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SosTech. Mercato app, è il momento del sorpasso Android?

139 miliardi di dollari. È quanto avremo speso nel 2021 per quelle piccole icone quadrate colorate che popolano i nostri smartphone e i nostri tablet, secondo l’ultimo report di App Annie sul futuro mercato delle app. In totale, i download supereranno i 353 miliardi, ma la vera domanda, come sempre, è una: chi avrà la palma delle vendite nei prossimi 5 anni? Il rapporto parla chiaro: l’App Store di iOS rimarrà il singolo store dai profitti più alti, ma le forze combinate di Google Play e degli store Android di terze parti sorpasseranno Apple entro il 2017.

Il colosso dell’era digitale

Se è davvero crisi, come qualcuno sostiene, dai numeri non sembra. Il mercato delle app mobili, secondo le previsioni di App Annie, continuerà a crescere anche nei prossimi cinque anni a un ritmo del 19%, passando dai 197 miliardi di download annuali previsti per il 2017 ai 352,9 del 2021. Non solo: la vendita diretta delle applicazioni per la telefonia mobile (su SosTariffe.it è sempre possibile trovare le offerte Internet mobile più convenienti per chi vuole risparmiare) non è altro che un tassello in un mosaico più ampio.

Bisogna infatti tenere conto di tutti i settori legati all’universo app e che vanno al di là del modello – per la verità un po’ obsoleto – dell’acquisto una tantum. L’advertising in-app, infatti, e il fatturato che proviene dal commercio mobile diretto non è contemplato nell’analisi, ma la loro crescita sarà parallela, per valori totali ancora più stratosferici. Non male per un settore del mercato che sostanzialmente una decina d’anni fa non esisteva, e che da allora ha cambiato il modo con cui ci interfacciamo tra di noi, con la Rete, con le nostre attività quotidiane.

Chi vince tra Apple e Android?

È stata Apple, con iPhone, a dare il via alla corsa, ma subito dopo è arrivato un concorrente temibile, l’unico che potesse tenere testa a Cupertino: Google, che un po’ come nelle vecchie diatribe del passato tra Mac e PC ha usato una strategia molto simile a quella di Microsoft – un sistema operativo solo, Android, ma decine di marchi a cui è concesso di utilizzarlo per il proprio hardware, a differenza del sistema chiuso di Apple, dove iOS è per iPad e iPhone e iPad e iPhone sono per iOS.

Inevitabile che, malgrado il considerevole vantaggio di partenza, Android tentasse il sorpasso: un evento che forse, anche se non con il solo Google Play ma con l’aiuto degli store Android di altri sviluppatori, potrebbe avvenire già quest’anno.

In quanto a numero di download, questo sorpasso è in realtà avvenuto da tempo, visto che i numeri dei dispositivi basati sul sistema operativo di Google sono impressionanti, e il solo iPhone non può tenervi testa; ma la palma dei maggiori profitti spetta ancora a iOS. Nel 2016, sono stati scaricati 29 miliardi di app per iOS, 63 su Google Play e 45 da terze parti Android; nel 2017, la previsione è rispettivamente di 30 miliardi, 114 miliardi e 70 miliardi, con lo store di Apple fermo o quasi a fronte dell’altissima crescita dei negozi Android. Nel 2021, i valori saranno 42 miliardi, 196 miliardi e 104 miliardi.

Potere d’acquisto e fatturato

Eppure, guardando il fatturato, nel 2016 i consumatori hanno speso su App Store 34 miliardi di dollari, contro i 17 su Google Play e i 10 su altri store Android; nel 2017 iOS continuerà a crescere in modo robusto (40 milioni) ma le forze combinate di Google Play (21 milioni) e delle terze parti (20 milioni) lo supereranno. Guardando al 2021, la somma del secondo e del terzo classificato sarà ancora più rilevante, ma non per questo si ridurrà più di tanto la distanza tra Apple e i suoi singoli concorrenti: 60 miliardi previsti per iOS, 42 per Android e 36 per le terze parti. Insomma, Cupertino – che da sempre ha fatto suo il mantra “qualità (magari a caro prezzo), non quantità” può dormire sonni tranquilli.

Ma come mai, se si scaricano più applicazioni sui dispositivi Android, Apple continua a vendere di più? È semplice: gli iPhone e gli iPad si collocano tutti nella fascia alta (se non altissima) del mercato, con dispositivi che non di rado si avvicinano al migliaio di euro di spesa. Perciò, chi ha questi oggetti di solito ha un potere di spesa piuttosto rilevante (e se è disposto a fare sacrifici per avere un telefonino di Cupertino, a maggior ragione cercherà di sfruttarlo al meglio con applicazioni e gadget vari).

Di contro, il panorama dei telefoni che montano Android è vastissimo, dai modelli che costano poche decine di euro ai top di gamma come il Samsung Galaxy S8, recentemente presentato e nuovo “game-changer” grazie al suo schermo senza tasti fisici e senza cornice e alla scansione dell’iride per l’accesso. Il potere d’acquisto medio, in altre parole, è più ridotto: sono quindi più frequenti i download di applicazioni gratuite e si avverte di meno la tendenza a effettuare molti acquisti in-app.

I giochi ancora sul trono, ma gli abbonamenti premono

Apple e Android continuano a rafforzarsi. Ma guardando più nel dettaglio la tipologia di app, quale sarà il genere di maggior successo tra cinque anni, in un universo che raccoglie giochi, applicazioni audio e video, programmi professionali, utilities, mappe e messaggistica?

Vinceranno sempre i giochi, anche se in proporzione un po’ meno di adesso. Nel 2016, 58,8 miliardi di dollari sono arrivati dagli applicativi ludici di vario tipo (con la complicità, appunto, degli acquisti in-app, che per giochi come Clash of Clans e simili spesso arrivano a livelli da capogiro); le altre applicazioni (tutti i generi tranne i giochi) hanno fatturato meno del doppio, 90,6 miliardi di dollari. Nel 2021, il mondo dei gamer spenderà complessivamente 121,2 miliardi di dollari sui dispositivi mobili, contro i 231,8 miliardi per le altre applicazioni.

Uno dei motivi di questa lieve inversione di tendenza va ricercata in uno dei trend ormai più assodati nel mondo del digitale: gli abbonamenti. Che siano per applicazioni di storage come Dropbox, piattaforme video (Netflix) o audio (Spotify), o ancora i classici abbonamenti ai quotidiani, questo settore dovrebbe crescere, secondo gli esperti di App Annie, con un tasso altissimo, ovvero il 25% annuo.

Fonti: https://www.appannie.com/en/insights/market-data/app-annie-forecast-2017-mobile-app-store-revenue-exceed-139-billion-2021/

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