “Apple è cresciuta dell’1%, anche con l’iPhone X disponibile per l’acquisto solo per due mesi e non tre dell’ultimo quarto 2017. Da solo, l’iPhone X ha generato il 21% del fatturato globale e il 35% dei profitti, ed è probabile che questi numeri aumentino man mano che il dispositivo va avanti nel suo ciclo vitale”.

 

Tre anni fa? Come se fosse nuovo

Ma non è solo per l’iPhone X che Apple può sorridere. Grazie a una shelf life molto superiore alla media, l’azienda di Cupertino ha addirittura 8 telefonini nella top ten di quelli che danno maggiori profitti, compresi alcuni modelli vecchi addirittura di 3 anni. Dopo l’iPhone X, infatti, arrivano l’iPhone 8 con il 19,1% dei profitti, l’iPhone 8 Plus con il 15,2%, l’iPhone 7 con il 6,2%, l’iPhone 7 Plus con il 5%. Al sesto posto il primo degli “intrusi”, ovviamente di Samsung: il Galaxy Note 8, con il 3,9% dei profitti. Seguono l’ormai quasi arcaico iPhone 6, all’1,8%, il Galaxy S8 Plus con l’1,7%, l’iPhone 6S con l’1,6% e l’iPhone SE con lo 0,9%.

Attenzione, naturalmente si parla di profitti e non di fatturati; questo significa che Apple, al di là di dati di vendita meno esaltanti di altre volte, è comunque imbattibile per quanto riguarda la capacità di capitalizzare e guadagnare da ogni singolo dispositivo.

 

Ma all’orizzonte c’è la Cina

Il risultato è che Apple si è rivelato il brand con i maggiori profitti generati, addirittura l’86% del mercato. O per dirla in un altro modo, forse ancora più impressionante, da solo l’iPhone X ha generato cinque volti i profitti di più di 600 produttori Android durante l’ultimo quarto del 2017. La frammentazione, in particolare, è probabilmente responsabile di una classifica così monocolore: basti pensare che Samsung, nel 2014, aveva addirittura 56 dispositivi diversi nella sua offerta, e dopo una notevole “cura dimagranti” negli anni passati è ora arrivata a 11, con qualche variante.

Tutto bene per la Mela, dunque? Non proprio. Perché, come ormai è inevitabile, la Cina preme per avere il suo spazio. Huawei in primis, ma anche marchi come OPPO e Vivo, da noi molto meno noti ma in patria autentici giganti, stanno facendo segnare veri profitti record: addirittura +59% per Huawei, anche se telefoni di vecchia generazione come l’iPhone 7 e l’iPhone 6, per il momento, stanno ancora generando più profitti dei prodotti di punta cinesi in ambiente Android. La situazione è destinata però a cambiare molto rapidamente, e come ammette anche il report di Counterpoint Research già dai prossimi quarti fiscali l’avanzata della Cina si farà sentire.

 

Fonti: https://www.counterpointresearch.com/iphone-x-alone-generated-35-total-handset-industry-profits-q4-2017/

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