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SosTech. Il divario di genere nella telefonia mobile (Seconda Parte)

Connected Women

Rubrica settimanale #SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe.

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Nella prima parte de Il divario di genere nella telefonia mobile, si è dato conto delle principali evidenze del rapporto Connected Women 2015 elaborato da GSMA (Groupe Speciale Mobile Association) in collaborazione con Altai Consulting, società che fornisce servizi di consulenza e di ricerca a gruppi privati, governi e istituzioni pubbliche nei Paesi in via di sviluppo.

Cinque – si ricorda – sono le principali barriere al possesso e all’uso di telefoni cellulari da parte delle donne nei Paesi a basso e medio reddito: i costi del cellulare e delle tariffe telefoniche; la scarsa qualità e la scarsa copertura delle reti cellulari; il senso di insicurezza e i timori per le molestie telefoniche; la sfiducia negli operatori di mercato; le insufficienti competenze tecniche.

In questa seconda e ultima parte del focus, oltre che a riferire altre due barriere che GSMA definisce di sistema, si darà conto dei suggerimenti indirizzati dalla stessa associazione agli operatori di telefonia mobile, agli altri attori del mercato di settore, ai policy-maker (chi decide una strategia e stabilisce una politica), ai donatori e alle organizzazioni accademiche e di ricerca.

Prima di procedere in tal senso, si ricorda che i servizi di comparazione delle offerte di Telefonia Mobile e delle offerte di Internet Mobile curati dagli esperti di SosTariffe.it permettono di individuare le soluzioni di mercato disponibili in Italia che meglio rispondono alle proprie necessità.

Le due barriere di sistema

 

Oltre che alle cinque barriere di cui sopra elencate con maggior frequenza dalle donne intervistate, dal rapporto Connected Women 2015 emergono altre due barriere che GSMA definisce di sistema. Due barriere che impediscono agli operatori di telecomunicazioni e ai policy-maker di intervenire con efficacia per ridurre e/o azzerare il divario di genere.

La prima barriera di sistema è costituita, nei Paesi a basso e medio reddito, dalla diffusa mancanza di dati disaggregati per genere relativi all’accesso delle donne ai servizi di telefonia mobile e, in senso più generale, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Una mancanza che si registra su tre livelli: i database degli operatori di telefonia mobile; le statistiche elaborate o in possesso delle istituzioni governative nazionali; le statistiche elaborate o in possesso delle istituzioni internazionali.

Senza dati disaggregati per genere – spiega GSMA – i policy-maker e gli operatori di telefonia mobile non possono capire in che misura le donne hanno accesso ai telefoni cellulari e utilizzano gli stessi, e quindi intervenire per eliminare o ridurre le barriere che impediscono la piena fruizione dei servizi voce, dati e di messaggistica da parte del pubblico femminile.

La seconda barriera di sistema è costituita, nei Paesi a basso e medio reddito, dalla mancanza di attenzione degli operatori di telefonia mobile nei riguardi della clientela femminile, e da un approccio dei policy-maker che spesso non tiene nel dovuto conto la componente di genere.

I suggerimenti di GSMA

 

Senza interventi mirati definiti e attuati da tutte le parti in causa, è piuttosto improbabile superare le barriere sociali, economiche e culturali che determinano il divario di genere nella telefonia mobile, sostiene GSMA. Come intervenire, dunque? Ecco i suggerimenti formulati dall’associazione.

Suggerimenti per gli operatori di telefonia mobile

 

Suggerimenti per gli altri attori del mercato di settore

 

Suggerimenti per i policy-maker

 

Suggerimenti per i donatori

 

Suggerimenti per le organizzazioni accademiche e di ricerca

 

Fonti e risorse:

Connected Women 2015 – Bridging the gender gap: Mobile access and usage in lowand middle-income countries

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