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Semiconduttori, all’Italia una fetta di mercato europeo che vale 297 milioni di euro

La grande fame di semiconduttori

A partire dalla trasformazione digitale, i semiconduttori sono diventati dei materiali fondamentali per la nostra industria e per l’economia.

Essendo utilizzati per la produzione di tutte le tipologie di chip, possiamo dire che i semiconduttori sono praticamente ovunque, in tutti i dispositivi elettronici in uso quotidiano: dallo smartphone al pc, dall’auto o la bici elettrica ai frigoriferi.

Negli ultimi tempi, la loro carenza, dovuta all’impatto della pandemia da Covid-19 prima e poi dalla guerra sulle catene di approvvigionamento globali, ha messo in allarme non solo le imprese, ma gli stessi Governi.

La stessa Commissione europea ha stabilito una strategia comunitaria proprio per aumentare la produzione continentale e la distribuzione di semiconduttori, con l’intento di mobilitare 43 miliardi di euro di investimenti per raggiungere l’obiettivo di portare la capacità produttiva al 20% del mercato globale entro il 2030.

Lo stesso Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, ha dichiarato in sede di presentazione del decreto aiuti bis che “il decreto ha anche una parte che riguarda lo sviluppo: introduciamo degli strumenti e procedure semplificate per attrarre grandi investimenti in settori di interesse strategico nazionale, a partire da quelli ad alta tecnologia, per essere più chiari i semiconduttori. Vogliamo che le grandi imprese investano sempre di più in Italia e vogliamo migliorare la nostra competitività e favorire l’occupazione”.

Il mercato europeo in ripresa

Secondo l’ultimo Rapporto DmassEuropean semiconductor distribution market, sembrerebbe che la situazione di shortage e il rallentamento delle supply chain globali stia leggermente migliorando per gli Stati dell’Unione europea.

È stata rilevata, per il secondo trimestre del 2022, una crescita del settore semiconduttori del +33% a 3,09 miliardi di euro.

In questo quadro relativamente positivo, almeno per un certo numero di componenti, anche l’Italia è andata bene, con una crescita stimata del +39% a 297 milioni di euro.

In termini di volumi di distribuzione dei semiconduttori è la Germania a dominare la scena europea con un mercato cresciuto del 38% a 852 milion idi euro nel periodo considerato.

Dopo di noi si piazzano la Francia (+43,4% a 215 milioni di euro) e il Regno Unito (+26% a 212 milioni di euro). L’Est e il Nord Europa hanno chiuso con un tasso di crescita simile del 36,8% e del 37,1% (rispettivamente a 559 milioni di euro e 248 milioni di euro).

L’Italia registra una crescita ulteriore anche nel settore dei componenti di interconnessione, passivi ed elettromeccanici (IP&E), con un +20,1% a 170 milioni di euro, dopo la Germania (+25,4% a 393 milioni di euro) e meglio di Francia (+17,4% a 135 milioni di euro) e Regno Unito d(+18,4% a 143 milioni di euro).

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