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SosTech. Dal Bitcoin ai giochi: il 2017 delle app

Com’è stato il 2017 appena concluso dal punto di vista delle app e dei loro utenti? Il nuovo report di App Annie, una delle più note realtà al mondo nell’ambito degli studi sull’economia digitale, mostra uno scenario – e non è una sorpresa – di costante crescita, con un altro traguardo tagliato l’anno scorso a dimostrare la centralità delle app nella nostra vita: più di 175 miliardi di applicazioni scaricate nel 2017, il 60% in più rispetto al 2015. O altrimenti detto: ogni essere umano sulla Terra, in media, scarica due app al mese. Un dato impressionante, tenendo conto delle altissime barriere che impediscono a buona parte del pianeta di accedere agli smartphone e ai loro programmi. Ma sono sempre di più i mercati che si affacciano per la prima volta a questo genere di dispositivi, in netta discesa anche per quanto concerne i costi, e ne rimangono tanto affascinati da non poterne più fare a meno: tra questi, milioni di persone che non hanno mai utilizzato un computer.

Arriva un nuovo protagonista: l’India

La prima sorpresa del report in senso geografico è la crescita dell’India, che ha preso il posto degli Stati Uniti come seconda nazione al mondo per numero di app scaricate: questo grazie a una crescita a tre cifre, pari al +215% contro la flessione degli USA a -5% (il primo posto è sempre più che saldamente in mano alla Cina, che fa registrare un altrettanto impressionante +125%, considerata la maturità di questo mercato). Il dato americano non sorprende più di tanto, tenendo conto di quanto si continui a parlare di “mercato saturo” per l’economia più avanzata del mondo; i numeri assoluti del resto non mostrano alcun segno di cedimento, considerando che in media gli utenti degli Stati Uniti scaricano 3 app al mese. Difficile poter vedere crescere ancora questo dato, insomma.

L’entertainment più desiderato

Aumentano le app scaricate, per cui aumentano anche le spese per ogni utente. Malgrado la telefonia mobile oggi offra tariffe molto convenienti, anche con l’acquisto a rate degli smartphone più costosi (su SosTariffe.it potete trovare le diverse proposte di abbonamento), è con gli acquisti in-app o con programmi talmente ben fatti da essere pari, se non superiori, ai loro corrispettivi PC – anche nel prezzo – che si rischia di spendere davvero parecchio. Lo scorso anno gli acquisti su Google Play, l’App Store di iOS e i negozi Android di terze parti hanno totalizzato la bellezza di 86 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2015. Una spesa totale molto superiore a quella dei videogame, dei cd venduti e dei ricavi al botteghino. Non c’è gara, insomma, con le varie forme di entertainment.

Uno smartphone pieno di app

Chiunque abbia dato un’occhiata alle app attive sul proprio cellulare in un determinato momento, magari per fare un po’ di pulizia, se ne sarà senz’altro accorto: usiamo – anche se a volte solo per qualche secondo – una quantità impressionante di applicazioni. Alla mattina ci svegliamo, spegniamo l’app sveglia, leggiamo le notizie con un’app di news o le guardiamo con un’app per la pay tv o la tv in chiaro, controlliamo i nostri impegni sull’app calendario, ci pesiamo e registriamo il risultato sull’app bilancia, regoliamo il nostro termostato in remoto con un’app e sempre con un’app scegliamo la musica da ascoltare mentre ci rechiamo al lavoro – e se siamo in auto, anche il navigatore che ci segnala il traffico. Tutto questo in circa un’ora dal risveglio.

Secondo App Annie, nella maggior parte dei mercati analizzati l’utente medio di smartphone ha più di 80 app presenti sul suo telefono e ne utilizza circa 40 ogni mese. Inevitabile a questo punto la domanda: ma quanto tempo passiamo col telefonino in mano? Rispetto al 2015, il 30% in più. Non è poco: siamo ormai quasi arrivati alle 3 ore, anche grazie all’engagement di mercati che, letteralmente, non hanno mai visto lo schermo di un computer prima di un telefono mobile. Una quantità tutt’altro che trascurabile di persone che non ha mai usato un PC né ne sente il bisogno: ormai la mobilità è in grado di soddisfare tutte le esigenze.

L’addio al web in versione mobile

Chi sta andando incontro a un rapido declino, invece, sono i browser mobile. Ormai una buona parte delle app si collega a Internet senza bisogno di accedere alla navigazione classica, e operazioni come controllare la posta elettronica, guardare con lo streaming una puntata della propria serie preferita o connettersi a Facebook o Twitter non implicano più aprire Chrome o Safari. Il risultato è che l’engagement delle applicazioni è oggi sette volte superiore, in termini di tempo, a quello sul web; alcune realtà che ricavano la metà del loro fatturato dalle vendite tramite dispositivi mobili, con un tasso di conversione che è di tre volte superiore a quello di chi accede con il browser sul telefonino. Un esempio? EasyJet, il colosso dei voli low-cost, ormai riceve da mobile il 20% delle sue prenotazioni.

Banche e Bitctoin

Un ulteriore focus nel rapporto di App Annie riguarda le applicazioni in campo fintech, che hanno continuato a crescere anche nel 2017 (e pure in Italia è arrivato Apple Pay, purtroppo ancora poco supportato dagli istituti di credito italiani ma probabilmente destinato, per la sua comodità, a larga fortuna). Secondo tutti gli analisti, la banca retail con struttura classica si sta lentamente – e neanche troppo – avvicinando all’era del definitivo declino: ci vorranno notevoli riconversioni del personale da parte delle banche per evitare che l’adozione massiccia negli smartphone e nei tablet delle applicazioni per la gestione del conto corrente (o per le disposizioni legate al trading online) comporti un serio pericolo di disoccupazione per chi opera nel settore bancario. Quella della tecnologia in grado di rendere obsolete intere categorie di lavoratori è, del resto, una delle grandi sfide del futuro, come si sente ormai da più parti.

Da notare che il boom delle criptomonete, a cui sembra essere seguito un tonfo altrettanto epocale, ha portato alla nascita di applicazioni specifiche per gestire i propri Bitcoin e non solo; bisognerà aspettare per vedere se passerà la moda, con le app che finiranno presto nel dimenticatoio, o se un nuovo rialzo renderà queste valute di nuovo estremamente appetibili.

Fonti: https://www.appannie.com/en/insights/market-data/app-annie-2017-retrospective/

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