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SosTech. Ecco i rischi per il piano Enel sulla fibra

Il piano di Enel per la fibra ottica è disruptive, sostiene Benoit Felten, fondatore, amministratore delegato e direttore delle ricerche di Diffraction Analysis, società francese specializzata in analisi e consulenza in materia di reti NGA (Next Generation Access), progetti Smart City e IoT (Internet of Things).

Prima di illustrare la posizione di Felten, si ricorda che il servizio di comparazione delle offerte Fibra Ottica curato dagli esperti di SosTariffe.it permette di confrontare tutte le soluzioni di mercato disponibili in Italia per accedere a Internet a banda ultra larga da postazione fissa.

Il termine inglese/americano disruptive può essere tradotto in italiano con dirompente, parola che indica in senso letterale qualcosa «che esplode squarciando, frantumando» (il Sabatino Coletti), «che dirompe, che scoppia violentemente, producendo la frantumazione e lo sgretolamento dell’obiettivo colpito» (Vocabolario Treccani).

In senso figurativo, dirompente è qualcosa «che ha effetti devastanti, sensazionali» (il Sabatino Coletti), «che provoca un effetto clamoroso, di grande efficacia» (Vocabolario Treccani).

Dirompente è dunque qualcosa che ha un impatto profondo su una situazione in essere e una forza in grado di distruggere e devastare la situazione medesima. Disruptive, non a caso, è impiegato di frequente in combinazione con le parole technology e innovation.

Una tecnologia, un’innovazione, è disruptive quando ha una forza tale da cambiare le regole del gioco, vale a dire ridefinire i comportamenti dei consumatori e i modelli di business delle imprese. E chi non è pronto a fare i conti con le nuove regole, rischia di finire fuori dal gioco. Spesso si porta l’esempio di Blockbuster, incapace di capire la portata dello streaming.

Perché il piano di Enel per la fibra ottica è disruptive? Non è questione di tecnologia e/o di innovazione. Il piano strategico di Enel OpEn Fiber, società costituita da Enel stessa nel dicembre del 2015, prevede di sfruttare la rete elettrica della compagnia per il passaggio della fibra ottica e la realizzazione di una rete in architettura FTTH (Fiber-to-the-Home).

Enel OpEn Fiber – spiega una nota della società – agirà come operatore wholesale only, vale a dire come soggetto operante esclusivamente nel mercato all’ingrosso attraverso la realizzazione delle infrastrutture per altri operatori autorizzati.

L’impiego della rete elettrica di una compagnia di settore per il passaggio della fibra ottica non è una novità. Felten cita gli esempi di Altibox (Lyse Energi) in Norvegia, NetCologne in Germania ed EPB negli USA. Anche le municipali di Zurigo, Ginevra e altre grandi città svizzere sono diventate fornitori wholesale di accessi FTTH per i concorrenti di Swisscom.

Vi sono state anche esperienze fallimentari, come quella di Fibernett, società costituita da Dong Energi in Danimarca. Molteplici le ragioni che hanno decretato il fallimento in questione, ma, in estrema sintesi, due sono le cause sostanziali, evidenzia l’esperto: aver sovrastimato la sinergia elettricità/fibra e aver sottostimato la complessità della nuova avventura.

Il piano di Enel è disruptive perché è la prima volta che una compagnia attiva nel mercato dell’elettricità elabora un progetto per la fibra ottica in FTTH su una scala così ampia qual è quella costituita dal territorio italiano e dalla popolazione ivi residente, spiega Felten.

C’è un altro piano strategico per la fibra ottica a valenza nazionale. Si tratta del progetto firmato Gagnaveita Reykjavíkur, la società posseduta da Orkuveita Reykjavíkur, fornitore di energia elettrica in Islanda, ove risiedono circa 330.000 persone. La scala è pertanto assai più piccola, rileva l’esperto.

Ci sono almeno tre aspetti d’interesse che muovono dall’annuncio di Enel, prosegue Felten.

Il primo riguarda il costo del piano: secondo l’esperto, gli investimenti previsti dalla società potrebbero non essere sufficienti per la realizzazione del piano medesimo ed Enel potrebbe quindi imbattersi in uno dei problemi sperimentati da Dong Energi.

Il secondo aspetto ha a che fare con gli impianti normativi italiani che regolano i mercati di riferimento e con le disposizioni europee in materia di aiuti di Stato per le cosiddette aree nere e aree grigie.

Il terzo punto, infine, riguarda la possibilità che Enel replichi il piano di Enel OpEn Fiber nei Paesi ove è attiva nel mercato dell’elettricità e del gas e che altre società di settore prendano a esempio la strategia della stessa.

Fonti e risorse:

 

Electricity and Fiber: a Match Made in Heaven? (Benoît Felten, Diffraction Analysis)

Presentato al CDA Enel il piano strategico di Enel OpEn Fiber (Comunicato Stampa Enel)

Disruptive innovation: opportunità e minacce (Silvia Zamboni, SDA Bocconi)

 

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