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Separazione rete Tim, Cardani (Agcom): ‘Voglio chiudere l’analisi entro il 25 luglio’

L’analisi di mercato sull’accesso alla rete di Tim che l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) sta mettendo a punto avrà due scenari e potremmo conoscere le conclusioni tra meno di due mesi, ha detto il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani a margine della presentazione della relazione annuale dell’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete Tim. “La nostra analisi ha due scenari alternativi: uno prevede la separazione della rete, l’altro considera la situazione attuale, In modo che – ha spiegato Cardani – qualunque sia la decisione di Tim, che è un’azienda privata, il nostro lavoro non sia da buttar via”. Sui tempi di chiusura dell’analisi, Cardani ha detto: “Voglio chiuderlo entro il mandato della consiliatura che è il 25 luglio”.

Alla luce dell’esito dell’analisi di mercato dell’Agcom, l’Organo di vigilanza sulla parità di accesso alla rete Tim “ritiene che”, ha sottolineato il presidente dell’Odv, Maurizio Mensi, nel suo intervento in occasione della Relazione annuale.”potrà rivelarsi opportuno procedere a una revsione del suo regolamento per adeguarlo al nuovo contesto”, perché ha aggiunto, “la tutela della parità di accesso alla rete deve continuare ad essere un obiettivo imprescindibile quale che sia il futuro assetto della rete”.

Tim, l’Ad Gubitosi: ‘Su 5G e sviluppo digitale puntiamo a partnership’

In attesa di conoscere il futuro della rete Tim, l’ad del gruppo Luigi Gubitosi continua a  puntare anche sul 5G: “Nella divulgazione sul 5G”, Gubitosi ha indicato la strada di collaborazioni con la Rai ed enti pubblici. Nello sviluppo del digitale, Tim è pronta a collaborazioni con partner stranieri: “La nostra competizione – ha detto – non è con i player locali ma con Microsoft, Amazon, Google con i quali si possono anche stringere alleanze”. In Europa – ha proseguito – si sta ragionando di fare progetti di ricerca insieme ad altri partner: con Verizon ci scambiamo esperienze ed idee”. “Da soli siamo piccoli”, ha riconosciuto l’ad di Tim e bisogna “misurarsi con questo scenario” e guardare oltre “il cortile”. Ma lo sviluppo digitale – ha spiegato – non va visto solo in chiave di tecnologia: “Gli italiani usano poco Internet perché ne sentono poco il bisogno” e l’amministrazione pubblica deve cambiare. “Siamo un’azienda privata e dobbiamo fare il bene dei nostri azionisti, però faremo il massimo per stare a fianco del Paese per crescere nel digitale”.

“Mi dispiace che sia cambiato il nome: mi piaceva Telecom Italia per la presenza della parola Italia – ha concluso – L’Italia ha dato molto a Telecom e Telecom all’Italia. Abbiamo una grandissima responsabilita’ verso il Paese”.

5G, Morelli (Lgea e pres. Comm Tlc): ‘Favorevole a partnership pubblico-privato)

Di 5G ha parlato anche Alessandro Morelli (Lega), presidente della Commissione Telecomunicazioni alla Camera, intervenendo alla presentazione della Relazione annuale dell’Odv Tim, proponendo la chiave d’interconnessione privato-pubblico sulla tecnologia mobile di quinta generazione: “Il 5G sarà una grande rivoluzione. La realtà è che se il legittimo interesse privato si può interconnettere con l’interesse pubblico, noi faremo di tutto perché l’interesse pubblico prevalga e contestualmente ci sia il valore aggiunto per le aziende. Questo è fondamentale, perché se noi ci aspettiamo che i privati siano lasciati soli, nel trovare soluzioni in un mercato che è sempre più complicato, e dall’altra parte la politica non faccia nulla, a quel punto si blocca tutto”.

“L’idea che abbiamo”, ha continuato Morelli, “è che l’interesse pubblico evidentemente deve essere prevalente, ma la collaborazione permette a tutto il sistema di migliorare, noi siamo fieri di dare dei servizi ai cittadini e fare in modo che le aziende possano crescere in Italia”, ha concluso.

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