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Sesso con il robot, è il trend del futuro?

sex robot

Il futuro del sesso? All’insegna dei sex robot. Il trend sembra segnato, il tabù sta cedendo: nei prossimi anni, saranno sempre più normali i rapporti con umanoidi di belle fattezze, a volte fin troppo simili agli esserei umani, tanto che i produttori tendono a mantenere qualche differenza dall’originale per non creare troppe polemiche di carattere etico. Ma i robot sembrano destinati nei a diventare un surrogato sempre più diffuso dei rapporti fra esseri umani in carne ed ossa. Lo scrive il Daily Telegraph, secondo cui il fenomeno crescerà di pari passo con la diminuzione del prezzo d’acquisto dei robot umanoidi che per ora sono alla portata delle tasche di pochi.

Il report

Ne è convinto il professor Ian Pearson, futurologo assai ascoltato nel Regno Unito, che ha realizzato un nuovo report sulle nuove tendenze del sesso in collaborazione con Bondara, uno dei maggiori player inglesi di sex toy shops.

Il report parla chiaro: i sex toy robotizzati – soprattutto i vibratori – sono sul mercato da quasi un secolo e la domanda di contenuti pornografici virtuali sta diventando un fenomeno di massa, basti pensare alle dimensioni del porno online e dei vari gadget elettronici che consentono una fruizione sempre più realistica in ottica di realtà aumentata.

Il prossimo step è la diffusione su ampia scala dei robot disegnati per soddisfare le fantasie sessuali dei clienti, anche se qualche forte resistenza frena ancora il loro definitivo sdoganamento, in particolare movimenti di opinione che puntano il dito contro la mercificazione dell’immagine femminile sfruttata a piene mani per la produzione dei sex robot, che nelle fattezze replicano l’immagine stereotipata della donna.

I numeri

In sintesi, secondo il report nel 2030 la maggior parte delle persone praticherà in qualche modo sesso virtuale allo stesso modo in cui naviga online. Nel 2035 la maggior parte della gente avrà un qualche modello di sex toy con cui interagire in qualche modo con il sesso virtuale.

Nel 2025, secondo il report di Pearson, cominceranno a prendere piede nuovi modelli di sex robot a partire dai ceti più abbienti.

Per finire, nel 2050 il sesso con i robot supererà quello fra esseri umani. Il giro d’affari dei sex robot raggiungerà un miliardo di sterline soltanto in Uk.

A trainare il mercato, la crescente diffusione di tecnologie per la realtà aumentata, come ad esempio Oculous Rift atteso sul mercato nel 2016. Internet farà la sua parte, considerato che un quarto delle ricerche online ha come oggetto contenuti pornografici, e che certamente la rete sarà sempre utilizzata a scopi sessuali.

La realtà virtuale legata al sesso – simulazione di rapporti sessuali con persone in 3D e ologrammi – ha gli stessi risvolti etici del sesso con i robot.

Il conflitto etico

I detrattori dei sex robot sono guidati nel Regno Unito dalla dottoressa Kathleen Richardson, preoccupati che gli umanoidi femminili siano troppo simili ai modelli in carne ed ossa e che possano ispirare atteggiamenti misogeni e false attese da parte degli utilizzatori.

Per questo hanno lanciato una forte campagna mediatica contro i robot sessuali.

Sul lato opposto della barricata c’è Matt McMullen, impegnato da sempre nello sviluppo di sex robot, che spera di poter vendere i suoi umanoidi al prezzo di 40 mila sterline, che progressivamente potrebbero diminuire con il diffondersi della tecnologia, la semplificazione della fase produttiva e con l’aumento della domanda.

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