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#SosTech. Campi elettromagnetici: cosa sono e perché hanno a che fare con i cellulari (Prima Parte)

campi elettromagnetici

campi elettromagnetici

Rubrica settimanale #SosTech, frutto della collaborazione tra Key4biz e SosTariffe.

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Lo scorso settembre, su queste pagine web, Paolo Anastasio ha dato conto di un accordo siglato da ARPA Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Piemonte) e FUB (Fondazione Ugo Bordoni) con BMEPB  Beijing Municipal Bureau of Environmental Protection), l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente di Pechino.

Un memorandum triennale attraverso cui condividere esperienze e informazioni in materia di monitoraggio ambientale e dei campi elettromagnetici, e trasferire agli esperti del BMEPB le competenze e il know-how maturati negli anni da FUB e ARPA Piemonte.

A Pechino, come in Italia, la popolazione è preoccupata dai rischi legati ad un eccesso di esposizione ai campi elettromagnetici, ma più che altro si tratta di una percezione, perché abbiamo verificato che in Cina, come in Italia, le emissioni sono sempre nei limiti”, riferiva Doriana Guiducci, responsabile del Centro di Competenze sulle Politiche ITC di FUB.

Proprio Guiducci ha curato il più recente numero de I Quaderni di Telèma (supplemento al numero 301 di Media Duemila), intitolato “Esposizione personale e uso del cellulare. Campi elettromagnetici. Le norme e la scienza”.

La pubblicazione ha per oggetto due lavori condotti per studiare l’esposizione umana ai telefoni cellulari in diverse condizioni di utilizzo. Prima di illustrarli nel dettaglio, si ritiene opportuno fornire informazioni utili per capire cosa sia un campo elettromagnetico e perché il medesimo abbia a che fare con i telefoni cellulari.

A tal fine, si fa riferimento a Elettra 2000, un consorzio costituito senza fini di lucro da FUB, Fondazione Gugliemo Marconi e Università di Bologna, con l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura scientifica, attraverso la costante informazione sullo stato delle conoscenze riguardanti l’impatto sanitario, ambientale e sociale dei campi elettromagnetici.

Il campo elettromagnetico è un’entità fisica che rende conto delle interazioni tra cariche elettriche, esordisce Elettra 2000. Si distingue tra campo elettrico (E) e campo magnetico (H).

Il campo elettrico (E) rappresenta la forza che agisce su una carica elettrica di valore unitario e può essere considerato la rappresentazione delle proprietà di un ambiente in relazione alla presenza di cariche elettriche. L’intensità di un campo elettrico si misura in Volt per metro (V/m).

Il campo magnetico (H) rappresenta la forza che agisce su oggetti in movimento dotati di carica elettrica o sui magneti, e si misura in Ampére per metro (A/m).

Sia E che H sono vettori, vale a dire grandezze che per essere completamente definite necessitano di un numero (l’intensità), di una direzione e di un verso, prosegue il consorzio. Quando E e H variano nel tempo, risultano legati l’uno all’altro. In tale caso, si parla appunto di campo elettromagnetico.

Alla variazione temporale dell’ampiezza del campo elettromagnetico si associa il concetto di frequenza (f), aggiunge Elettra 2000. Nel caso semplice in cui, fissato un punto dello spazio, il campo in quel punto vari nel tempo con un andamento sinusoidale, allora la frequenza del campo corrisponde al numero di cicli che il campo stesso compie in un secondo. La frequenza si misura in Hertz (Hz).

Esiste un fondo elettromagnetico naturale, evidenzia il consorzio. Ogni corpo con temperatura diversa dallo zero assoluto (-273° C), infatti, emette una radiazione elettromagnetica che dipende dalla temperatura cui si trova. Anche il corpo umano e la terra, dunque, emettono radiazioni elettromagnetiche.

L’introduzione di sorgenti elettromagnetiche artificiali, quali elettrodomestici, cavi attraversi da corrente, trasmettitori televisivi e stazioni radio base per la telefonia cellulare, non ha fatto altro che innalzare il fondo elettromagnetico naturale. Perché ciascuna delle sorgenti di cui sopra produce un campo elettromagnetico.

Oltre che alle stazioni radio base, a emettere campi elettromagnetici sono anche i cellulari, alle relative frequenze di funzionamento.

La presenza di campi elettromagnetici nell’atmosfera è indicata con il termine elettrosmog. Una parola con evidente accezione negativa, sottolinea Elettra 2000. Allarmi sui possibili effetti dell’esposizione umana ai campi elettromagnetici si susseguono a più riprese. Da anni, FUB e le altre organizzazioni di cui sopra sono impegnate sia nello studio degli effetti medesimi sia nella divulgazione di informazioni che muovono da evidenze scientifiche sia, ancora, nel suggerire approcci normativi che tengano conto delle evidenze scientifiche medesime.

Nella seconda parte de Cellulari e campi elettromagnetici a radiofrequenza, si entrerà nel dettaglio dei lavori e degli studi condotti da FUB.

Si ricorda, infine, che è possibile fare riferimento al servizio di comparazione curato dagli esperti di SosTariffe.it per confrontare tutti i piani tariffari e tutte le offerte di telefonia mobile confezionati dagli operatori di telecomunicazioni attivi in Italia.

[continua]

Fonti: http://www.elettra2000.it/it/faq.html

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