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Si addensano nubi sul piano climatico e militare globale

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Paolo Maddalena

Dominano i media odierni le drammatiche notizie sull’alluvione che ha disastrato trequarti dell’Emilia Romagna, dando luogo a 14 morti, a 34 mila sfollati e non si sa a quanti dispersi.

Al riguardo la causa prima di questo disastro è da ricercarsi nel fatto che in tutto il mondo, come sostiene il Premio Nobel Parisi, l’aumento dei gas serra ha raggiunto limiti insostenibili, producendo un aumento della temperatura globale che, a sua volta, dà luogo al formarsi di alluvioni e uragani.

Nell’ambito di questo fenomeno generale, la cui soluzione dipende da un accordo di Stati Uniti, Cina e India, che sono i maggiori produttori di Co2, sono da ricercare cause particolari, le quali, per quanto riguarda l’Emilia, vanno individuate soprattutto nell’incremento del consumo di suolo per il quale detta regione è al terzo posto dopo Lombardia e Veneto.

Se si pensa che questi fenomeni sono avvenuti dopo un periodo di siccità, si capisce la loro enorme capacità distruttiva, poiché il terreno secco non assorbe acqua, la quale dilava e investe tutto quello che trova. Un fenomeno generale e globale dunque che si accompagna a disfunzioni locali. 

Sul piano generale, all’emergenza climatica si aggiungono seri motivi di guerra, che si verificano qua e là in vari punti del globo.

Il G7 che si è riunito a Hiroshima ha parlato del ricorso a una coercizione economica a carico della Cina e della Russia, ma si è fatto presente anche la difficoltà dell’aggiramento di queste sanzioni, limitandosi a constatare che la prospettiva del disarmo nucleare purtroppo si allontana.

Al G7 di Hiroshima ha fatto da contrappunto il contro-vertice della Cina e 5 Paesi sotto l’influenza russa, facendo rilevare che ormai si sono formati nel mondo tre poli contrapposti: Russia, Cina e Occidente. Un quadro generale che non spinge certo all’ottimismo. 

Per quanto riguarda la politica interna stanno emergendo i gravi errori compiuti dal governo Meloni, infatti la Banca d’Italia ha bocciato la flat tax, ritenendola poco realistica e poco compatibile con il nostro sistema di welfare; la Commissione studi del Senato ha bocciato il progetto di Calderoli sulle autonomie differenziate, sottolineando che esse comporterebbero un aumento notevole dei costi senza copertura; infine l’alto commissariato per gli immigrati dell’Onu ha bocciato in pieno, come contrario ai diritti umani, il decreto Cutro, varato dal nostro governo in tema di migranti. E l’elenco potrebbe continuare.

Come ripeto da tempo abbiamo una sola arma da usare: attuare la nostra Costituzione che informa l’economia alla più ampia circolazione della moneta, ed evita l’accumulo di questa nelle mani di pochi, che la usano per fini certamente non sociali.

E ricordo che contro talune direttive e regolamenti dell’Unione europea, ispirati dal neoliberismo, per giurisprudenza costituzionale, prevalgono i principi fondamentali della nostra Costituzione.

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