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Smartphone low-cost: s’infiamma la guerra dei prezzi ai piani bassi del mercato

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Malgrado il prezzo dell’iPhone 6, ultimo nato in casa Apple, abbia superato allegramente la soglia dei 1.000 euro, il prezzo medio degli smartphone continua a scendere per via della feroce concorrenza ai ‘piani bassi’ del mercato dove i costruttori low-cost si stanno dando battaglia.

In Francia, ad esempio, Archos ha da poco abbassato il prezzo del suo smartphone 4G 45 Helium da 179 a 99,99 euro, sfidando apertamente il ‘Kite’ della franco-cinese Wiko, venduto a 100 euro e con caratteristiche molto simili. Il tutto, ha affermato il presidente di Archos Loïc Poirier “senza perderci soldi, ma per dimostrare che vogliamo stare sul mercato”.

Oltreoceano, il giorno prima dell’uscita dell’iPhone 6, Amazon ha sfidato Apple offrendo il suo Fire Phone a 99 centesimi (in abbinamento però a un abbonamento di due anni con AT&T).

Nella battaglia all’ultimo smartphone si sta per inserire anche Google che il 15 settembre terrà una conferenza stampa in India per presentare, presumibilmente, l’Android One, uno smartphone che nel paese sarà venduto a meno di 100 euro (circa sei mila rupie), mentre Samsung ha rafforzato la sua gamma low cost all’inizio dell’estate con il Galaxy Core Lite, il Core 2, lo Young 2, lo Styra 2 e l’Ace 4. Microsoft ha fatto lo stesso con i modelli Nokia ‘X’.

Il fenomeno low-cost nel mercato smartphone non è che sia proprio nuovo, è che mentre prima si trattava di modelli destinati per lo più ai paesi emergenti, ora i produttori non esitano a pubblicizzarli anche sui mercati considerati ‘ricchi’, dove la crisi ha frenato il potere d’acquisto di molte famiglie, che hanno quindi iniziato a preferire modelli di fascia se non bassa, quanto meno media.

Secondo uno studio di GFK, il prezzo medio degli smartphone è sceso, a livello globale, da 250 a 211 euro, mentre in Europa è passato da 350 a 330 euro. I dispositivi a meno di 300 euro, dice sempre GFK, hanno guadagnato 5 punti portandosi al 56% del mercato in Europa, mentre a livello globale sono cresciuti di 7 punti al 78%.

Un successo trainato dai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) dove la domanda è letteralmente decollata e che saranno il centro nevralgico mondiale della telefonia mobile nei prossimi anni.

Secondo dati Ovum, entro il 2017 il 57% degli smartphone sarà venduto nei paesi emergenti, contro il 30% del 2013. È ovvio, quindi, che avere questi dispositivi nel carniere non è più un opzione secondaria per i produttori, ma un’esigenza imprescindibile.

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