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Siccità, l’acqua on demand contro gli sprechi. Prime misure per l’agricoltura 4.0

I prodotti che arrivano dalla nostra terra sono pieni di acqua. Frutta e verdura, legumi e frumento, la stessa carne, sono il risultato di un’enorme consumo di acqua. Per ottenere un chilo di mais ci vogliono 900 litri di acqua. Oltre 3.000 litri per un chilo di grano e 6.000 litri di acqua per un chilo di carne suina.

Giusto qualche esempio per comprendere l’enorme consumo idrico necessario a sostenere l’industria alimentare nazionale. Ma come fare in tempi di siccità? Negli ultimi mesi, diverse aree del nostro territorio hanno visto davvero pochissima acqua e una temperatura superiore alla media di 3,2°C. Secondo le ultime stime, rispetto alla media del mese di giugno, siamo a quasi il 50% in meno di risorse idriche da Nord a Sud. Un campanello di allarme, a cui si deve rispondere con buone idee e un piano d’azione rapido.

Tutto questo porta con sé non solo preoccupazioni, ma anche danni, già calcolati in agricoltura in 2 miliardi di euro e una resa di prodotti agricoli che potrebbe essere tagliata anche del 50% (a seconda delle colture).

Nei giorni scorsi il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha presentato un nuovo progetto di promozione e diffusione dell’agricoltura di precisione nelle piccole e medie imprese agricole italiane (Pmi). Il progetto è il risultato della partnership pubblico-privata tra l’Ismea, ente finanziario del Mipaaf, e Bonifiche ferraresi.

L’obiettivo dell’iniziativa, sostenuta con un fondo di 12 milioni di euro, è introdurre nel settore agricolo e zootecnico nuove soluzioni provenienti dall’Internet of Things, con un uso diffuso di sistemi data analytics, che consentirebbero finalmente di conoscere meglio il suolo, le sue caratteristiche e la stato di salute delle falde, ma anche di ottimizzare le risorse idriche, ridurre perdite e sprechi (nel Centro Italia le perdite della rete sfiorano il 50%), tagliare le emissioni di CO2, contenere i costi e quindi garantire un maggiore risparmio per gli imprenditori, lo Stato e i consumatori.

Riguardo alle imprese, le tecnologie digitali e soluzioni 4.0 offrono opportunità di crescita significative, soprattutto le Pmi, che in questo modo sono rese “più forti, sostenibili e competitive”, ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina.

La partnership che abbiamo presentato oggi fa parte di questo lavoro e può attivare da sola la copertura di circa 145.000 ettari con servizi di agricoltura di precisione dal 2018 alla fine del 2023”, ha precisato il Ministro.

Come investimento strategico sul medio periodo, il Mipaaf ha inoltre attivato un bando per migliorare le infrastrutture irrigue con una dotazione finanziaria di circa 600 milioni di euro e che verrà chiuso entro il 31 agosto. A questo si aggiunge un investimento di 107 milioni di euro su 6 opere irrigue già cantierabili e i cui lavori partiranno nei primi mesi del 2018.

Innovare quindi per la tutela “la nostra biodiversità unica“, attraverso un miglioramento della competitività aziendale; un impatto positivo per quanto riguarda il miglioramento della sostenibilità ambientale; un miglioramento riguarda l’accesso al credito; un miglioramento nel medio periodo riguarda gli strumenti di gestione dei rischi aziendali.

Le tecnologie impiegate in agricoltura sono già divere, dai satelliti ai sensori igrometrici, dai software ai robot, fino ai droni e le applicazioni web e mobile. Un esempio pratico è l’app Irriframe sviluppata dall’Associazione nazionale bonifiche (Anbi), in grado di far risparmiare alle aziende il 25% in meno di acqua nei campi.

Un programma 100% made in Italy che, grazie alla combinazione di più parametri (tra cui tipo di coltura, previsioni meteo, umidità e composizione del terreno, disponibilità idrica), mette il Consorzio in condizione di offrire agli agricoltori una specie di soluzione per l’acqua on demand, inviando via computer o mobile device, informazioni su come, quando e quanto irrigare ogni giorno.

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